Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Autorizzazione allo scioglimento di contratto di affitto di azienda

29 Gennaio 2013 | di Roberto Amatore

Tribunale di Salerno

Affitto d’azienda nelle procedure concorsuali

Nella fattispecie regolata dalla norma dettata dall’art. 169-bis l. fall. in tema di contratti in corso di esecuzione, non indicando quest’ultima norma un criterio in base al quale parametrare la necessaria autorizzazione del tribunale, deve ritenersi che la predetta autorizzazione giudiziale riguardi una mera presa d’atto di un diritto potestativo del debitore che sceglie di sciogliersi da un determinato rapporto giuridico nell’ambito di un proprio disegno imprenditoriale, che, peraltro, nel caso del pre-concordato, non è obbligatorio comunicare al Tribunale chiamato ad attendere il deposito del piano.

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Omogeneità dell’interesse, privilegiati degradati e questioni varie in tema di classi

22 Gennaio 2013 | di Carlo Trentini

Tribunale di Milano

Classi e categorie di creditori

Nel concordato preventivo la costituzione di una classe presuppone l’identità di posizione giuridica e d’interesse economico dei creditori chiamati a comporla.

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Nell’opposizione al passivo basta produrre i documenti allegati alla domanda di ammissione, anche senza quest’ultima

14 Gennaio 2013 | di Giorgio Jachia

Cass. Civ.

Opposizione al passivo

Secondo la Suprema Corte, si può esaminare il merito dell’opposizione al passivo anche se l’opponente non abbia prodotto nel giudizio di opposizione l’originaria domanda di insinuazione, che pertanto non è nemmeno necessario acquisire d’ufficio. La decisione è stata assunta esaminandosi il ricorso per cassazione proposto ai sensi dell’art. 99, ultimo comma, l. fall., con il quale un istituto di credito insorgeva, fondatamente, avverso il decreto con il quale il Tribunale di Lucca aveva rigettato la sua opposizione al passivo escludendo la scrutinabilità dell’impugnazione per la mancata produzione, appunto, della domanda d'insinuazione.

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Verifica dei crediti: sospensione feriale dei termini di fissazione dell’adunanza e di presentazione della domanda di insinuazione

08 Gennaio 2013 | di Davide Lambicchi

Cass. Civ.

Sospensione feriale dei termini

Hanno natura processuale e sono pertanto soggetti a sospensione feriale, il termine di fissazione dell’adunanza per l’esame dello stato passivo stabilito dall’art. 16, comma 1, n. 4, l. fall., ed il termine per la presentazione delle domande di insinuazione stabilito dall’art. 16, comma 1, n. 5 l. fall. (e ribadito dall’art. 93). Nel caso in cui il tribunale abbia fissato l’udienza per l’esame dello stato passivo senza tenere conto della sospensione feriale, l’applicazione della regola solo al secondo dei due termini potrebbe pregiudicare il diritto di azione dei creditori, qualora essi non abbiano usufruito di un tempo congruo per approntare la domanda. In tale ipotesi l’udienza anticipatamente fissata dal tribunale dovrà ritenersi automaticamente differita per un numero di giorni corrispondente a quelli di sospensione feriale intercorsi tra la dichiarazione di fallimento e la data fissata per l’adunanza; ove, poi, l’udienza si sia già tenuta, la verifica in fatto della tempestività delle domande di ammissione presentate, ai fini della delibazione sulla chiusura del fallimento ai sensi dell’art. 118, n. 1, l. fall., andrà compiuta dal giudice del merito avuto riguardo al termine prorogato.

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Regime d’impugnazione dei provvedimenti adottati dal G.D. in sostituzione del comitato dei creditori

18 Dicembre 2012 | di Roberto Amatore

Tribunale di Milano

Giudice delegato

Nel caso in cui il provvedimento adottato dal Giudice Delegato sia stato emesso nell’esercizio dei poteri di surrogazione previsti dall’art. 41, comma 4, l. fall., sostituendosi pertanto al comitato dei creditori, il regime impugnatorio applicabile è quello previsto dall’art. 36 l. fall. contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori e non già quello di cui all’art. 26, medesima legge, per gli atti del Giudice Delegato, prevalendo pertanto il profilo funzionale del potere esercitato sul diverso profilo soggettivo dell’organo che ha esercitato il potere stesso e non potendosi far discendere dall’esercizio in surroga di un potere una diversa disciplina del regime delle relative impugnazioni.

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Finanza interinale nel concordato con riserva

06 Dicembre 2012 | di Roberto Bonsignore

Tribunale di Treviso

Finanziamenti nelle procedure concorsuali

È generica e quindi inammissibile l’istanza di autorizzazione a contrarre finanziamenti ove manchino gli elementi da cui desumere la ragionevolezza dell’aggravamento dell’esposizione debitoria in funzione del complessivo impianto del piano di concordato in elaborazione, nemmeno delineato nelle sue linee essenziali.

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Limiti alla reclamabilità dell’autorizzazione ad agire concessa al Curatore e conseguenze per le iniziative processuali strumentali

04 Dicembre 2012 | di Paolo Bosticco

Tribunale di Roma

Azioni che derivano dal fallimento

La controparte del fallimento nel contenzioso avviato dalla procedura non è legittimata, per difetto di interesse, a reclamare avverso il decreto autorizzativo dell’azione.

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Natura e requisiti dei provvedimenti cautelari o conservativi previsti dall’art. 15, comma 8, l. fall.

29 Novembre 2012 | di Luigi Carlo Ravarini

Tribunale di Napoli

Misure cautelari reali

Per la concessione da parte del Tribunale, in sede di istruttoria prefallimentare, di provvedimenti cautelari o conservativi è necessario che l’istante (sia esso il creditore, il P.M. o lo stesso debitore) fornisca la prova dell’esistenza in concreto di entrambi i requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora, non essendo possibile limitarsi ad un generico richiamo ad una situazione di pericolo, con riferimento a fatti dispositivi del patrimonio del debitore già intervenuti.

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Privilegiati e chirografari insoddisfatti nel concordato fallimentare e limiti del diritto al dissenso

27 Novembre 2012 | di Edoardo Staunovo Polacco

Tribunale di Udine

Soddisfazione non integrale dei creditori con prelazione: condizioni

Il creditore privilegiato del quale la proposta concordataria (senza formazione di classi) non preveda l’integrale pagamento ha l’onere, qualora intenda contestare la relazione di stima del bene sul quale insiste la prelazione (relazione, nella specie, non depositata), di censurare la mancata formazione delle classi; la doglianza relativa alla relazione, infatti, può essere presa in considerazione soltanto nell’ambito della valutazione, demandata al tribunale, in ordine alla praticabilità di alternative idonee ad assicurare una percentuale più elevata di soddisfazione dei crediti, sempreché la proposta concordataria sia stata approvata con il dissenso di una o più classi di creditori e risultino opposizioni di uno o più creditori dissenzienti.

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Il soddisfacimento non integrale dei creditori privilegiati nel concordato preventivo

22 Novembre 2012 | di Federica Commisso

Tribunale di Roma

Soddisfazione non integrale dei creditori con prelazione: condizioni

E’ inammissibile la proposta di concordato preventivo che prevede il soddisfacimento in percentuale dei crediti privilegiati dell’erario, e dei creditori chirografari in misura minore, in mancanza di una transazione fiscale approvata e di immissione di nuova finanza.

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