Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Funzione del Pubblico Ministero e limiti di attivazione per la dichiarazione dello stato di insolvenza

06 Luglio 2012 | di Maria Grazia Sirna

Tribunale di Napoli

Dichiarazione di fallimento

Il Pubblico Ministero è legittimato a proporre richiesta di fallimento nel caso, collegato alla sua funzione tipica, in cui abbia attinto la notitia decoctionis dalle indagini assunte nell’ambito di un procedimento penale pendente o, in alternativa, se l’abbia desunta dalla condotta dell’imprenditore estrinsecatasi nei fatti tipizzati dall’art. 7 l. fall., non necessariamente integranti ipotesi di reato, verificati anche al di fuori ed a prescindere dalla pendenza di un procedimento penale.

Leggi dopo

Trasferimento della sede all’estero: sussiste la giurisdizione italiana fino all’iscrizione nel Registro delle imprese straniero

05 Luglio 2012 | di Monica Pereno

Tribunale di Torino

Giurisdizione e competenza

Agli effetti dell’art. 9, comma 5, l. fall., in forza del cui disposto il trasferimento della sede dell’impresa all’estero non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana se è avvenuto dopo il deposito dell’istanza di fallimento, è necessario che il trasferimento della sede legale dell’impresa debitrice sia stato perfezionato con l’iscrizione dell’impresa nel registro delle imprese del Paese straniero, permanendo sino a tale iscrizione lo status giuridico di impresa italiana, e non essendo sufficiente la mera delibera di trasferimento, ancorché depositata presso il Registro delle imprese italiano in epoca anteriore al deposito dell’istanza di fallimento.

Leggi dopo

Problemi applicativi circa il superamento della soglia minima di fallibilità di cui all’art. 15, ultimo comma, l. fall.

03 Luglio 2012 | di Barbara Rovati

Corte d'appello di Firenze

Soglie di fallibilità

È ben vero che il creditore può rifiutare un pagamento parziale, ma tale suo diritto non può espandersi fino a far dichiarare, a seguito di tale rifiuto, il fallimento del debitore il quale dimostri, seriamente (e il suo deposito banco iudicis di assegni circolari assolve a tale onere), di non versare in stato di insolvenza, ma, semmai, in una temporanea difficoltà di far fronte, per intero, alle sue obbligazioni (nella specie, il rifiuto del pagamento, che ben avrebbe potuto avvenire con riserva di procedere per il residuo, atteneva alla parte più consistente del credito, che era anche quella originaria sulla quale si fondava l’istanza di fallimento, evidenziando un inadempimento per una frazione che andava a collocarsi ampiamente al di sotto del limite ex art. 15 l. fall.).

Leggi dopo

Leasing: ammissione del credito del concedente prima che il bene sia nuovamente collocato sul mercato

29 Giugno 2012 | di Davide Lambicchi

Tribunale di Milano

Leasing

In caso di fallimento dell’utilizzatore e scioglimento del contratto di leasing, quando il bene non sia ancora stato ricollocato sul mercato, il credito della società di leasing può essere ammesso al passivo in via condizionata, per un importo pari alla somma delle rate scadute e non pagate, dei relativi interessi anche di mora fino al fallimento, e dell’eventuale differenza tra il credito per capitale residuo - tale dovendosi intendere il capitale compreso nelle sole rate con scadenza successiva al fallimento - ed il minor valore di collocazione del bene sul mercato.

Leggi dopo

Concordato preventivo della fondazione esercente attività d’impresa e poteri del Tribunale nella disciplina della liquidazione

26 Giugno 2012 | di Giuseppina Ivone, Francesco Macario

Tribunale di Milano

Concordato preventivo: disciplina generale

L’omologazione del concordato preventivo proposto da una fondazione esercente un’impresa commerciale (nella specie, Fondazione Centro San Raffaele Del Monte Tabor, con attività sanitaria, assistenziale e di ricerca scientifica) determina l’estinzione dell’ente, con la liquidazione dei beni e delle attività oggetto di cessione ai creditori soggetta alle norme della legge fallimentare.

Leggi dopo

Titolarità di un fondo comune di investimento immobiliare e sua (non) rivendicabilità

22 Giugno 2012 | di Giacomo Pescatore

Tribunale di Milano

Opposizione al passivo

I partecipanti al fondo sono titolari, sostanzialmente, dei diritti sui beni conferiti nel fondo, la cui titolarità formale spetta tuttavia alla SGR che in quel momento gestisce il fondo, con la conseguenza che essi vantano unicamente un diritto di credito al valore residuo della quota, all’esito della liquidazione del fondo e del pagamento dei creditori.

Leggi dopo

La cessione di ramo di azienda: il confine tra scelta gestoria lecita e bancarotta per distrazione

21 Giugno 2012 | di Fabrizio D’Arcangelo

Cass. Pen.

Cessione di ramo d'azienda

Integra il delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione la cessione del ramo di azienda quando la perdita della disponibilità del cespite privi l'impresa non soltanto di una porzione di ricchezza, ma anche della capacità di perseguire utilmente l'oggetto sociale.

Leggi dopo

Abrogazione della dichiarazione d'ufficio di fallimento: sollevata la questione di legittimità costituzionale

18 Giugno 2012 | di Danilo Galletti

Tribunale di Milano

Dichiarazione di fallimento

E’ rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all’art. 77 della Costituzione e al tenore letterale logico della legge delega (art. 1, commi 5 e 6, l. n. 80/2005), la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 D. Lgs. n. 5/2006, nella parte in cui tale norma ha cancellato dal primo comma dell’art. 6 R.D. 16 marzo 1942 n. 267 l’inciso “oppure d’ufficio”.

Leggi dopo

Società in mano pubblica esercente servizio pubblico e procedure concorsuali

15 Giugno 2012 | di Giacomo D'Attorre

Tribunale di S.M. Capua Vetere

Società a partecipazione pubblica

Una società per azioni partecipata interamente da enti pubblici locali ed avente ad oggetto il servizio pubblico del trasporto su gomma rimane un soggetto giuridico privato, terzo rispetto agli enti pubblici che la partecipano, e non può beneficiare della causa di esenzione dal fallimento prevista dall’art. 1, comma 1, l.fall. per gli enti pubblici.

Leggi dopo

Poteri del G.D. in sostituzione del comitato dei creditori e cognizione del collegio in sede di reclamo. Insussistenza di un conflitto d’interessi nella votazione concordataria

11 Giugno 2012 | di Andrea Govi

Tribunale di Monza

Votazione nelle procedure concorsuali e adunanza dei creditori

Il provvedimento reso dal giudice delegato ai sensi dell’art. 41, comma 4, l. fall., in sostituzione del comitato dei creditori, è attratto al regime proprio degli atti del magistrato e non dell’organo gestorio, pertanto soggetto al reclamo ai sensi dell’art. 26 l. fall. per ragioni sia di legittimità sia di merito, non applicandosi il limite della violazione di legge ai sensi dell’art. 36.

Leggi dopo

Pagine