Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Inammissibilità della proposta di concordato

La domanda di concordato proposta dopo la decisione sull'istanza di fallimento

15 Dicembre 2017 | di Gianfranco Benvenuto

Cass. Civ.

Inammissibilità della proposta di concordato

La domanda di concordato preventivo proposta dopo la decisione sull’istanza di fallimento, ma prima della pubblicazione della relativa sentenza dichiarativa, è inammissibile, atteso che il momento della pronuncia di quest’ultima va identificato con quello della deliberazione della decisione, mentre la successiva stesura della motivazione, la sottoscrizione e la conseguente pubblicazione...

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Condizioni alla (in)fattibilità del concordato preventivo

26 Luglio 2016 | di Antonio Tavella, Giuseppe Matarazzo

Tribunale di Alessandria

Inammissibilità della proposta di concordato

Si deve ritenere inammissibile ai sensi dell'art. 162, comma 2, l. fall., in quanto priva dei presupposti di legge, la proposta di concordato la cui fattibilità dipenda dall’avveramento di eventi futuri ed incerti dedotti quali condizioni sospensive all’efficacia degli impegni assunti da un terzo acquirente nell’ambito della procedura, tra cui la conclusione di accordi in violazione degli artt. 2112 e 2113 c.c.

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Il carattere definitivo del provvedimento di inammissibilità del concordato preventivo

26 Aprile 2016 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin

Cass. Civ.

Inammissibilità della proposta di concordato

Il problema che qui viene posto è se, in base alla normativa attualmente vigente conseguente alla riforma operata dal d.lgs. n. 169/07, il diniego di ammissione al concordato preventivo, senza che sia intervenuta contemporanea o successiva dichiarazione di fallimento, sia ricorribile o meno per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.

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Inammissibilità della proposta di concordato preventivo e fallimento

08 Gennaio 2016 | di Fabio Signorelli

Corte d'appello di Brescia

Inammissibilità della proposta di concordato

Quando la procedura per la dichiarazione di fallimento è rimasta aperta per alcuni mesi (nella specie oltre quattro) nel corso dei quali la società, poi fallita, non ha in alcun modo anticipato o fatto intendere la propria volontà di presentare ricorso per l’ammissione a concordato preventivo né tale volontà è stata esternata all’udienza ad esito della quale il relatore si è riservato di riferire al collegio e, successivamente a detta udienza, è stata proposta domanda di concordato, tale condotta del debitore, unitamente alle risultanze di una consulenza tecnica d’ufficio disposta nell’ambito della procedura per la dichiarazione di fallimento da cui è emersa con lampante certezza l’inevitabilità del fallimento, palesa con assoluta inequivocità che il ricorso per l’ammissione al concordato in bianco rappresenta solo un espediente per procrastinare la pronuncia di fallimento. Una domanda di concordato in bianco è inammissibile quando è carente per mancata allegazione di uno dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall., essendo privo di rilevanza il fatto che l’ultimo bilancio non sia stato ancora approvato e pubblicato, perché il debitore è comunque onerato di presentare, in tal caso, una situazione patrimoniale aggiornata riferita all’ultimo esercizio.

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Concordato preventivo: inammissibilità per irragionevole durata della liquidazione

31 Gennaio 2014 | di Marco Angelo Russo

Tribunale di Modena

Inammissibilità della proposta di concordato

La valutazione sull’irragionevole durata del concordato spetta al giudice, in quanto costituisce una condizione di ammissibilità della domanda, investendo un giudizio sulla fattibilità giuridica del piano. Il concordato preventivo deve concludersi in un termine ragionevolmente contenuto che, per il concordato avente natura liquidatoria, comparabile al procedimento di esecuzione forzata, è inferiore al termine indicato dal legislatore per il concordato in continuità aziendale, per il quale occorre far riferimento, in termini temporali, alla procedura fallimentare).

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Concordato: inammissibilità per difetto di attestazione sulla veridicità dei dati e per pagamento dilazionato dei creditori privilegiati

12 Novembre 2012 | di Edoardo Staunovo Polacco

Tribunale di Roma

Inammissibilità della proposta di concordato

In sede di ammissione al concordato preventivo il tribunale non deve limitarsi a verificare la presenza della documentazione richiesta dalla legge e la sua regolarità, ma deve accertare l’idoneità della relazione dell’attestatore allo scopo di certificazione e illustrazione che le è propria; in mancanza di coerenza e completezza della relazione dell’esperto, adeguatamente motivata e con l’indicazione dei metodi e dei criteri seguiti per la conclusione della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile (nella specie il tribunale è giunto ad una tale conclusione in quanto la relazione dell’attestatore non conteneva puntuali osservazioni sulla veridicità dei dati aziendali, non riscontrati con sufficienti verifiche esterne, né circa la effettività ed esigibilità dei crediti, anche sotto il profilo della solvibilità dei debitori).

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Repetita iuvant? Vecchie inammissibilità e nuove disposizioni in tema di concordato

03 Agosto 2012 | di Luigi Amerigo Bottai

Tribunale di Milano

Inammissibilità della proposta di concordato

La domanda di concordato preventivo depositata in data 29 giugno 2012 nell'erronea convinzione della vigenza dell'art. 33 del d.l. n. 83/2012, la cui entrata in vigore è invece differita alla decorrenza del trentesimo giorno successivo alla pubblicazione della legge di conversione, è inammissibile.

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Sul controllo di ammissibilità della proposta concordataria con riguardo alla relazione attestativa del piano

17 Maggio 2012 | di Gianfranco Di Marzio

Tribunale di Roma

Inammissibilità della proposta di concordato

È inammissibile, per irragionevolezza, la proposta di concordato preventivo articolata su un piano attestato dal revisore legale come fattibile sulla scorta di dati aziendali forniti dal proponente e non assoggettati ad alcun riscontro esterno.

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