Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Fallimento del debitore in concordato con continuità non risolto su istanza del P.M.: inammissibile il ricorso per un nuovo concordato

11 Maggio 2020 | di Elisabetta Sorci

Tribunale di Modena

Consecuzione di procedure

Il P.M. è legittimato a proporre l'istanza per la dichiarazione di fallimento fondata sull'inadempimento di un patto concordatario ai sensi degli artt. 5 e ss. l. fall, in quanto il suo regime non può ritenersi per intero assorbito sul piano individuale dei rimedi ex art. 186 l. fall..

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C'era il c.d. "concordato misto"

04 Maggio 2020 | di Sergio Sisia

Cass. Civ., 15 gennaio 2020, n. 734

Concordato con continuità aziendale

Il concordato preventivo in cui alla liquidazione atomistica di una parte dei beni dell'impresa si accompagni una componente di qualsiasi consistenza di prosecuzione dell'attività aziendale, rimane regolato nella sua interezza, salvi i casi di abuso, dalla disciplina speciale prevista dall'art. 186-bis l. fall., che al primo comma espressamente contempla anche una simile ipotesi fra quelle ricomprese nel suo ambito; tale norma non prevede alcun giudizio di prevalenza fra le porzioni di beni a cui sia assegnato una diversa destinazione, ma una valutazione di idoneità dei beni sottratti alla liquidazione ad essere organizzati in funzione della continuazione, totale o parziale, della pregressa attività di impresa e ad assicurare, attraverso una simile organizzazione, il miglior soddisfacimento dei creditori.

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Il concordato di un … concordato “non s'ha da fare”

28 Aprile 2020 | di Fabio Signorelli

Tribunale di Bologna, 1 ottobre 2019, decr.

Concordato con continuità aziendale

La rinuncia ad una domanda di concordato preventivo omologato che si traduce sostanzialmente in una revoca della proposta di concordato non è più ammissibile una volta che gli effetti vincolanti del concordato preventivo siano stati tradotti in un provvedimento di omologazione.

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Azione revocatoria fallimentare e incorporazione di società

27 Aprile 2020 | di Mariacarla Giorgetti

Cass. Civ.

Azione revocatoria fallimentare

In tema di azione revocatoria fallimentare, laddove si sia verificata una fusione di società, trattandosi di successione universale, essa concerne, al di là del letterale riferimento dell'art. 2504-bis c.c. ai diritti ed agli obblighi, tutte le situazioni giuridiche per loro natura trasmissibili...

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Norme incriminatrici del CCII e della Legge fallimentare: appaiono in perfetta continuità normativa

16 Aprile 2020 | di Girolamo Lazoppina

Cass. pen., sez. V

Bancarotta fraudolenta

Le norme incriminatrici disciplinate dal nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza appaiono in perfetta continuità normativa con le precedenti norme della Legge fallimentare. Non vi è pertanto alcuna discontinuità del precetto penale (né la risposta sanzionatoria risulta diversa) che subentrerà all'attuale disciplina.

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Nessuna soluzione di continuità per il reato di bancarotta fraudolenta con l'entrata in vigore del codice della crisi

15 Aprile 2020 | di Ciro Santoriello

Cass. pen., sez. II,

Bancarotta fraudolenta

Le modifiche alle procedure concorsuali conseguenti all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 14/2019 non hanno alcun riflesso sulla disciplina penalistica e quindi non vi è alcuna discontinuità del precetto penale (né la risposta sanzionatoria risulta diversa).

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Nessuna ragione per escludere il fallimento di una società sottoposta a sequestro preventivo ed amministrazione controllata

07 Aprile 2020 | di Ciro Santoriello

Trib. Milano, sez. II civile

Sequestro penale di azienda; quote e azioni di società

Il codice antimafia prevede che un'azienda sottoposta a sequestro penale possa continuare la propria attività alle condizioni stabilite dall'art. 41 del codice antimafia stesso, ma non esclude affatto che questa impresa, se insolvente, possa essere dichiarata fallita. In altri termini, il sequestro penale di un'azienda attiva non conferisce all'impresa alcuna patente di infallibilità, per cui, in mancanza di disposizioni in senso contrario, si deve affermare che, così come un'impresa in attività può essere dichiarata fallita, anche un'impresa attiva e sottoposta a sequestro penale possa essere dichiarata fallita.

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Tassonomia degli accordi di ristrutturazione dei debiti: il Tribunale di Milano riconosce la natura di procedura concorsuale

06 Aprile 2020 | di Carlo Trentini

Tribunale di Milano

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti hanno natura di procedura concorsuale, alla luce dell'evoluzione normativa dell'istituto che presenta plurimi elementi comuni al concordato preventivo. La consecuzione tra procedure concorsuali va riconosciuta anche tra procedura di accordi di ristrutturazione e fallimento. I crediti sorti successivamente all'omologazione degli accordi e relativi all'esecuzione degli stessi, siccome funzionali alla procedura, sono assistiti dalla prededuzione.

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Fenomenologia degli accordi di ristrutturazione: ammessa la natura concorsuale

26 Marzo 2020 | di Giovanni Gerbini

Tribunale Milano – 4 dicembre 2019 (decr.)

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

A partire dal momento della sua introduzione con la l. n. 80/2005, l'istituto degli accordi di ristrutturazione ha costantemente acquisito elementi che lo rendono oggi affine al concordato preventivo e, dunque, deve qualificarsi al pari di quello come procedura sostanzialmente concorsuale. Ne deriva che, nel caso in cui all'accordo di ristrutturazione segua la dichiarazione di fallimento, potrà trovare applicazione l'art. 111,2 comma, L. Fall. con il conseguente riconoscimento della prededuzione alle spese sostenute dall'amministratore della società nella fase di esecuzione del piano di ristrutturazione.

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Riflessioni in tema di revocatoria e simulazione degli atti costitutivi di fondo patrimoniale

23 Marzo 2020 | di Michele Valente

Tribunale Savona

Fondo patrimoniale

In assenza di una norma che vieti, in via generale, di porre in essere attività negoziali pregiudizievoli per i terzi, il negozio lesivo dei diritti o delle aspettative dei creditori compiuto in frode a quest'ultimi non è di per sé illecito e ad esso non è, dunque, correlata la sanzione di nullità, apprestando l'ordinamento, a tutela di chi risulti danneggiato da tale atto, dei rimedi speciali che comportano, in presenza di particolari condizioni, l'applicazione della sola sanzione dell'inefficacia.

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