Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Falcidia del credito da IVA anche nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento

08 Novembre 2017 | di Fabio Gallio, Marco Greggio

Tribunale di Pistoia

Sovraindebitamento

Il Tribunale di Pistoia, recependo il principio di diritto espresso dalla Corte di Giustizia Europea, secondo cui, malgrado gli Stati abbiano l’obbligo di garantire il prelievo integrale dell’IVA nel loro territorio, è ammesso il pagamento parziale di un credito IVA da parte di un imprenditore in stato d'insolvenza, purché venga accertato che non sia possibile il recupero del credito IVA in misura maggiore, ha ritenuto ammissibile una proposta di sovraindebitamento nel cui accordo era prevista la falcidia del credito IVA.

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La competenza del giudice in tema di prescrizione di crediti tributari

02 Novembre 2017 | di Lucio Di Nosse

Cass. Civ.

Giurisdizione e competenza

Ove in sede di ammissione al passivo sia eccepita dal curatore la prescrizione dei crediti tributari successivamente alla notifica della cartella di pagamento, la giurisdizione sulla controversia spetta al giudice tributario, da ciò conseguendo in sede fallimentare l'ammissione con riserva del credito in oggetto.

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Interesse ad agire nella revocatoria: "crepe" nella teoria anti-indennitaria

26 Ottobre 2017 | di Andrea Paganini

Tribunale di Milano

Azione revocatoria fallimentare

In tema di revoca ex art. 67, comma 2, l.fall. di pagamenti di crediti assistiti da privilegio, i principi di Cassazione Sezioni Unite n. 7028/2006 relativamente al fatto che la lesione alla par condicio creditorum sarebbe in re ipsa essendo possibile verificare solo in seguito alla ripartizione dell'attivo se quei pagamenti pregiudichino o meno le ragioni di altri creditori privilegiati che, anche successivamente all'esercizio dell'azione revocatoria, potrebbero insinuarsi, vanno ricondotti a sistema essendo possibile confutare l'eccezione svolta dal convenuto in revocatoria di carenza di interesse ad agire del curatore attore a condizione che, ove emerga la sussistenza di un progetto di ripartizione che sia astrattamente idoneo a soddisfare i creditori convenuti in revocatoria ex art. 70 l.fall., il curatore dimostri la sussistenza di altri creditori poziori, che si siano insinuati al passivo prima della conclusione del giudizio di revocatoria fallimentare, essendo l'interesse ad agire condizione dell'azione che deve sussistere al momento della decisione.

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Gli effetti della nomina del professionista nell’ambito del procedimento di esdebitazione

17 Ottobre 2017 | di Emiliano Cerisoli

Tribunale di Cuneo

Esdebitazione

Il deposito dell’istanza ex art. 15, comma 9, L. 27 gennaio 2012, n. 3 e la conseguente nomina del professionista chiamato a svolgere i compiti e le funzioni attribuiti agli organismi di composizione della crisi costituisce precedente rilevante ai sensi dell’art. 7, comma 2, L. 27 gennaio 2012, n. 3; inoltre la sola richiesta di nomina del professionista non consente l’accoglimento dell’istanza di sospensione delle procedure esecutive pendenti.

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Condotte distrattive e condotte restitutorie antecedenti la dichiarazione di fallimento

10 Ottobre 2017 | di Marco Marzari

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

La condotta restitutoria, da parte dell’amministratore della società, atta a reintegrare il patrimonio dell’impresa depauperato da una precedente attività distrattiva dei beni della stessa, può essere efficacemente posta in essere fino al momento della dichiarazione di fallimento.

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Liquidatore giudiziale, litisconsorzio necessario e legittimazione ad impugnare

03 Ottobre 2017 | di Alessandro Lendvai

Cass. Civ.

Liquidatore giudiziale

In caso di intervenuta ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni, la qualità del liquidatore giudiziale di litisconsorte necessario in un giudizio concernente domande idonee ad influire sul riparto lo legittima, nel caso in cui sia stato indebitamente pretermesso, a far valere le ragioni della società in concordato preventivo soltanto attraverso l’opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c. oppure con l’intervento volontario ex art. 105 c.p.c., ma non tramite autonoma impugnazione della sentenza alla quale è rimasto estraneo, dato che a ciò sono legittimate unicamente le parti tra le quali risulta essere formalmente emessa la sentenza da impugnare.

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Legittimazione del P.M. all’istanza di fallimento in mancanza di un procedimento penale

26 Settembre 2017 | di Chiara Ravina

Cass. Civ.

Pubblico ministero

La “ratio” dell’art. 7 l.fall., una volta venuto meno il potere del tribunale di dichiarare officiosamente il fallimento, è chiaramente nel senso di estendere la legittimazione del P.M. alla presentazione della richiesta, in tutti i casi nei quali l’organo abbia istituzionalmente appreso la “notitia decoctionis”.

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Non assoggettabili a fallimento le S.T.P.

19 Settembre 2017 | di Andrea Paganini

Tribunale di Forlì

Società tra professionisti

Le S.T.P. costituite per l'esercizio in via esclusiva di attività professionale (nello specifico attività di commercialista con iscrizione nell'apposita sezione dell'albo) e che abbiano effettivamente svolto in via esclusiva tali prestazioni, non possono essere assimilate alle altre società commerciali (non esercitando un'attività di carattere commerciale e non rivestendo la qualità di imprenditore) e non sono pertanto assoggettabili a fallimento.

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I compensi dei professionisti nel concordato: natura delle prestazioni e disciplina applicabile

12 Settembre 2017 | di Luigi Amerigo Bottai

Cass. Civ.

Concordato preventivo: disciplina generale

Il pagamento di crediti dei professionisti nominati dall’imprenditore per la predisposizione della domanda di concordato preventivo ovvero in occasione della relativa proposta, effettuato, a seguito del deposito del ricorso ex art. 161, comma 6, l.fall., senza autorizzazione del tribunale, non comporta, necessariamente, la declaratoria di inammissibilità del concordato, ai sensi dell’art. 173 l.fall., in ragione dell’automatica classificazione di tali pagamenti tra gli atti di straordinaria amministrazione, quali crediti non prededucibili in mancanza del decreto di ammissione al concordato suddetto.

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Il dictum delle S.U. sull'impugnabilità dei provvedimenti emessi nella procedura di concordato

04 Settembre 2017 | di Vincenzo Palladino

Cass. Civ. – Sez. Un.

Concordato preventivo: disciplina generale

Il decreto con cui il tribunale dichiara l’inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi dell’art. 162, comma 2, l.fall. (anche eventualmente a seguito della mancata approvazione della proposta, ai sensi dell’art. 179, comma 1) ovvero revoca l’ammissione alla procedura di concordato, ai sensi dell’art. 173, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, non è soggetto a ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost. non avendo carattere decisorio.

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