Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il diritto alla difesa del socio occulto nel processo per la dichiarazione di fallimento in estensione

14 Luglio 2017 | di Simone Marzo

Fallimento in estensione

Il processo per l’estensione del fallimento al socio illimitatamente responsabile la cui esistenza (o la cui assunzione di responsabilità illimitata) sia venuta alla luce dopo la dichiarazione di fallimento della società, ai sensi dell’art. 147, comma 4, l.fall., ha ad oggetto esclusivamente i presupposti per la dichiarazione del fallimento del socio, senza alcuna possibilità di riaprire la discussione sui presupposti per la dichiarazione di fallimento della società.

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L’effetto devolutivo del reclamo ex art. 18 l.fall.

11 Luglio 2017 | di Andrea Paganini

Cass. Civ.

Reclamo

Il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, limitatamente ai procedimenti in cui trovi applicazione la riforma di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169 è caratterizzato da un effetto devolutivo pieno, con conseguente inapplicabilità dei limiti previsti dagli artt. 342 c.p.c. e 345 c.p.c. sicché le parti sono abilitate a proporre anche questioni non affrontate nel giudizio innanzi al tribunale, emergendo tale soluzione necessaria attesi il carattere indisponibile della materia controversa e gli effetti della sentenza di fallimento, che incide su tutto il patrimonio e sullo status del fallito.

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La sottoscrizione della domanda di concordato in bianco da parte del debitore

04 Luglio 2017 | di Luca Jeantet, Paola Vallino

Cass. Civ.

Concordato con riserva

Ai fini della presentazione della domanda di concordato prenotativo di cui all’art. 161, comma 6, l. fall., deve ritenersi sufficiente la sottoscrizione da parte del difensore del debitore, non occorrendo anche la sua sottoscrizione di quest’ultimo e potendosi egli limitare a conferire la procura alle liti, da allegare al ricorso introduttivo.

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Insolvenza del comparto di un fondo comune di investimento

26 Giugno 2017 | di Luigi Gaffuri

Fondi comuni di investimento

E’ ammissibile la richiesta di messa in liquidazione giudiziale, ex art. 56, comma 6, del TUF, del singolo comparto di un fondo multicomparto. La circostanza che un comparto non possa contare su linee di finanziamento, né su mezzi propri per far fronte ai debiti scaduti e agli oneri di gestione, lo espone al pericolo di atti preferenziali o all’acquisizione da parte di taluni creditori di titoli di preferenza in danno di altri, con rischio di pregiudizio dalla par condicio creditorum cui è funzionale l’istituto di cui all’art. 57, comma 6-bis, del T.U.F.

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Iniziativa per la dichiarazione di fallimento: ampio raggio d’azione per il P.M.

19 Giugno 2017 | di Stefano Morri, Francesca Giovannardi

Cass. Civ.

Dichiarazione di fallimento

In tema di fallimento, il pubblico ministero è legittimato a chiedere il fallimento dell'imprenditore anche se la "notitia decoctionis" sia stata da lui appresa nel corso di indagini svolte nei confronti di soggetti diversi dall'imprenditore medesimo, sia esso individuale o collettivo.

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Accertamento dei crediti per emolumenti dei sindaci e cause di ineleggibilità

12 Giugno 2017 | di Federica Commisso

Tribunale di Bologna

Fallimento: disciplina generale

Qualora l’attività di consulenza prestata per una società fallita sia svolta dallo studio professionale di cui sia membro il sindaco, ciò che rileva è il rapporto associativo fra il sindaco ed il consulente, per cui occorre valutare i profili di compromissione patrimoniale verificando quale sia la quantità dei ricavi derivanti dalla collaborazione altrui destinata a refluire nel patrimonio personale del sindaco in rapporto all'entità del compenso sindacale, tenendo presente la sua posizione nella compagine associativa. L’indipendenza del controllore, quindi, risulta messa in pericolo tutte le volte in cui egli si possa attendere dal rapporto di consulenza del suo associato un ritorno economico personale superiore a quello che gli deriva dalla retribuzione sindacale.

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La sospensione dei contratti bancari auto-liquidanti

05 Giugno 2017 | di Ignazio Gabriele Gucciardo

Tribunale di Como

Concordato con riserva

Nei contratti bancari con linee di credito autoliquidanti - muniti di patto di compensazione e mandato all’incasso - la banca non esaurisce le sue obbligazioni mediante la mera anticipazione all’imprenditore dell’importo di un credito, posto che essa deve ancora completare la prestazione di incasso in virtù del mandato in rem propriam e del patto di compensazione.

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Abusiva concessione di credito e legittimazione della curatela

29 Maggio 2017 | di Danilo Galletti

Cass. Civ.

Fallimento: disciplina generale

E’ legittimata ad agire la Curatela fallimentare nei confronti della banca che si assuma responsabile di avere danneggiato il patrimonio della società fallita, in concorso con gli amministratori di quest’ultima, per avere erogato credito in condizioni di accertata perdita del capitale sociale, ed in carenza di adeguata valutazione del merito creditizio.

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Legittimazione del curatore all’azione di responsabilità verso gli amministratori e pagamenti preferenziali

25 Maggio 2017 | di Giulio Fanciaresi

Cass. Civ.

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Il curatore fallimentare ha legittimazione attiva unitaria, in sede penale come in sede civile, all’esercizio di qualsiasi azione di responsabilità sia ammessa contro gli amministratori di qualsiasi società, anche per i fatti di bancarotta preferenziale commessi mediante pagamenti eseguiti in violazione del pari concorso dei creditori.

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Il requisito di "meritevolezza" nel giudizio di omologazione del piano del consumatore

24 Maggio 2017 | di Vincenzo Battiloro

Tribunale di Torre Annunziata

Sovraindebitamento

Il deposito del “piano del consumatore” previsto dalla Legge n. 3/2012, in ragione della peculiare sequenza del procedimento di omologazione, impone al Tribunale un’attenta indagine sulla diligenza adoperata dal consumatore nell'assunzione dei debiti c.d. volontari, di modo che l’accertamento giudiziale – compiuto alla luce del ricorso, della documentazione agli atti e della relazione dell’O.C.C. – della sua insussistenza per avere il consumatore contratto obbligazioni nella consapevolezza, sulla base di un giudizio prognostico, di non poterle adempiere, rende l’instante immeritevole di accesso alla procedura e deve condurre il Giudice a negare l’omologazione del piano proposto.

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