Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La Cassazione ribadisce l’intangibilità del credito Iva

26 Febbraio 2014 | di Giulio Andreani

Cass. Pen.

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

Il concordato preventivo non esclude la configurabilità del reato di cui all’art. 10-ter D.Lgs. n 74/2000 avente ad oggetto l’omesso versamento dell’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale, poiché nel concordato preventivo tale tributo deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale ex art. 182-ter l. fall.

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Rapporto causale fra condotta distrattiva e dissesto dell’impresa

21 Febbraio 2014 | di Giorgio Egidi

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

La bancarotta fraudolenta patrimoniale è reato di pericolo per cui è irrilevante, ai fini della configurabilità del reato, la sussistenza di un rapporto causale fra la condotta distrattiva ed il fallimento; né vale ad escludere l’integrazione del reato l’eventuale esiguità delle somme oggetto della distrazione.

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Preconcordato “abortito” e prededuzione dei crediti

20 Febbraio 2014 | di Salvo Leuzzi

Tribunale di Terni

Prededuzione

L’art. 161, comma, 7, l.fall., laddove attribuisce ai crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore la prededucibilità ai sensi dell'articolo 111 l.fall., non deve intendersi nel senso che tale beneficiosia condizionato all’effettivo deposito della proposta completa di concordato preventivo entro il termine assegnato dal Tribunale, poichè altrimenti una condotta omissiva del debitore verrebbe ad incidere negativamente (e retroattivamente) non già sul debitore medesimo, bensì sui terzi che incolpevolmente abbiano fatto affidamento sulla prededucibilità riconosciuta dalla legge ai loro crediti, in quanto sorti per effetto degli “atti legalmente compiuti” dal debitore (atti di ordinaria amministrazione ed atti urgenti di straordinaria amministrazione autorizzati dal tribunale), con conseguente pregiudizio alla certezza dei rapporti giuridici e depotenziamento della fiducia nel modulo pre-concordatario, su cui il legislatore delle riforme ha invece fatto leva per il rilancio delle soluzioni concordate della crisi di impresa.

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Prova della scientia decoctionis dell’istituto di credito convenuto in revocatoria

18 Febbraio 2014 | di Andrea Paganini

Cass. Civ.

Azione revocatoria fallimentare

Ai fini della revocatoria di rimesse bancarie ex art. 67, comma 2, l. fall., la prova della scientia decoctionis della banca incombe sul curatore e non può essere dedotta solo dalla costante scopertura di conto corrente della fallita – in quanto circostanza equivoca – né da supposte segnalazioni in Centrale Rischi neppure dimostrate dal fallimento attore.

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Bancarotta impropria e bancarotta semplice per omessa richiesta del fallimento

14 Febbraio 2014 | di Enrico Corucci

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Ai fini della sussistenza del delitto di bancarotta impropria di cui all’art. 223, comma 2, n. 1), l. fall., è necessario che il reato societario abbia cagionato od aggravato il dissesto della società fallita e che si sia perfezionato anche nel suo elemento soggettivo.

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La nozione mobile di ente pubblico ex art. 1 l. fall.

11 Febbraio 2014 | di Francesco Vignoli

Tribunale di Benevento
Tribunale di Latina

Società a partecipazione pubblica

Le società di diritto privato, partecipate da Amministrazioni locali che esercitano un’attività di interesse pubblico, possono accedere all’istituto del concordato preventivo, qualora il loro modello societario non preveda penetranti controlli da parte dell’Ente-socio, lo statuto consenta anche l’esercizio di attività lucrative non rientranti nella nozione di servizio pubblico e gli organi amministrativi non siano di nomina politica (il Tribunale di Benevento ha ammesso alla procedura di concordato preventivo una società, con socio unico un Comune, che esercita attività di trasporto pubblico locale)

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Accantonamenti per i creditori opponenti e misure cautelari

06 Febbraio 2014 | di Mauro Maniscalco

Tribunale di Milano

Accantonamenti

La disciplina di cui all’art. 113, n. 2, l. fall. (per cui nell’ambito delle ripartizioni parziali dell’attivo devono essere disposti accantonamenti in favore dei creditori opponenti per i quali siano state disposte misure cautelari) va intesa nel senso che il ricorso volto a ottenere le relative misure è ammissibile solo ove presentato in epoca anteriore alla declaratoria di esecutorietà del piano di riparto parziale cui tale ricorso fa riferimento. (massima)

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Soggetti tenuti alla restituzione delle somme pagate dopo la dichiarazione di fallimento

04 Febbraio 2014 | di Maddalena Arlenghi

Tribunale di S.M. Capua Vetere

Inefficacia e inopponibilità degli atti

L'ordinanza emessa a sensi dell'art. 553 c.p.c. con cui il giudice del processo esecutivo assegni al creditore procedente il credito che il debitore esecutato, già fallito, ha nei confronti del debitor debitoris, il quale esegue il pagamento nei confronti del creditore che ha attivato il giudizio esecutivo, è inopponibile all'ufficio fallimentare in quanto atto reso inter alios. Ne consegue che nella prospettiva della curatela dell'esecutato fallito il credito non è trasferito al creditore procedente e, quindi, il successivo pagamento eseguito dal debitore assegnato, essendo privo di relazione con il provvedimento giudiziale, non è né un atto solutorio riferibile all'imprenditore fallito, né un atto solutorio eseguito a suo favore, con la conseguenza che non può essere oggetto dell'azione di inefficacia ex art.44 l.fall. Il curatore, continuando ad essere titolare del credito nei confronti del debitore assegnato, può agire nei suoi confronti per realizzare la relativa pretesa economica.

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Concordato preventivo: inammissibilità per irragionevole durata della liquidazione

31 Gennaio 2014 | di Marco Angelo Russo

Tribunale di Modena

Inammissibilità della proposta di concordato

La valutazione sull’irragionevole durata del concordato spetta al giudice, in quanto costituisce una condizione di ammissibilità della domanda, investendo un giudizio sulla fattibilità giuridica del piano. Il concordato preventivo deve concludersi in un termine ragionevolmente contenuto che, per il concordato avente natura liquidatoria, comparabile al procedimento di esecuzione forzata, è inferiore al termine indicato dal legislatore per il concordato in continuità aziendale, per il quale occorre far riferimento, in termini temporali, alla procedura fallimentare).

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Fallimento di società esercente pubblico servizio e apertura di esercizio provvisorio

28 Gennaio 2014 | di Francesco Angeli

Tribunale di Siracusa

Società a partecipazione pubblica

Il Tribunale Fallimentare può accertare lo stato di insolvenza dell’imprenditore utilizzando anche metodi di natura prettamente aziendalistica dimostrando l’insolvenza sia sotto il punto di vista civile che sotto il punto di vista commerciale.

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