Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Concordato in continuità mediante affitto di azienda: le notevoli implicazioni della pronuncia della Cassazione

07 Maggio 2019 | di Luigi Amerigo Bottai

Cass. Civ.

Concordato con continuità aziendale

Il concordato con continuità aziendale disciplinato dall'art. 186-bis I.fall. è configurabile anche quando l'azienda sia già stata affittata o sia destinata ad esserlo, rivelandosi affatto indifferente la circostanza che, al momento dell'ammissione alla suddetta procedura concorsuale o del deposito della relativa domanda, l'azienda sia esercitata dal debitore o, come nell'ipotesi dell'affitto della stessa, da un terzo, in quanto il contratto d'affitto - recante, o meno, l'obbligo dell'affittuario di procedere, poi, all'acquisto dell'azienda - può costituire...

Leggi dopo

Impossibile l'accertamento/riscossione dei tributi locali da parte di una società “in house” se l’antecedente affidataria era già fallita

29 Aprile 2019 | di Jacopo Lorenzi

CTP Lucca

Fallimento: disciplina generale

In caso di fallimento di una società in house affidataria del servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali, il Comune non può, nei cinque anni successivi al fallimento, costituire nuove società partecipate che gestiscano il medesimo servizio della fallita e deve dismettere eventuali partecipazioni detenute in società che svolgano lo stesso servizio svolto dalla fallita.

Leggi dopo

I limiti delle impugnazioni di crediti nelle liquidazioni coatte bancarie

18 Aprile 2019 | di Antonio Di Iulio

Tribunale di Milano

Crisi bancarie

È inammissibile l’impugnazione di crediti chirografari e postergati nelle liquidazioni coatte di imprese che esercitano il credito. L’impugnazione può essere rivolta solamente nei confronti dell’avvenuta ammissione di crediti concorrenti privilegiati, ovvero nei confronti di determinate domande di rivendica.

Leggi dopo

L’inefficacia della revocatoria in pendenza di fallimento

15 Aprile 2019 | di Edoardo Staunovo Polacco

Cass. - Sez. Un.

Azione revocatoria fallimentare

La sentenza che accoglie la domanda revocatoria, sia essa ordinaria o fallimentare, in forza di un diritto potestativo comune, al di là delle differenze esistenti tra le medesime, ma in considerazione dell’elemento soggettivo di comune accertamento da parte del giudice, quantomeno nella forma della scientia decoctionis, ha natura costituiva, in quanto...

Leggi dopo

Gli effetti dell’acquisto a titolo gratuito tra una newco e una società fallita aventi la stessa compagine sociale

02 Aprile 2019 | di Umberto Maria Ceci

Tribunale di Napoli

Newco

La costituzione di una nuova società ad opera degli stessi soci che costituiscono la compagine sociale di una società preesistente, in profondo stato di crisi finanziaria, ed il successivo trasferimento a titolo gratuito verso la newco di una parte del patrimonio, e quindi anche di un ramo di azienda della società in crisi, poi dichiarata fallita, rientra nel novero del contratto di cessione tacita di azienda e quindi censurabile con l’azione revocatoria. Da ciò, derivando un grave pregiudizio per i creditori, sorge la necessità di un’immediata restituzione di quanto assegnato e di quanto era già posseduto dalla società fallita, al fine di reintegrare il patrimonio della massa fallimentare.

Leggi dopo

L’ammissione allo stato passivo del credito per contribuzione relativa alla gestione separata

25 Marzo 2019 | di Stefano Morri

Tribunale di Novara

Ammissione al passivo: effetti, inammissibilità e rinuncia

L’amministratore unico o il consigliere d’amministrazione di una società di capitali sono legati da un rapporto di tipo societario che, in ragione dell’immedesimazione organica che si verifica tra persona fisica ed ente e dell’assenza di coordinamento, non è ammesso tra quelli di cui all'art. 409 n. 3 c.p.c.: infatti l’attività dell’amministratore non è eterodiretta e quindi coordinata ai sensi della disposizione richiamata, pertanto, il rischio del mancato pagamento del contributo previdenziale non può essere trasferito all'ente previdenziale.

Leggi dopo

Procedimento di ripartizione: l’interpretazione offerta dal Tribunale di Modena al comma 1 dell’art. 110 l.fall.

19 Marzo 2019 | di Stefano Morri, Francesca Giovannardi

Tribunale di Modena

Ripartizione dell’attivo

Nel procedimento di ripartizione, ai sensi del novellato art. 110 l.fall., il creditore opponente deve avere la possibilità di ottenere anticipatamente l’assegnazione delle somme previo rilascio di idonea garanzia di restituzione. Nell’ipotesi in cui invece il creditore opponente non presti alcuna garanzia...

Leggi dopo

L'estensione della dichiarazione di fallimento al socio accomandatario di fatto

08 Marzo 2019 | di Vincenzo Palladino

Tribunale di Busto Arsizio

Fallimento in estensione

Il socio accomandante che, in assenza di una procura speciale per i singoli atti e al di fuori di un rapporto di subordinazione diretto con il socio accomandatario, si ingerisce nella gestione della società, così violando il divieto previsto dall'art. 2320 c.c., risponde solidalmente ed illimitatamente per tutte le obbligazioni sociali, indipendentemente dall'intensità e dalla continuità della sua indebita ingerenza, ed è assoggettabile a fallimento ex art. 147 l.fall.

Leggi dopo

Rateazione dei debiti tributari compatibile con i termini degli accordi di ristrutturazione

05 Marzo 2019 | di Andrea Paganini

Tribunale di Como

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Laddove negli accordi di ristrutturazione dei debiti i crediti tributari non siano stati ancora oggetto di contestazione da parte dell'erario, il coordinamento tra l’art. 3-bis D.lgs. n. 462/1997 e l’art. 182-bis l. fall. consente anche all’imprenditore sottoposto a procedure concorsuali di tipo negoziale di avvalersi del regime previsto dall'art. 3-bis D.lgs. n. 462/1997, con la conseguenza che...

Leggi dopo

Il trattamento dei creditori postergati nel concordato preventivo

01 Marzo 2019 | di Stefano Morri

Cass. Civ.

Postergazione

Nel concordato preventivo la proposta del debitore, di suddivisione dei creditori in classi, può prevedere il riconoscimento del diritto di voto a quei creditori che siano stati inseriti in apposita classe e postergati, perché titolari di crediti inerenti il rimborso ai soci di finanziamenti a favore della società, nelle ipotesi previste dall'art. 2467 c.c., purché il trattamento previsto per detti creditori sia tale da non derogare alla regola del loro soddisfacimento sempre posposto rispetto a quello, integrale, degli altri chirografari.

Leggi dopo

Pagine