Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La prededucibilità dei finanziamenti bancari nel concordato preventivo

24 Aprile 2014 | di Daniele Fico

Tribunale di Milano

Prededuzione

La disposizione di cui all’art. 182-quater, comma 1, l. fall., non ha efficacia retroattiva, anche perché non riconosce la prededucibilità a qualunque credito da finanziamento sorto nel corso dell’esecuzione del concordato, ma richiede che il finanziamento sia effettuato in esecuzione di tale procedura, ossia che il medesimo sia puntualmente previsto nel piano concordatario omologato.

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Scissione negativa e valutazione dell’insolvenza

23 Aprile 2014 | di Danilo Galletti

Cass. Civ.

Scissione d'azienda

Non è ammissibile la scissione mediante assegnazione a società neocostituita di elementi dell’attivo e del passivo della società scissa aventi valore negativo.Ove una tale ipotesi di scissione abbia comunque a verificarsi, ed i creditori della società beneficiaria non si avvalgano del potere di opposizione, deve trovare integrale applicazione l’art. 2506-quater c.c., sicché l’insolvenza della società scissa e della beneficiaria devono essere valutate separatamente, avendo riguardo rispettivamente alle obbligazioni in concreto rimaste imputate e transitate a ciascuna di esse.

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Esclusione della revocabilità di atti compiuti in relazione al piano di risanamento attestato

18 Aprile 2014 | di Paolo Bosticco

Tribunale di Roma

Esenzione da revocatoria

L’atto in astratto revocabile non è di per sé illecito anche se viola norme inderogabili a tutela dei diritti dei creditori e non può essere perciò impugnato per nullità. E’ esclusa la revocabilità di un atto, pur in astratto lesivo della par condicio, che venga compiuto in esecuzione di un piano attestato ex art. 67, comma 3, lett. d), l. fall., a prescindere da ogni valutazione soggettiva in merito alla possibilità in capo al terzo beneficiario dell’atto di percepire l’inidoneità del piano ai fini del risanamento. Ai fini dell’esenzione è sufficiente che l’atto censurato costituisca una delle possibili soluzioni esecutive del piano considerate dall’attestatore.

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Pagamento dei crediti anteriori e condizioni di deroga alla par condicio creditorum

17 Aprile 2014 | di Luca Jeantet

Tribunale di Bergamo

Graduazione

L’autorizzazione del Tribunale al pagamento di crediti anteriori strategici, funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori ai sensi dell’art. 182-quinquies, comma 4, l. fall., deve intendersi riferita alla tempistica del pagamento e non alla sua percentuale, con la conseguenza che il debitore, ove intenda soddisfare un creditore chirografario strategico immediatamente ed integralmente, deve prospettare la possibilità, certificata dal professionista attestatore, del pagamento integrale dell’intero ceto creditorio privilegiato, sotto pena di violare il principio che impone il rispetto delle cause di prelazione

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Concordato con continuità: spunti sul miglior soddisfacimento dei creditori e sui crediti privilegiati

15 Aprile 2014 | di Alessandro Lendvai

Tribunale di Bergamo

Concordato con continuità aziendale

Nell’ipotesi in cui l’imprenditore proponga un concordato con continuità aziendale ex art. 186-bis l. fall., costituisce motivo d’inammissibilità della domanda di concordato, anche in sede di giudizio di omologazione, la mancanza di una concreta ed effettiva attestazione in relazione alla funzionalità della prosecuzione dell’attività d’impresa al miglior soddisfacimento dei creditori. Tale contenuto ha carattere obbligatorio ed essenziale ed implica un raffronto tra le prospettive di pagamento derivanti (anche) dalla prosecuzione dell’attività d’impresa con le prospettive di liquidazione dell’intero patrimonio del debitore, compresi i beni facenti parte dell’azienda, o del ramo d’azienda, che l’imprenditore non cede proprio per poter proseguire l’attività (massima).Le risorse di cassa derivanti dalla prosecuzione dell’attività d’impresa non integrano “finanza esterna” in quanto scaturiscono dall’impiego di beni strumentali all’attività medesima, che sono di proprietà e nella disponibilità del debitore. Pertanto, sia che il patrimonio di quest’ultimo venga liquidato, sia che venga impiegato a fini produttivi, le risorse in tal modo acquisite sono “interne”, e in quanto tali non autorizzano il soddisfacimento dei creditori chirografari fino a che tutti i privilegiati non abbiano avuto pieno soddisfacimento.

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Il creditore tardivo incolpevole deve dimostrare la propria “innocenza”

14 Aprile 2014 | di Andrea Paganini

Corte d'Appello di Torino

Ripartizione dell’attivo

In tema di partecipazione dei creditori tardivi al riparto dell’attivo fallimentare, l’art. 71. l.fall. – che prevede l’ammissione al passivo di chi, per effetto del positivo esperimento dell’azione revocatoria da parte del curatore, abbia restituito quanto aveva ricevuto dal fallito – non configura un’ipotesi di accertamento “ex lege” della non imputabilità al creditore del ritardo dell’insinuazione al passivo, atteso che il sistema normativo non prevede la specialità dei crediti concorsuali nascenti dall’esito positivo della revocatoria nè, quindi, la retroattività assoluta della loro insinuazione, e se non considera necessariamente illecita la prestazione del fallito soggetta a revocatoria, non apprezza, però, nella posizione del convenuto soccombente in revocatoria, ragioni meritevoli di particolare tutela.

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Mancata omologazione del concordato per irrealizzabilità della “causa in concreto”

11 Aprile 2014 | di Roberto Amatore

Tribunale di Siracusa

Omologazione della proposta di concordato

Non è realizzabile la “causa in concreto” del negozio concordatario con conseguente giudizio negativo in tema di fattibilità giuridica del piano nella ipotesi in cui vi sia una contraddittorietà intrinseca della proposta concordataria con ipotesi di esdebitamento tra loro alternative e contrapposte e nella ulteriore ipotesi in cui sia prevista una esorbitante durata del piano concordatario con una conseguente incongrua dilatazione dei tempi di soddisfacimento dei creditori (nel caso di specie era stato offerto ai creditori un piano di pagamenti dilazionati in dieci anni)

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Concordato preventivo: il controllo di fattibilità giuridica e l’attestazione del professionista

04 Aprile 2014 | di Giuseppe Bersani

Tribunale di Busto Arsizio

Relazione di attestazione dell’esperto

Il professionista nominato ai sensi dell'articolo 161, comma 3,  l. fall. svolge, nella fase dell'ammissione al concordato preventivo, le funzioni di ausiliario del tribunale in considerazione delle competenze che, in questa fase, sono richieste per la valutazione sulla veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano. Il professionista nominato ai sensi dell'articolo 161, comma 3, l. fall.  nell’ambito dell'attestazione deve esporre la metodologia utilizzata per la verifica in ordine alla completezza e veridicità dei dati aziendali (in termini di esigibilità dei crediti, di consistenza di magazzino ecc.). La funzione svolta in posizione di terzietà ed indipendenza rispetto alla società ricorrente gli impone di riscontrare eventuali perizie depositate dalla ricorrente con l'ausilio di altri professionisti, oppure di spiegare compiutamente i motivi che lo portano a concordare con le conclusioni del perito nominato dall'imprenditore.

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Brevi riflessioni sull’applicabilità delle norme del codice di rito alle vendite fallimentari

01 Aprile 2014 | di Marina Cordopatri

Tribunale di Reggio Emilia

Liquidazione dell’attivo

Deve ritenersi pienamente applicabile, anche nel procedimento di liquidazione fallimentare, la norma di cui all’art. 560, comma 3, c.p.c., secondo la quale la casa, pure adibita ad abitazione dal fallito, può essere liberata anche prima del momento conclusivo della liqudazione, non dovendo necessariamente seguire la liquidazione degli altri cespiti dell’attivo.

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Fallimento successivo all'omologazione degli accordi di ristrutturazione

27 Marzo 2014 | di Giancarlo Buccarella

Tribunale di S.M. Capua Vetere

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

L'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti inidoneo, ab origine ovvero per l'impatto di fatti sopravvenuti, a realizzare la propria funzione, permanendo lo stato d’insolvenza dell’imprenditore ovvero manifestandosi una nuova situazione di impotenza economica, non preclude al tribunale di pronunciare la sentenza dichiarativa di fallimento, né processualmente è necessario procedere alla previa risoluzione dello stesso accordo (nel caso di specie la domanda di dichiarazione di fallimento è stata presentata da alcuni creditori rimasti estranei all'accordo). Il caso. Omologato un accordo di ristrutturazione dei debiti, alcuni creditori non aderenti domandano la dichiarazione di fallimento del loro debitore. Il Tribunale, verificati i presupposti soggettivo e oggettivo di legge, accoglie il ricorso. Secondo la sentenza annotata, il creditore non aderente può richiedere la dichiarazione di fallimento del debitore, senza la previa risoluzione dell'accordo.

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