Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il sindacato dell’autorità giudiziaria sulla corretta formazione delle classi

17 Gennaio 2012 | di Maurizio Orlando

Tribunale di Messina

Classi e categorie di creditori

Ove all’interno di una classe figurino creditori portatori di interessi non omogenei e di peso economico significativo, i creditori dissenzienti con minor peso economico sono irrimediabilmente pregiudicati dal diritto di contestare in sede omologazione la convenienza della proposta.

Leggi dopo

Gli effetti costitutivi della sentenza revocatoria in relazione alla condanna alle restituzioni e ai pagamenti

10 Gennaio 2012 | di Roberto Amatore

Tribunale di Milano

Azione revocatoria fallimentare

Ai sensi del novellato art. 70, commi 2 e 3, l. fall., una volta che l’accipiens convenuto in revocatoria abbia restituito alla massa le somme ricevute, può disporsi l’ammissione al passivo del suo credito, inefficacemente estinto dal pagamento revocato,  con la clausola di riserva, quale credito condizionale, in attesa della definitività della sentenza di revoca.

Leggi dopo

Richiesta rimessione a SS.UU. sull’ineffabile ma ineludibile contrasto sulla sindacabilità nel merito del concordato preventivo

09 Gennaio 2012 | di Filippo Lamanna

Cass. Civ.

Omologazione della proposta di concordato

Va rimessa al Primo Presidente della S. Corte di Cassazione la valutazione sull'opportunità di rimettere eventualmente alle SS.UU. la soluzione del contrasto emerso tra alcune sentenze della stessa S. Corte in ordine: a) alla sindacabilità del merito della proposta di concordato (sia preventivo che fallimentare) e quindi della fattibilità del piano, tanto in sede di giudizio di ammissione alla procedura, quanto nella successiva fase del giudizio di omologazione; b) al se, e in quale misura, l'eventuale non fattibilità del piano concordatario si traduca in un'impossibilità dell'oggetto del concordato; c) al se sia necessaria ed impegnativa l'indicazione della percentuale dei creditori chirografari che si prevede possano essere soddisfatti.

Leggi dopo

Ambito dell’automatic stay e contenuto essenziale dell’ADR

04 Gennaio 2012 | di Federico Rolfi

Corte d'Appello di Milano

Automatic stay

Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive derivante dalla pubblicazione nel registro delle imprese della proposta di accordo di ristrutturazione (ADR) con contestuale istanza di concessione dell'inibitoria ai sensi dell'art. 182-bis, comma 6, l. fall. non si estende ai procedimenti per dichiarazione di fallimento. La contemporanea pendenza di questi ultimi con un procedimento ex art. 182-bis, comma 6, l. fall., tuttavia, rende opportuna la trattazione congiunta di tutti i procedimenti anche perché la valutazione della proposta di accordo di ristrutturazione può incidere sulla valutazione dello stato di insolvenza. Poiché, però, deve ritenersi radicalmente inammissibile una proposta di accordo che non sia accompagnata dalla documentazione indicata dalla legge, legittimamente il tribunale può procedere alla declaratoria di fallimento dell'impresa, senza neppure convocare il contraddittorio sull'istanza ex art. 182-bis, comma 6, l. fall.

Leggi dopo

La modifica sostanziale della proposta, il sovraprezzo come “risorsa esterna” e le regole del suo impiego

22 Dicembre 2011 | di Luigi Amerigo Bottai

Tribunale di Milano

Modifica della proposta di concordato

La modificazione della proposta di concordato preventivo deve essere qualificata come nuova proposta, da sottoporre al Tribunale per tutte le verifiche previste dagli artt. 160 e segg. l. fall., allorché diversi (rispetto all’originario piano concordatario) si presentino i mezzi attraverso i quali soddisfare i crediti o quando si prevedano pagamenti solo parziali dei creditori privilegiati e/o differente suddivisione in classi del ceto creditorio.

Leggi dopo

Trasferimento fittizio di sede legale e giurisdizione competente

21 Dicembre 2011 | di Dario Spadavecchia

Tribunale di Torino

Procedura principale e secondaria

La competenza ad aprire la procedura di insolvenza di un' impresa avente sede in uno Stato membro della UE spetta ai giudici dello Stato in cui è situato il centro degli interessi del debitore. Ove anteriormente all’istanza di fallimento la società abbia trasferito all’estero la propria sede legale, con conseguente cancellazione dal Registro delle Imprese, e tale trasferimento appaia fittizio, permane la giurisdizione del Giudice del paese originario. L’onere della prova del carattere fittizio del trasferimento verte in capo al creditore istante (massima).

Leggi dopo

Dichiarazione di fallimento: la giurisdizione italiana in caso di trasferimento della sede sociale del debitore all'estero

21 Dicembre 2011 | di Vincenzo Palladino

Cass. Civ.

Giurisdizione e competenza

Conclusosi, in primo grado, il procedimento per la dichiarazione di fallimento, in relazione al quale siano stati proposti i ricorsi per regolamento preventivo di giurisdizione, ed in pendenza di tali ricorsi, con la dichiarazione di fallimento della società e la conseguente nomina del curatore, e proposti gli stessi ricorsi dalla società fallita e dal suo ex legale rappresentante, il curatore, divenuto medio tempore parte, può intervenire nel giudizio per regolamento ed interloquire sulle questioni concernenti l’ammissibilità e la procedibilità del ricorso, prospettabili a seguito della intervenuta sentenza dichiarativa di fallimento.

Leggi dopo

Oltre Eurofood: caso Interedil, prevalenza diritto UE e rafforzata presunzione di coincidenza del COMI con sede statutaria

19 Dicembre 2011 | di Giorgio Corno

Corte di Giustizia UE

Centro degli interessi principali

La nozione di «centro degli interessi principali» del debitore (“COMI”), di cui all’art. 3, n. 1, del Regolamento (CE) del Consiglio 29 maggio 2000, n. 1346, relativo ad alcuni aspetti delle procedure d’insolvenza, deve essere interpretata - in assenza di una specifica definizione contenuta all’interno del regolamento - con esclusivo riferimento al diritto dell’Unione, privilegiandosi il luogo dell’amministrazione principale della società debitrice, determinabile sulla base di elementi oggettivi e riconoscibili dai terzi.

Leggi dopo

Credito del concedente in leasing in caso di bene non reperito dal curatore

15 Dicembre 2011 | di Marco Terenghi

Tribunale di Treviso

Leasing

Qualora, dopo lo scioglimento del Curatore dal contratto di leasing, il bene che ne è oggetto non venga restituito al concedente, costui ha diritto ad insinuarsi per un credito pari al controvalore del bene calcolato alla data del fallimento (massima).

Leggi dopo

Diritto di voto dei creditori postergati

09 Dicembre 2011 | di Luca Mandrioli

Tribunale di Milano

Postergazione

Nell’ambito della procedura di concordato preventivo i creditori postergati in forza del disposto dell’art. 2467 c.c. ovvero di un accordo di postergazione volontaria sono privi del diritto di voto, sicché la classe dagli stessi formata è dotata di carattere meramente apparente, potendo essere considerata tale esclusivamente sotto il profilo descrittivo.

Leggi dopo

Pagine