Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Dichiarazione di fallimento

Funzione del Pubblico Ministero e limiti di attivazione per la dichiarazione dello stato di insolvenza

06 Luglio 2012 | di Maria Grazia Sirna

Tribunale di Napoli

Dichiarazione di fallimento

Il Pubblico Ministero è legittimato a proporre richiesta di fallimento nel caso, collegato alla sua funzione tipica, in cui abbia attinto la notitia decoctionis dalle indagini assunte nell’ambito di un procedimento penale pendente o, in alternativa, se l’abbia desunta dalla condotta dell’imprenditore estrinsecatasi nei fatti tipizzati dall’art. 7 l. fall., non necessariamente integranti ipotesi di reato, verificati anche al di fuori ed a prescindere dalla pendenza di un procedimento penale.

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Abrogazione della dichiarazione d'ufficio di fallimento: sollevata la questione di legittimità costituzionale

18 Giugno 2012 | di Danilo Galletti

Tribunale di Milano

Dichiarazione di fallimento

E’ rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all’art. 77 della Costituzione e al tenore letterale logico della legge delega (art. 1, commi 5 e 6, l. n. 80/2005), la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 D. Lgs. n. 5/2006, nella parte in cui tale norma ha cancellato dal primo comma dell’art. 6 R.D. 16 marzo 1942 n. 267 l’inciso “oppure d’ufficio”.

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Inassoggettabilità al fallimento degli enti pubblici

05 Giugno 2012 | di Federica Commisso

Tribunale di Bari

Dichiarazione di fallimento

Non è assoggettabile a fallimento un Consorzio che riveste la qualifica di Ente Pubblico Economico ex art. 31 D. Lgs. n. 267/2000 e che persegue finalità pubblicistiche.

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Fallimento di società commerciali e legittimazione attiva del P.M. ex artt. 6 e 7, n. 1, l. fall.

15 Marzo 2012 | di Walter Mapelli

Corte d'Appello di Milano

Dichiarazione di fallimento

L’iniziativa del Pubblico Ministero per la dichiarazione di fallimento di una società commerciale risulta legittimamente esercitata ai sensi degli artt. 6 e 7, n. 1, l. fall. qualora l’insolvenza emerga nel corso di un procedimento penale a carico di una persona fisica, non potendo intendersi limitata la sua legittimazione al solo caso in cui vi sia identità soggettiva tra l’imputato di un procedimento penale rispetto al quale emerga lo stato d’insolvenza e la persona fisica (imprenditore individuale) di cui si chieda il fallimento.

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Dichiarazione di fallimento: natura del termine di convocazione del debitore

13 Marzo 2012 | di Marco Terenghi

Cass. Civ.

Dichiarazione di fallimento

Deve ritenersi ammissibile il ricorso per cassazione proposto dal curatore contro la sentenza che ha revocato il fallimento, poiché quest’ultimo viene meno, con la conseguente decadenza dei suoi organi, soltanto con il passaggio in giudicato della sentenza di revoca, salva la verifica nel singolo caso, ai sensi dell’art. 100 c.p.c., dell’interesse dello stesso curatore ad agire o a contraddire.

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