Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il concordato dell’amministrazione straordinaria: conservazione dell’impresa ed equilibrio tra interessi contrapposti

11 Settembre 2014 | di Gherardo Soresina

Tribunale di Palermo

Concordato straordinario

In sede di omologa del concordato proposto da un’impresa in amministrazione straordinaria ai sensi dell’art. 78 D.Lgs. 270/1999, il Tribunale è chiamato a operarne una valutazione anche nel merito, tenendo nel debito conto tutte le circostanze del caso concreto e i diversi interessi coinvolti. In questa valutazione, occorre procedere: a) alla verifica formale della legittimità della proposta (e del piano a questa collegato); b) alla verifica relativa alla sussistenza di un giusto equilibrio fra il sacrificio imposto ai creditori e l’interesse preminente alla ristrutturazione dell’impresa; c) alla verifica ex ante della capacità delle proponenti di soddisfare le obbligazioni nascenti dal concordato; d) alla verifica della sussistenza di concrete prospettive di ristrutturazione dell’impresa.

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La risoluzione del concordato preventivo

03 Settembre 2014 | di Antonia Mussa

Tribunale di Firenze

Risoluzione e annullamento del concordato

Ai fini della valutazione dei presupposti per la risoluzione del concordato preventivo viene in rilievo solo il dato oggettivo dell’inadempimento e non è necessaria alcuna indagine in ordine alle componenti soggettive quali la colpa, l’imputabilità e l’interesse soggettivo. Il Tribunale di Firenze, con il decreto in epigrafe, ha dichiarato la risoluzione di un concordato preventivo liquidatorio, attesa l’impossibilità di soddisfazione del ceto creditorio chirografario, ritenendo irrilevante l’imputabilità al debitore dell’inadempimento per la valutazione del requisito della gravità.

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Concordato preventivo: l'intangibilità dell’IVA e delle ritenute non versate si estende a interessi e sanzioni?

06 Agosto 2014 | di Enrico Stasi

Tribunale di Palermo

Concordato preventivo: disciplina generale

È legittimo e risponde ad un interesse meritevole di tutela l’utilizzo dell’istituto del trust nell’ambito di un concordato preventivo, tanto più quando esso risulti costituito per ricevere un bene esterno al patrimonio del proponente, la cui liquidazione è destinata ad incrementare la misura di soddisfacimento del ceto creditorio.

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Sospensione dei contratti di leasing risolti prima del fallimento

05 Agosto 2014 | di Daniele Fico

Tribunale di S.M. Capua Vetere

Rapporti giuridici preesistenti nel fallimento

L’art. 72-quater l. fall., nel rinviare all’art. 72 l. fall., in forza del quale il contratto di locazione finanziaria è sospeso con la pronuncia della sentenza dichiarativa di fallimento, presuppone che il contratto sia pendente tra la società concedente e l’impresa utilizzatrice, con la conseguenza che esso non si applica direttamente ai casi in cui il contratto si sia risolto prima della pronuncia giudiziale d’insolvenza che apre la procedura di liquidazione concorsuale.

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Mancata applicazione dei criteri di stima per la vendita delle aziende in esercizio

31 Luglio 2014 | di Roberto Amatore

Corte d'Appello di Ancona

Amministrazione straordinaria: disciplina generale

In tema di liquidazione dei complessi produttivi nell'ambito dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza, qualora il Ministero dello Sviluppo Economico abbia autorizzato la cessione di un complesso con le modalità di cui all'art. 63 del D.Lgs. n. 270 del 1999, dettate per le aziende in esercizio, l’asserita violazione dei parametri valutativi dettati dal predetto art. 63 radica comunque la giurisdizione del G.O., restando escluso che i diritti soggettivi lesi dall'atto di liquidazione (nella specie, il diritto dei creditori aventi ipoteca sui beni immobili facente parte del complesso liquidato) possano ritenersi degradati ad interessi legittimi, e ciò anche qualora risultino travalicati i limiti del potere discrezionale spettante alla P.A., con la conseguenza che gli atti posti in essere dovranno essere considerati viziati per violazione di legge, e le relative autorizzazioni; dovranno essere disapplicate ex art. 5 della legge n. 2248 del 1865, All. E.

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Decorrenza della prescrizione dei reati fallimentari nell’ipotesi di consecutio tra procedure

28 Luglio 2014 | di Niccolò Bertolini Clerici

Cass. Pen.

Reati fallimentari

In tema di reati fallimentari, nel caso in cui all’ammissione alla procedura di concordato preventivo segua la dichiarazione di fallimento, la prescrizione del reato fallimentare decorre dalla sentenza dichiarativa di fallimento e non dalla data di ammissione al concordato preventivo.

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Controllo giudiziale sulla fattibilità giuridica e integrazioni della proposta di concordato

25 Luglio 2014 | di Alessandro Iucci

Corte d'Appello di Firenze

Modifica della proposta di concordato

Dopo l’inizio delle operazioni di voto, laddove rimanga immutata l’originaria proposta, la modifica delle modalità esecutive del piano concordatario non può considerarsi inammissibile ex art. 175, comma 2, l. fall., invece rilevando ai fini dell’avviso ai creditori e dell’eventuale modifica del voto ai sensi dell’art. 179, comma 2, l. fall.

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Società in house insolvente: assoggettabilità a procedure concorsuali

21 Luglio 2014 | di Giannino Bettazzi

Tribunale di Modena
Tribunale di Verona

Società in house

La società c.d. in house può essere ammessa alla procedura di concordato preventivo. A ciò non osta la recente decisione della Suprema Corte (Cass. SU 25 novembre 2013, n. 26283) in ordine all’affermata giurisdizione contabile sulla responsabilità degli organi sociali, sia perché verosimilmente riferita solo ai rapporti tra eterodirezione ed autonomia degli organi sociali, sia perché tale affermazione non comporta, sotto il profilo della disciplina comune, l’annullamento dell’alterità giuridica tra l’ente ed il socio. L’erogazione di servizi pubblici da parte della società in house rileva in relazione ai limiti ed alle modalità di liquidazione, ma non influisce sulla sua natura. Non può essere dichiarato il fallimento delle società in house providing giacché, avuto riguardo al recente arresto della giurisprudenza di legittimità, esse devono ritenersi assimilabili agli enti pubblici, con conseguente applicazione dell’art. 1, primo comma, l. fall.In presenza di tutti i requisiti per la configurabilità della società in house, vengono meno il rapporto di alterità tra socio e società stessa, come pure la separazione patrimoniale tra l’uno e l’altra.

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Il concordato di gruppo: presupposti di ammissibilità e fusione

17 Luglio 2014 | di Chiara Ravina

Tribunale di Ferrara

Crisi del gruppo

Nell’ambito di un concordato di gruppo, è ammissibile una proposta fondata sulla fusione societaria, sospensivamente condizionata all’omologazione del concordato, sul presupposto che questo debba essere approvato dai creditori di ciascuna società, singolarmente considerata, trattandosi di soggetti giuridici allo stato autonomi e distinti. Costituisce una modifica inammissibile dell’originaria proposta di concordato preventivo di gruppo la previsione della stipula immediata dell’atto di fusione, con anticipazione degli effetti della condizione, risolutivamente sottoposta alla mancata omologa del concordato, perché ciò comporterebbe una radicale modifica dell’assetto concordatario senza che i creditori possano esprimersi su di essa.

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Irrilevanza della capienza patrimoniale per la sussistenza dell'insolvenza

14 Luglio 2014 | di Nicola Pignatelli

Tribunale di Trani

Insolvenza

Lo stato di insolvenza si concretizza nell’incapacità del debitore di adempiere in modo regolare e tempestivo alle proprie obbligazioni. Non è, pertanto, d’ostacolo alla dichiarazione di fallimento il dato che l’attivo patrimoniale superi il passivo qualora i creditori siano costretti ad agire esecutivamente sui beni ed i crediti verso terzi al fine di veder soddisfatte le proprie pretese creditorie.

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