Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Trasferimento di imprese, diritti dei lavoratori e concordato preventivo: rilievi di diritto comunitario

25 Giugno 2013 | di Elisa Turco

Tribunale di Roma

Rapporti di lavoro

Al fine del mantenimento dei diritti dei lavoratori come previsti ai sensi dell’art. 2112 c.c., il nuovo comma 4-bis dell’art. 47, L. 428/90 distingue i casi in cui sia intervenuta la dichiarazione dello stato di crisi aziendale ai sensi della L. 675/77 dalle ipotesi di procedura concorsuale (fallimento e concordato preventivo), di liquidazione coatta amministrativa e dell’amministrazione straordinaria di grandi imprese in crisi di cui al D. Lgs. 270/90. Nel caso di grave crisi aziendale è possibile stipulare un accordo sindacale con cui sono definiti i limiti entro i quali trova applicazione l’art. 2112 c.c., a condizione che si preveda il mantenimento anche parziale dell’occupazione. Negli altri casi è possibile derogare alla disciplina di cui all’art. 2112 c.c. qualora sia stipulato un accordo che preveda il mantenimento anche parziale dell’occupazione (massima non ufficiale).

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Imprese in crisi e deroghe al diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro in caso di trasferimento d’azienda

24 Giugno 2013 | di Adelio Riva

Tribunale di Roma

Rapporti di lavoro

Il nuovo comma 4-bis dell’art. 47 l. 428/90 distingue i casi in cui sia intervenuta la dichiarazione dello stato di crisi aziendale ai sensi della l. 675/77 dalle altre ipotesi di procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo), di liquidazione coatta amministrativa e della amministrazione straordinaria di grandi imprese in crisi di cui al D.Lgs. 270/99. Nel caso di grave crisi aziendale è possibile stipulare un accordo sindacale con cui sono definiti i limiti entro i quali trova applicazione l’art. 2112 c.c. a condizione che preveda il mantenimento anche parziale dell’occupazione. Nel secondo caso è possibile derogare all’art. 2112 c.c. qualora sia stipulato un accordo che preveda il mantenimento anche parziale dell’occupazione

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Preoncordato: deposito del verbale notarile e delle autorizzazioni ex art. 182-quinquies e obblighi informativi

13 Giugno 2013 | di Filippo Rasile

Tribunale di Lecce

Concordato preventivo: obblighi informativi al tribunale

La necessaria produzione del verbale notarile previsto dall’art. 152, comma 3, l. fall. va riferita non già alla domanda, ma alla proposta ed alle condizioni del concordato e quindi va, in ogni caso, effettuata al momento in cui la proposta stessa verrà depositata.

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Ricorso per la dichiarazione di fallimento in proprio e patrocinio del difensore

12 Giugno 2013 | di Cristina Trotta

Tribunale di Busto Arsizio

Procedimento per la dichiarazione di fallimento

Il ricorso per istanza di fallimento in proprio presentato senza l’assistenza di un difensore deve essere dichiarato inammissibile, in quanto il legislatore non ha espressamente indicato nel novellato art. 6 l. fall. che il ricorso per fallimento in proprio può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte, ed altresì poiché il rispetto della legalità e del diritto di difesa non consente di ipotizzare nella fattispecie in esame una deroga al principio generale di cui all’art. 82 c.p.c.

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Decreto ingiuntivo e legittimazione passiva nel concordato preventivo con cessione di beni

11 Giugno 2013 | di Monica Pereno

Tribunale di Vercelli

Decreto ingiuntivo

Alla luce dell’art. 649 c.p.c., nell’instaurato giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo va sospesa ’esecuzione provvisoria del decreto opposto da una società in concordato preventivo con cessione di beni, previa integrazione del contraddittorio nei confronti del liquidatore giudiziale, essendo stato il decreto ingiuntivo emesso esclusivamente nei confronti della società debitrice in persona del legale rappresentante.

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Limiti e modalità di esercizio della restituzione semplificata ex art. 87-bis l. fall.

07 Giugno 2013 | di Giannino Bettazzi

Tribunale di Lucca

Inventario

La facoltà di richiedere la restituzione dei beni, avvalendosi della procedura semplificata introdotta con l’art. 87-bis l. fall., non può essere esercitata allorquando essi sono stati inclusi nell’inventario ed acquisiti alla massa attiva fallimentare. Il consenso del curatore si configura quale elemento costitutivo della fattispecie, in assenza del quale è precluso al giudice delegato l’accoglimento dell’istanza. Qualora i beni del terzo non siano stati inventariati, l’unico limite alla presentazione dell’istanza ex art. 87 l. fall. è rappresentato dalla intervenuta vendita degli stessi.

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Distrazione e/o distruzione dell’avviamento commerciale

06 Giugno 2013 | di Giorgio Egidi

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

In tema di bancarotta patrimoniale (art. 216 l. fall.), non può configurarsi la distrazione dell’avviamento commerciale dell’impresa fallita se, contestualmente, non siano stati oggetto di disposizione i beni aziendali che lo incorporano; tuttavia, pur in mancanza di atti di disposizione del patrimonio del fallito, l’avviamento commerciale può costituire di per sé stesso l’oggetto materiale della bancarotta per distruzione, e ciò nel caso d’intenzionale dispersione dello stesso da parte dell’imprenditore. (massima)

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Il giudizio di responsabilità dei sindaci di società fallita e le prove raccolte nel procedimento penale

05 Giugno 2013 | di Marco Nicolai

Cass. Civ.

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Il giudice, in mancanza di un divieto di legge, può utilizzare prove raccolte in altro giudizio fra le stesse o altre parti. Può anche avvalersi di una consulenza tecnica o di una perizia purché gli accertamenti siano espletati nel contraddtitorio delle parti.

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I provvedimenti cautelari o conservativi disposti in corso d’istruttoria prefallimentare

04 Giugno 2013 | di Fabio Signorelli

Tribunale di Nocera Inferiore

Misure cautelari reali

Poiché il legislatore della novella ha attribuito al ricorrente per la dichiarazione di fallimento la facoltà di richiedere al tribunale fallimentare l’adozione di provvedimenti cautelari o conservativi a tutela del patrimonio o dell’impresa con efficacia limitata alla durata dell’istruttoria prefallimentare, vanno escluse da tale novero le domande volte a conseguire utilità non direttamente connesse agli effetti della dichiarazione di fallimento, come la proposizione di un rimedio cautelare per anticipare gli effetti di un’eventuale azione revocatoria fallimentare per pagamenti con mezzi anormali.

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Atti esenti da revocatoria in quanto effettuati nell’esercizio dell’attività di impresa nei termini d’uso

29 Maggio 2013 | di Giulia Serena Paganini

Tribunale di Busto Arsizio

Esenzione da revocatoria

E' preferibile l'interpretazione dell’art. 67, comma 3, lett. a) l. fall. per cui non sono revocabili i pagamenti relativi all'acquisizione di beni o servizi che sono necessari ad una conduzione normale, ovvero usuale dell'azienda; i “termini d'uso” vanno riferiti, nella costruzione sintattica del testo normativo e in conformità alla ratio legis, alle modalità di conduzione dell'impresa e non alle modalità dei pagamenti delle forniture.

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