Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Insolvenza transfrontaliera e art. 13 Reg. CE 1346/00, eccezione all’applicazione della lex fori concursus in materia di revocatoria

07 Novembre 2012 | di Sara Bernasconi

Tribunale di Busto Arsizio

Insolvenza transfrontaliera

La seconda condizione imposta dall’art. 13 del Regolamento (CE) 1346/2000, relativo alle procedure di insolvenza transfrontaliera, affinché il beneficiario di un atto pregiudizievole alla massa dei creditori possa escludere l’applicazione a detto atto della lex fori concursus, ossia la non impugnabilità dello stesso secondo la legge applicabile, deve essere dimostrata in concreto e limitatamente alle forme di invalidità, nullità o annullabilità previste dalla disciplina delle procedure concorsuali, con esclusione di quelle previste dal diritto comune.

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Un’ipotesi di responsabilità dell’amministratore per abuso di direzione e coordinamento

05 Novembre 2012 | di Mario Furno

Tribunale di Bologna

Responsabilità da direzione e coordinamento

Nella valutazione sull’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento all’interno di gruppi societari occorre applicare il criterio fondato sulla compensazione tra vantaggi e svantaggi ottenuti dalla controllata, valutandosi ex ante la ragionevole probabilità di ristoro, anche futuro, del pregiudizio, tenendo presente che il trasferimento di capitali da una società all’altra è sempre illegittimo, ove non sia rigorosamente giustificato da un corretto rapporto obbligatorio assistito da contropartita.

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Anche il Giudice fallimentare è un Giudice civile e può segnalare l’insolvenza al P.M.

31 Ottobre 2012 | di Manlio Lubrano di Scorpaniello

Cass. Civ.
Tribunale di Palermo

Insolvenza

Il nuovo art. 7 l. fall. va letto nel senso che, ove un giudice civile, nel corso di un procedimento civile, rilevi l'insolvenza di un imprenditore, deve farne segnalazione al Pubblico Ministero, il quale presenta la richiesta di cui al primo comma dell'art. 6 “quando l'insolvenza risulta dalla segnalazione proveniente dal giudice che l'abbia rilevata nel corso di un procedimento civile”. Giudice civile è anche il tribunale fallimentare che abbia rilevato l'insolvenza nel corso di un procedimento ex art. 15 l. fall., anche se definito per desistenza del creditore istante.

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Profili critici sulla questione di costituzionalità dell’art. 2752 c.c. sollevata dal Tribunale di Firenze

26 Ottobre 2012 | di Francesco Vignoli

Tribunale di Firenze

Crediti privilegiati

Va sollevata questione di legittimità costituzionale degli artt. 2752, comma 1, c.c. e 23, commi 37 e 40, l. n. 111/2011, laddove prevedono l’applicazione del privilegio al credito per tributi diretti dello Stato, per imposta sul valore aggiunto e per tributi degli enti locali e sanzioni, anche se sorti antecedentemente alla entrata in vigore della legge e anche laddove il credito erariale sia stato in precedenza ammesso allo stato passivo divenuto definitivo in chirografo, per contrasto con l’art. 3, commi 1 e 2, Cost. e con l’art. 117 Cost. in combinato disposto con l’art 6 CEDU.

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L’infelice sorte dei decreti ministeriali sui compensi agli organi delle procedure minori

25 Ottobre 2012 | di Paolo Bosticco

Tribunale di Terni

Compensi degli organi di procedure concorsuali

E’ illegittimo per disparità di trattamento, e pertanto il Giudice può disapplicarlo, il D.M. 25 gennaio 2012 n. 30 nella parte in cui prevede che il compenso per il Commissario Giudiziale del concordato preventivo venga quantificato - in caso di concordati preventivi liquidatori - sull’attivo realizzato, anziché sul valore dell’attivo risultante dall’inventario redatto ai sensi dell’art. 172 l. fall.

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Ancora sui poteri del Tribunale in sede di omologazione del concordato preventivo

23 Ottobre 2012 | di Maria Luisa Cirrincione

Corte d'appello di Firenze

Omologazione della proposta di concordato

Nel giudizio di omologazione del concordato preventivo, in assenza di opposizione da parte dei creditori, non rientra nel perimetro di controllo di legittimità demandato al tribunale il potere-dovere di accertare la fattibilità dell’accordo intervenuto tra il debitore proponente e il ceto creditorio, purché quest’ultimo risulti adeguatamente informato sulla situazione aziendale e sulle ragioni di sostegno del piano concordatario. Ne consegue che il tribunale deve limitarsi a prendere atto della scelta consapevole adottata a maggioranza dai creditori, verificando la persistenza delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura e l’assenza di cause di revoca ex art. 173 l. fall.

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Il concordato preventivo e la natura esecutiva della vendita della quota del socio moroso

19 Ottobre 2012 | di Gianni Solinas

Tribunale di Venezia

Socio moroso nei conferimenti

La sentenza del Tribunale di Venezia non ha precedenti specifici e si occupa della natura esecutiva o meno del procedimento di vendita della quota del socio moroso prevista dall’art. 2466, comma 2, c.c. e degli effetti su questa procedura dell’ammissione al concordato preventivo del socio che subisce l’espropriazione della propria quota da parte degli amministratori della società.

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Domanda di concordato con riserva in pendenza di un procedimento prefallimentare: limiti del sindacato e poteri del Tribunale

16 Ottobre 2012 | di Mauro Vitiello

Tribunale di Velletri

Domanda di concordato

Presentata la domanda di concordato "con riserva", il tribunale è chiamato a verificare l'esistenza dei "presupposti di validità della domanda"; da ciò discende l'ammissibilità di un'eventuale attività istruttoria, se pur limitata all'acquisizione dei documenti e delle informazioni pertinenti con l'accertamento da compiere.

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Contestazioni del debitore sull'ammontare dei crediti nel concordato preventivo

12 Ottobre 2012 | di Salvo Leuzzi

Tribunale di Milano

Votazione nelle procedure concorsuali e adunanza dei creditori

Sono inammissibili le contestazioni sull'ammontare dei crediti ammessi al voto nel concordato preventivo, ove siano fatte valere dopo l'adunanza dei creditori, senza che, in detta sede, il giudice delegato sia stato chiamato a pronunciarsi al riguardo.

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Condizioni necessarie e sufficienti per ottenere il beneficio dell’esdebitazione

09 Ottobre 2012 | di Simona Brambilla

Tribunale di Treviso

Esdebitazione

Quanto alle condizioni oggettive, fondamentale è la chiusura del fallimento con la soddisfazione parziale dei creditori concorsuali. L’assenza di un pagamento, seppur in minima parte, a favore di tutti i creditori concorsuali, rende impossibile concedere l’esdebitazione. Questa condizione è dettata dal fatto che la disciplina dell’esdebitazione è applicabile non all’intero debito contratto dal fallito, ma solo alla parte di esso rimasta insoddisfatta dopo la chiusura del fallimento.

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