Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Opponibilità ai creditori della domanda di nullità trascritta successivamente all'apertura della procedura

12 Settembre 2018 | di Simone Marzo

Tribunale di Milano

Fallimento: disciplina generale

Alla luce del combinato disposto dell’art. 45 l.fall., dell’art. 2915, comma 2, c.c. (di cui la prima disposizione costituisce espressione in sede concorsuale) e dell’art. 2652 n. 6, c.c. (al quale il citato art. 2915, comma 2, rinvia), è opponibile alla massa dei creditori concorsuali (nell'ambito del fallimento o, come nel caso di specie, della liquidazione coatta amministrativa disciplinata dal testo unico bancario) la sentenza che scaturisce dalla domanda giudiziale volta all'accertamento della nullità dell’acquisto di un bene immobile da parte del debitore, anche se la domanda è stata trascritta successivamente all'apertura della procedura, purché entro cinque anni dalla trascrizione dell’acquisto della cui nullità si tratta.

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Anche le società pubbliche possono fallire: il caso del Casinò di Campione

10 Settembre 2018 | di Valentina Guerrieri

Tribunale di Como

Fallimento: disciplina generale

Alle società c.d. legali o di diritto singolare, per quanto non previsto da specifiche disposizioni della legge istitutiva, si applica il diritto societario, compresa la disciplina sulle procedure concorsuali.

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La cessione del credito da parte della procedura successiva alla revoca del fallimento

06 Settembre 2018 | di Gianni Solinas, Dario Battistella

Tribunale di Venezia

Cessione del credito

Il Tribunale di Venezia torna ad affrontare la questione concernente la stabilità degli atti degli organi fallimentari compiuti successivamente alla revoca del fallimento. In particolare, il tribunale si sofferma sull'applicabilità dell’art. 18, comma 15, l.fall., all'intervenuta cessione del credito.

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Impugnazione della sentenza di fallimento e condanna del legale rappresentante

31 Agosto 2018 | di Marco Toso, Alessia De Pra

Corte d’Appello di Venezia

Dichiarazione di fallimento

Il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, rigettato per manifesta infondatezza, determina la condanna ex art. 94 C.P.C. del legale rappresentante della reclamante, che ha agito in nome e per conto della società dichiarata fallita, senza la normale prudenza.

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Il criterio di strumentalità/funzionalità della prestazione svolta alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale

27 Agosto 2018 | di Sergio Sisia

Tribunale di Salerno

Crediti prededucibili

Deve essere esclusa la prededucibilità del credito avente ad oggetto il compenso per le prestazioni professionali rese anteriormente alla dichiarazione di fallimento derivante da attività difensiva inerente ad una domanda di concordato dichiarata inammissibile, non solo perché inidonea ad arrecare un vantaggio alla massa dei creditori, ma, anche a voler ritenere escluso qualsiasi apprezzamento in ordine al risultato della prestazione del professionista, in quanto è assente qualsiasi rapporto di consecuzione tra la procedura di concordato e quella fallimentare.

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Domanda di ammissione al passivo via PEC e conoscenza della pendenza del giudizio interrotto

22 Agosto 2018 | di Morena Pirollo

Cass. Civ.

Ammissione al passivo: forma e contenuto della domanda

La dichiarazione di fallimento di una delle parti determina l'automatica interruzione del processo, con termine trimestrale per la sua riassunzione decorrente dalla data della conoscenza legale dell'evento, che ne ha causato l'interruzione, estesa, per la Curatela fallimentare, anche alla conoscenza della pendenza del processo. Tale conoscenza legale deve essere acquisita...

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Gli effetti dell'esercizio provvisorio sui rapporti giuridici pendenti

17 Agosto 2018 | di Enrico Mauceri

Cass. Civ.

Esercizio provvisorio dell’impresa

In caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica pendenti al momento della dichiarazione di fallimento ed in presenza di esercizio provvisorio dell'impresa fallita ex art. 104 l.fall., i relativi crediti maturati ante fallimento sono o meno prededucibili, a seconda che, al termine dell'esercizio provvisorio, il curatore abbia scelto di subentrare o sciogliersi dal contratto, mentre solo quelli maturati in pendenza di esercizio provvisorio sono sempre prededucibili, al pari di quelli, sorti successivamente al termine dell'esercizio provvisorio in caso di subentro nel contratto da parte del curatore.

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La dichiarazione di fallimento della start up apparente

13 Agosto 2018 | di Fabio Cesare

Tribunale di Udine

Fallimento: disciplina generale

In sede di istruttoria prefallimentare, il Tribunale deve accertare la concreta sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per la start up innovativa. La sola iscrizione nella relativa sezione speciale del registro delle imprese ha natura amministrativa e non è sufficiente da sola ad esonerare la debitrice dall'assoggettabilità al fallimento.

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L'azione revocatoria nella separazione consensuale

08 Agosto 2018 | di Marco Toso, Chiara Curculescu

Tribunale di Venezia

Azione revocatoria fallimentare

Non vi è alcun ostacolo testuale o logico-giuridico che si frappone alla impugnazione delle pattuizioni raggiunte dai coniugi in sede di separazione consensuale tramite azione revocatoria, tanto ordinaria che fallimentare. Tali azioni non possono ritenersi precluse, difatti, né dall'avvenuta omologazione dell'accordo di separazione, cui resta affatto estranea la funzione di tutela dei terzi creditori, né, (in relazione alla natura negoziale della pattuizione) dalla pretesa “inscindibilità” della pattuizione stessa dal complesso delle altre condizioni della separazione.

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Il piano del consumatore proposto dal fideiussore garante di obbligazioni di impresa

03 Agosto 2018 | di Fabio Cesare

Tribunale di Palermo

Sovraindebitamento: piano del consumatore

La nozione di "consumatore" della legge 3/2012 deve armonizzarsi con le disposizioni del diritto comunitario. Essa va interpretata facendo riferimento al ruolo e alle finalità perseguite dal garante rispetto all'impresa garantita: pertanto, il fideiussore di un’obbligazione oggettivamente riferibile ad un’attività professionale può anche essere considerato consumatore se non ha assunto cariche sociali o gestorie nella società beneficiaria della garanzia.

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