Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Scioglimento e sospensione dei contratti pendenti nel concordato con riserva

13 Maggio 2013 | di Mauro Vitiello

Tribunale di Roma

Rapporti giuridici preesistenti nel concordato

Perchè il tribunale possa esercitare il potere discrezionale che gli viene riconosciuto dall'art. 169 bis l. fall. è necessario che sia messo in condizione di conoscere le ragioni a fondamento della richiesta di autorizzazione allo scioglimento dal contratto pendente. Per tale ragione è indispensabile che il debitore che ha formulato domanda di concordato ai sensi dell'art. 161, comma 6 l. fall. prospetti al tribunale contenuti di proposta e piano accompagnati da una prima relazione del professionista che sia funzionale ad attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità di quanto prospettato.

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Preconcordato e criteri per autorizzare gli atti di straordinaria amministrazione

09 Maggio 2013 | di Paola Baldassarre

Tribunale di Torino

Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione

Il Tribunale può concedere l’autorizzazione al compimento di un atto di straordinaria amministrazione ai sensi dell’art. 161, comma 7, l. fall., consistente nel caso di specie nella stipula di un contratto definitivo di compravendita immobiliare in esecuzione di un preliminare, quando la valutazione circa la sua utilità per il ceto creditorio possa prescindere dalla conoscenza da parte dell’organo giudicante del piano e della continuità o meno dell’impresa (trattandosi di immobile non strategico) e sempre che l’atto abbia carattere di urgenza (in quanto la prospettata risoluzione del contratto potrebbe arrecare un danno pari alle penalità conseguentemente applicate e determinare un contenzioso con perdita della somma già versata dal terzo a titolo di acconto) e il contratto preliminare, essendo stato stipulato più di un anno prima della domanda di pre-concordato, non possa essere considerato volto ad eludere le procedure competitive di cui all’art. 182 l. fall.

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Sulla modulazione giudiziale del termine per l’integrazione della domanda di preconcordato

07 Maggio 2013 | di Francesca Calagna

Tribunale di Vicenza

Concordato con riserva

Nell'ipotesi di domanda di concordato in bianco ex art. 161 l. fall., il Tribunale deve concedere il termine minimo di 60 gg. per l'integrazione della domanda con il deposito della documentazione, se non vi sono motivazioni particolari che giustifichino la concessione di un termine maggiore.

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Criteri di fissazione del termine richiesto con la nuova domanda prenotativa di concordato

06 Maggio 2013 | di Antonia Mussa

Tribunale di Treviso

Concordato con riserva

Per stabilire quale termine concedere quando viene proposta domanda prenotativa ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall. il Tribunale deve valutare lo stato di crisi dell’impresa e la sussistenza dei requisiti dimensionali previsti dall’art. 1 l. fall., nonché la completezza della documentazione richiesta dalla legge a corredo della domanda prenotativa.

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Il caso Richard Ginori e la fattibilità del piano

29 Aprile 2013 | di Antonio Di Iulio

Tribunale di Firenze

Fattibilità

L’attestazione di fattibilità del piano di concordato, quale elemento essenziale, della relazione del professionista ex art. 161, comma 3, l. fall. ai fini dell’apertura della procedura di Concordato Preventivo deve avere riguardo alle modalità che il debitore descrive e prevede per la realizzazione della soddisfazione del ceto creditorio, onde valutarne la concreta attuabilità, dando garanzia all’organo giudiziario della fondatezza della analisi compiuta dal debitore sui dati di attivo e passivo e della conseguente e correlata ragionevole certezza che quanto previsto come metodologia di realizzazione dell’attivo e quantificazione di soddisfazione del ceto creditorio, non sia solo di “possibilità” o “probabilità” ma si concretizzi effettivamente nei modi e nei tempi previsti.

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Sulla incompatibilità tra la carica di commissario giudiziale e liquidatore nel concordato liquidatorio

22 Aprile 2013 | di Federico Rolfi

Cass. Civ.

Concordato con cessione dei beni

In tema di concordato preventivo - posto che l’art. 183, comma 1, l. fall. nel testo sostituito dal D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, stabilisce che avverso il decreto del tribunale che pronuncia sull'omologazione può essere proposto reclamo alla corte d'appello, e che l’art. 180, comma 3, l. fall. stabilisce invece che detto decreto, in mancanza di opposizione dei creditori, non è soggetto a gravame - il reclamo alla corte d'appello è proponibile allorchè la domanda di omologazione sia respinta, ovvero sia accolta nonostante la presenza di opposizioni, mentre, se nessun creditore abbia proposto opposizione, è ammissibile il ricorso immediato per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., comma 7, trattandosi di decreto dotato dei caratteri della decisorietà e della definitività, in quanto obbligatorio per i creditori rispetto ai quali determina una riduzione delle rispettive posizioni creditorie.

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Il doppio onere probatorio del rivendicante di beni mobili inventariati. Questioni aperte in tema di leasing

18 Aprile 2013 | di Gherardo Soresina

Tribunale di Treviso

Inventario

Al fine di superare la presunzione di appartenenza al fallito del bene rinvenuto presso la sua sede, è onere del terzo che ne rivendica la proprietà provare, con atti aventi data certa opponibili al fallimento, non solo la pregressa proprietà del bene, ma anche il titolo, diverso dalla proprietà o da altro diritto reale, sulla base del quale il bene è stato successivamente affidato al fallito e conservato tra i beni del fallimento.

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Il dolo degli amministratori non esecutivi e i sintomi di allarme dell'operazione distrattiva

12 Aprile 2013 | di Fabrizio D’Arcangelo

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Perché l’amministratore privo di delega che abbia preso parte alla approvazione della operazione distrattiva possa essere ritenuto concorrente nel reato di bancarotta occorre che lo stesso sia stato consapevole dei “segnali di allarme” del rischio di verificazione dell’evento pregiudizievole, che se li sia rappresentati come dimostrativi di fatti potenzialmente dannosi e nondimeno sia rimasto deliberatamente inerte, accettando il rischio della realizzazione del reato.

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Rinuncia alla domanda e contestuale ricorso per preconcordato in pendenza di revoca dell’ammissione per atti in frode

09 Aprile 2013 | di Melania Ranieli

Tribunale di Parma

Atti di frode

Al concordato preventivo si applica l’art. 306 c.p.c. con la conseguenza che la rinuncia alla procedura deve essere accettata dalle altre parti. La mancata accettazione da parte di un creditore istante impedisce l’estinzione del procedimento con conseguente inammissibilità della nuova domanda di concordato depositata dopo la rinuncia.

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La revocatoria ordinaria dell’atto di assegnazione di immobile a socio di società cooperativa

04 Aprile 2013 | di Luca Restaino

Cass. Civ.

Azione revocatoria ordinaria

Per il fatto di essere un atto dovuto, l’atto con il quale una società cooperativa, che ha come oggetto sociale la costruzione di alloggi da assegnare ai soci, trasferisce al socio la proprietà di un alloggio non è assoggettabile a revocatoria ordinaria, ma soltanto se le attività preliminari dalle quali è sorto l’obbligo di trasferire la proprietà non sono contraddistinte da frode ai creditori.

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