Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La legittimazione processuale del Commissario Giudiziale

12 Novembre 2014 | di Alessandro Lendvai

Cass. Civ.

Commissario giudiziale

Nel subprocedimento previsto dall’art. 173 l. fall., il commissario giudiziale, quale organo ausiliario del giudice privo di un interesse autonomo, non è contraddittore necessario in senso sostanziale e non è legittimato, pertanto, a ricorrere avverso la pronuncia della Corte d’appello che abbia revocato il decreto del Tribunale di revoca dell’ammissione al concordato preventivo.

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Oneri probatori nella revocatoria delle rimesse su c/c bancario

07 Novembre 2014 | di Francesca Calagna

Cass. Civ.

Rimesse in conto corrente

La banca convenuta in giudizio con azione revocatoria fallimentare avente ad oggetto le rimesse sul conto corrente operate dal fallito, non ha l'onere, né in base all'art. 119 del D.lgs. 1 settembre 1993, n. 385, né in base al principio di buona fede, di produrre la documentazione bancaria allo scopo di dimostrare quale fosse la situazione del conto al momento delle rimesse, fermo restando l'obbligo di provvedere alla relativa esibizione ove questa sia ordinata dal giudice.

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Sui rapporti tra i pagamenti non autorizzati e l’art. 173 l. fall.

05 Novembre 2014 | di Federico Rolfi

Tribunale di Roma

Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione

I pagamenti di acconti in favore dei professionisti effettuati dopo il deposito del ricorso per concordato “in bianco”, e senza autorizzazione, comportano l’applicazione dell’art. 173 l. fall., non potendosi affermare il carattere della prededucibilità di detti crediti sino al momento dell’ammissione definitiva dell’impresa alla procedura di concordato, e risultando irrilevante la circostanza della successiva effettiva ammissione. Né l’irregolarità può essere sanata a posteriori in virtù della successiva restituzione delle somme corrisposte senza autorizzazione.

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Liquidazione del compenso del curatore in prededuzione

31 Ottobre 2014 | di Gennaro Panzarino

Tribunale di Milano

Compensi degli organi di procedure concorsuali

Il compenso spettante al curatore deve essere qualificato non già come semplice debito della massa, bensì come costo necessario e ineliminabile della procedura fallimentare, in quanto condicio sine qua non della procedura stessa, che senza il curatore non potrebbe aver corso.

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Trusts liquidatori e disciplina concorsuale dell’insolvenza

29 Ottobre 2014 | di Salvo Leuzzi

Cass. Civ.

Trust

In presenza di uno stato preesistente di insolvenza il trust liquidatorio non è riconoscibile nell'ordinamento italiano, onde il negozio non ha l'effetto di segregazione desiderato; l'inefficacia non è esclusa nè dal fine dichiarato di provvedere alla liquidazione armonica della società nell'esclusivo interesse del ceto creditorio, nè dalla c.d. “clausola di salvaguardia“ in forza della quale, in caso di procedura concorsuale sopravenuta, si preveda la risoluzione del rapporto e la consegna dei beni al curatore.  Detta clausola rimane inoperante al pari del negozio, privo in via assoluta di effetti, in quanto ab origine non riconosciuto.

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La prima pronuncia della Cassazione in tema di trust liquidatorio e procedure concorsuali

28 Ottobre 2014 | di Beatrice Armeli

Cass. Civ.

Trust

Il trust liquidatorio, in presenza di uno stato preesistente d’insolvenza della società disponente, non è riconoscibile nell’ordinamento italiano, a nulla rilevando il fine dichiarato di provvedere alla liquidazione della società nell’esclusivo interesse del ceto creditorio beneficiario, né la clausola per la quale, in caso di sopravvenuto fallimento del settlor, i beni conferiti in trust siano consegnati al curatore; il negozio, quindi, non ha l’effetto di segregazione desiderato e l’atto di trasferimento dei beni è nullo, in quanto privo di causa perché operato in esecuzione di negozio non riconoscibile.

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Può l’omesso versamento di imposte configurare l'ipotesi di bancarotta fraudolenta?

24 Ottobre 2014 | di Enrico Fontana

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Gli inadempimenti tributari e previdenziali ben possono rientrare nelle operazioni dolose che cagionano il fallimento, tali da integrare l’ipotesi di bancarotta di cui all’art. 223 l. fall. In dette operazioni infatti rientrano tutti gli atti intrinsecamente pericolosi per la salute economica e finanziaria dell’impresa e dunque anche le condotte omissive di mancato adempimento alle obbligazioni tributarie e previdenziali, che accrescono l’indebitamento della società in conseguenza dell’accumularsi di interessi e sanzioni sulle somme non versate.

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Preconcordato: sospensione e scioglimento dei contratti prima della presentazione del piano

21 Ottobre 2014 | di Edoardo Staunovo Polacco

Tribunale di Milano
Corte d'Appello di Genova
Tribunale di Roma

Rapporti giuridici preesistenti nel concordato

In pendenza del termine per la presentazione del piano a seguito della domanda di concordato preventivo depositata ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall. (c.d. “concordato in bianco), non è consentito lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione ai sensi dell’art. 169-bis l. fall., ma solo la loro sospensione.

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Il termine per la risoluzione del concordato preventivo e i provvedimenti del Giudice Delegato

16 Ottobre 2014 | di Marco Nicolai

Tribunale di Ravenna

Risoluzione e annullamento del concordato

Il termine annuale per la proposizione della domanda di risoluzione del concordato preventivo è un termine di decadenza che non ammette interruzione o sospensione.

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Concordato preventivo e vincolo di destinazione: questioni aperte

14 Ottobre 2014 | di Cecilia Zanzi

Tribunale di Reggio Emilia

Fattibilità

Il controllo sulla fattibilità giuridica del concordato preventivo e, quindi, sulla legittimità di singoli atti sui quali si fonda il piano ai fini della verifica della causa concreta del concordato, spetta al Tribunale in qualsiasi fase e dunque anche nella fase dell’omologazione (massima).

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