Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Concordato: controversia in ordine a misura e natura privilegiata di un credito nella fase post omologa

16 Dicembre 2013 | di Roberto Amatore

Tribunale di Ravenna

Crediti privilegiati

Mancando nel concordato preventivo una fase di accertamento dei crediti, in caso di contrasto che intervenga post omologa sulla misura e sulla natura privilegiata o meno di un credito, ogni relativa decisione è rimessa al giudice ordinario, atteso che, per un verso, anche la valutazione del g.d. in sede di votazione non è preclusiva, ma ha effetti meramente incidentali e che, per l’altro, una volta che la procedura di concordato preventivo si sia esaurita con il decreto di omologazione, tutte le questioni che hanno ad oggetto diritti pretesi da singoli ovvero dal debitore e che attengono alla esecuzione del concordato danno luogo a controversie che sono del tutto sottratte al potere decisionale del giudice delegato e costituiscono pertanto materia di un ordinario giudizio di cognizione.

Leggi dopo

Incompatibilità dell’attestatore e revoca del concordato preventivo

10 Dicembre 2013 | di Enrico Stasi

Tribunale di Modena

Revoca dell'ammissione al concordato preventivo

E’ inammissibile la domanda di concordato preventivo fondata su un piano attestato da un professionista privo dei requisiti di indipendenza di cui all’art. 67, comma 3, lett. d), l. fall. Il caso. Una società a responsabilità limitata, con socio unico, presenta al Tribunale di Modena una domanda di concordato preventivo sulla base di un piano attestato da professionista legato da rapporti di tipo esclusivamente personale alla società di consulenza che, oltre ad avere curato la tenuta delle scritture contabili dell’impresa debitrice, aveva prestato in favore della stessa assistenza professionale nella predisposizione del piano di concordato, risultandone finanche creditrice. Il Tribunale ha ritenuto che tali rapporti – da valutarsi in un’ottica ex ante – rivestano rilievo impediente all’assunzione dell’incarico e, di conseguenza, ha revocato ex art. 173 l.fall. il decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo.

Leggi dopo

Brevi note in tema di criteri di ammissibilità del concordato preventivo

05 Dicembre 2013 | di Giuseppe Bersani

Tribunale di Padova

Vendite nelle procedure concorsuali

La veridicità dei dati da valutare al fine della manifestazione di consenso da parte dei creditori deve essere garantita soprattutto dal commissario giudiziale. L'assolvimento del suo compito richiede che la proposta di concordato sia seria e non abbia finalità meramente dilatorie, e la documentazione prodotta dal debitore, che costituisce la base di partenza delle sue indagini e valutazioni, sia completa e soprattutto che possa essere inquadrata effettivamente nel tipo richiesto dal legislatore. Tale fondamentale esigenza richiede di verificare che la relazione sulla situazione patrimoniale ed economica e finanziaria dell'impresa sia aggiornata e che contenga effettivamente una dettagliata esposizione della situazione sia patrimoniale sia economica sia finanziaria dell'impresa. Deve considerarsi inammissibile la proposizione di concordato in cui si è prevista la falcidia dei crediti privilegiati generali in presenza di risorse destinate ai creditori chirografari.

Leggi dopo

Sospensione feriale dei termini processuali per il deposito di proposta, piano e documentazione nel preconcordato

02 Dicembre 2013 | di Marco Farina

Tribunale di Terni

Sospensione feriale dei termini

Il termine per il deposito della proposta, del piano e della documentazione fissato dal Tribunale ai sensi e per gli effetti del sesto comma dell’art. 161 l. fall. ha natura processuale e, quindi, il suo decorso è sospeso di diritto ex art. 1 l. n. 742/1969 dal 1° agosto al 15 settembre.

Leggi dopo

Procedimento per la dichiarazione di fallimento di società in liquidazione

27 Novembre 2013 | di Antonio Di Iulio

Corte d'Appello di Bari

Procedimento per la dichiarazione di fallimento

Il mancato rispetto del termine dilatorio a comparire di cui all’art. 15, comma 3, l. fall. deve essere formalmente e immediatamente eccepito dalla parte interessata ai sensi e per gli effetti dell’art. 157 c.p.c., trattandosi di un termine a tutela dell’interesse privato e non a presidio di più generali interessi pubblicistici sulla regolarità della procedura. Ne consegue che la nullità della convocazione in giudizio derivante dall’inosservanza del termine dilatorio di comparizione previsto dall’art. 15, comma 3, l. fall. deve ritenersi sanata nel caso in cui parte resistente si sia costituita in giudizio e, senza eccepire tale violazione, prenda posizione nel merito delle contestazioni mosse da parte ricorrente.

Leggi dopo

Le soglie di fallibilità: sussistenza e momento di valutazione

25 Novembre 2013 | di Elena Genero

Corte d'Appello di Venezia

Soglie di fallibilità

Il decreto con cui la Corte d’Appello accoglie il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di  fallimento non è passibile di impugnazione perché carente della condizione di definitività che, per contro, deriva unicamente dalla sentenza di riapertura del fallimento, quale sentenza soggettivamente complessa e a formazione progressiva. (massima)

Leggi dopo

Società a partecipazione pubblica e fallimento. Nuovi argomenti a favore della non fallibilità?

21 Novembre 2013 | di Paolo Pizza

Tribunale di Palermo

Società a partecipazione pubblica

Per poter imprimere ad una società a partecipazione pubblica la qualificazione di “ente pubblico” è necessaria l'espressa previsione legislativa in tal senso, non risultando abrogato l'art. 4 L. n. 70/1975.

Leggi dopo

L'istituto del concordato coattivo nell'amministrazione straordinaria

19 Novembre 2013 | di Alessandro Lendvai

Tribunale di Piacenza

Amministrazione straordinaria: disciplina generale

In materia di amministrazione straordinaria ex D. Lgs. 270/1999, nell’ipotesi in cui venga sollevata opposizione all’omologazione del concordato, l’ampiezza del giudizio affidato al Tribunale in sede di omologa - ordinariamente limitato alla verifica della regolarità della procedura ex art. 129, comma 4, l. fall. - è destinato ad estendersi alla valutazione di merito delle censure esposte dai creditori opponenti, tanto più nell’ipotesi in cui la procedura non sia volta alla conservazione dell’attività d’impresa, ma all’eliminazione della stessa dal mercato mediante la liquidazione di ogni cespite attivo.

Leggi dopo

Il concordato con continuità aziendale: compatibilità con l’affitto d’azienda e durata poliennale del piano

14 Novembre 2013 | di Gabriella Covino, Luca Jeantet

Tribunale di Monza

Concordato con continuità aziendale

Il contratto di affitto d’azienda non è di per se stesso incompatibile con il concordato con continuità aziendale, purché l’affittuario, seppur sotto la condizione sospensiva d’omologazione della proposta concordataria, si impegni ad acquistare i beni affittati e quest’acquisto, cui è collegato l’incasso delle somme da destinare al pagamento dei creditori concordatari, intervenga entro un tempo massimo non superiore a quello di un’ordinaria liquidazione, pena la mancanza della causa concreta della domanda di concordato e la sua conseguente inammissibilità.

Leggi dopo

L’uso del trust nella composizione della crisi d’impresa

12 Novembre 2013 | di Marco Angelo Russo

Tribunale di Ravenna

Trust

L’organo giudiziario non ha un ruolo volto unicamente all’accertamento dei requisiti formali estrinseci della proposta di concordato, dovendo verificare altresì il possesso sostanziale dei requisiti di ammissibilità alla procedura di concordato, fra i quali la fattibilità del piano quale in concreto percorribile e certificata nella relazione di accompagnamento alla proposta, mentre spetta ai creditori la valutazione sulla convenienza effettiva del piano concordatario.

Leggi dopo

Pagine