Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Domanda di concordato con riserva in pendenza di un procedimento prefallimentare: limiti del sindacato e poteri del Tribunale

16 Ottobre 2012 | di Mauro Vitiello

Tribunale di Velletri

Domanda di concordato

Presentata la domanda di concordato "con riserva", il tribunale è chiamato a verificare l'esistenza dei "presupposti di validità della domanda"; da ciò discende l'ammissibilità di un'eventuale attività istruttoria, se pur limitata all'acquisizione dei documenti e delle informazioni pertinenti con l'accertamento da compiere.

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Contestazioni del debitore sull'ammontare dei crediti nel concordato preventivo

12 Ottobre 2012 | di Salvo Leuzzi

Tribunale di Milano

Votazione nelle procedure concorsuali e adunanza dei creditori

Sono inammissibili le contestazioni sull'ammontare dei crediti ammessi al voto nel concordato preventivo, ove siano fatte valere dopo l'adunanza dei creditori, senza che, in detta sede, il giudice delegato sia stato chiamato a pronunciarsi al riguardo.

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Condizioni necessarie e sufficienti per ottenere il beneficio dell’esdebitazione

09 Ottobre 2012 | di Simona Brambilla

Tribunale di Treviso

Esdebitazione

Quanto alle condizioni oggettive, fondamentale è la chiusura del fallimento con la soddisfazione parziale dei creditori concorsuali. L’assenza di un pagamento, seppur in minima parte, a favore di tutti i creditori concorsuali, rende impossibile concedere l’esdebitazione. Questa condizione è dettata dal fatto che la disciplina dell’esdebitazione è applicabile non all’intero debito contratto dal fallito, ma solo alla parte di esso rimasta insoddisfatta dopo la chiusura del fallimento.

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I limiti probatori cui è soggetto il Curatore che agisce in giudizio per la simulazione del contratto stipulato dall’imprenditore

04 Ottobre 2012 | di Adolfo Ceccarini

Tribunale di Latina

Curatore fallimentare: ruolo e funzioni

Il Curatore fallimentare, il quale, con riguardo ad atti di alienazione del fallito, eserciti l’azione di simulazione al fine della ricostruzione delle preesistenti garanzie patrimoniali e del migliore soddisfacimento dei crediti ammessi, cumula, con la rappresentanza del fallito ex art. 43 l. fall., anche la legittimazione che la legge attribuisce ai creditori del simulato alienante ex art. 1416, comma 2, c.c., con la conseguenza che, agendo egli come “terzo”, può fornire la prova della simulazione, ai sensi dell’art. 1417 c.c., anche mediante presunzioni, le quali sono ammissibili ogni qualvolta è ammessa la prova testimoniale.

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Il pagamento di una fattura non costituisce subentro nel contratto di somministrazione da parte del commissario straordinario

02 Ottobre 2012 | di Alessandro Lendvai

Tribunale di Busto Arsizio

Amministrazione straordinaria: disciplina generale

In tema di amministrazione straordinaria, il subentro del commissario straordinario in un contratto di somministrazione pendente comporta il rigetto nel merito dell’eventuale azione revocatoria dei pagamenti delle forniture pregresse proposta ai sensi dell’art. 67, comma 2, l. fall. e non l’inammissibilità della domanda.

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Dichiarazione di fallimento in pendenza di ricorso per concordato preventivo con nomina di curatore collegiale

25 Settembre 2012 | di Melania Ranieli

Tribunale di Torre Annunziata

Consecuzione di procedure

Il deposito in cancelleria di una domanda per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo non legittima la sospensione della procedura fallimentare, né impone di valutare l’ammissibilità alla procedura concordataria prima di dichiarare il fallimento.

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L’inapplicabilità della prededuzione ai crediti professionali

24 Settembre 2012 | di Luca La Cava

Cass. Civ.

Prededuzione

L'opera intellettuale prestata dal difensore, se valutata di nessuna utilità per la massa dei creditori e prestata in condizioni che sin dall'inizio non consentivano nessun salvataggio dell'impresa, non consente l'ammissione del credito professionale in prededuzione (la Corte si è così pronunciata sull'opposizione allo stato passivo presentata da un avvocato al fine di ottenere l'ammissione con il rango della prededucibilità di un credito per prestazioni professionali effettuate per la consulenza extragiudiziale e l'assistenza del debitore nell'ambito di una procedura di concordato preventivo, compreso il procedimento per la revoca dell'ammissione al concordato. La Corte ha negato l'ammissione in prededuzione del credito per prestazioni professionali, poiché tali attività professionali erano state svolte nell'esclusivo interesse della persona fisica dell'amministratore e non dei creditori, rivelandosi peraltro inutili se non dannose per la massa fallimentare).

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Concordato preventivo e gruppi d’imprese: cessione e diversione di beni, e attestazioni condizionate

21 Settembre 2012 | di Danilo Galletti

Tribunale di Roma

Gruppi di società

È inammissibile la proposta di concordato che pianifichi la destinazione di parte del ricavato della cessione degli attivi concordatari al soddisfacimento dei creditori di altra società appartenente al medesimo gruppo societario, in quanto contraria alla norma imperativa, di ordine pubblico, di cui all’art. 2740 c.c., a nulla valendo la prospettazione di pretesi vantaggi compensativi.

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La bancarotta nel concordato preventivo. Attuale vigenza della norma incriminatrice ed esercizio anticipato dell’azione penale

20 Settembre 2012 | di Paola Filippi

Cass. Pen.

Reati fallimentari

La fattispecie penale di cui all’art. 236, comma 2, n. 1, l. fall., che estende agli amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società le incriminazione di cui agli artt. 223 e 224 l. fall., non ha subito modifiche per effetto della riforma.

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Ancora sull'inesperibilità della revocatoria avverso un fallimento

17 Settembre 2012 | di Giorgio Jachia

Cass. Civ.

Azione revocatoria fallimentare

Il combinato disposto degli artt. 24 e 52 l. fall. implica che il tribunale da cui è stato dichiarato il fallimento del debitore che ha compiuto l'atto pregiudizievole ai creditori, per il quale si prospetti un'azione di revoca ex art. 67 l. fall., resta il solo competente a decidere l'inefficacia o meno dell'atto, mentre le successive e consequenziali pronunzie di restituzione competono al tribunale che ha dichiarato il fallimento del beneficiario del pagamento revocato, secondo le modalità stabilite per l'accertamento del passivo e dei diritti dei terzi; in ogni caso, la cristallizzazione della massa passiva alla data di apertura del concorso ed il carattere costitutivo dell'azione revocatoria non ne permettono l'esperimento contro un fallimento, dopo la sua pronuncia, conseguendone l'annullamento della eventuale ammissione al passivo in cui la domanda si sia trasfusa.

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