Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Aspetti del principio dispositivo nella formazione dello stato passivo

22 Marzo 2012 | di Giorgio Jachia

Tribunale di Treviso

Opposizione al passivo

Il creditore opponente, perché escluso o ammesso parzialmente al passivo, deve provare i fatti costitutivi del proprio diritto, non riconosciuto dal giudice delegato, precisando nel ricorso i mezzi di prova ed allegando fisicamente i documenti di cui vuole avvalersi. (massima)

Leggi dopo

Proposta di concordato con cessione parziale dei beni del debitore con e senza continuità

21 Marzo 2012 | di Mauro Vitiello

Tribunale di Arezzo

Concordato con cessione dei beni

Nel concordato di natura liquidatoria non è ammissibile che il soddisfacimento dei creditori sia realizzabile con una proposta di cessione meramente parziale dei beni del debitore, essendo tale forma di proposta riservata alle ipotesi in cui il piano preveda che le attività non cedute possano servire per proseguire l'attività di impresa e quindi generare risorse per il soddisfacimento dei creditori.

Leggi dopo

Limiti della legittimazione attiva della Procura ad esercitare l’azione ex artt. 6 e 7, n. 1, l. fall.

15 Marzo 2012 | di Dario Spadavecchia

Corte d'Appello di Torino

Pubblico ministero

L’iniziativa del Pubblico Ministero per la dichiarazione di fallimento, qualora l’insolvenza emerga nel corso di un procedimento penale, risulta legittimamente esercitata ai sensi degli artt. 6 e 7 n. 1 l. fall. essendo espressione di un principio generale non circoscritto alle fattispecie di cui alla seconda parte dell’art. 7 n. 1 l. fall.

Leggi dopo

Fallimento di società commerciali e legittimazione attiva del P.M. ex artt. 6 e 7, n. 1, l. fall.

15 Marzo 2012 | di Walter Mapelli

Corte d'Appello di Milano

Dichiarazione di fallimento

L’iniziativa del Pubblico Ministero per la dichiarazione di fallimento di una società commerciale risulta legittimamente esercitata ai sensi degli artt. 6 e 7, n. 1, l. fall. qualora l’insolvenza emerga nel corso di un procedimento penale a carico di una persona fisica, non potendo intendersi limitata la sua legittimazione al solo caso in cui vi sia identità soggettiva tra l’imputato di un procedimento penale rispetto al quale emerga lo stato d’insolvenza e la persona fisica (imprenditore individuale) di cui si chieda il fallimento.

Leggi dopo

Dichiarazione di fallimento: natura del termine di convocazione del debitore

13 Marzo 2012 | di Marco Terenghi

Cass. Civ.

Dichiarazione di fallimento

Deve ritenersi ammissibile il ricorso per cassazione proposto dal curatore contro la sentenza che ha revocato il fallimento, poiché quest’ultimo viene meno, con la conseguente decadenza dei suoi organi, soltanto con il passaggio in giudicato della sentenza di revoca, salva la verifica nel singolo caso, ai sensi dell’art. 100 c.p.c., dell’interesse dello stesso curatore ad agire o a contraddire.

Leggi dopo

La richiesta di revoca del concordato per atti di frode e mancata suddivisione dei creditori in classi

09 Marzo 2012 | di Guido Bonfante, Michele Vigna

Tribunale di Milano

Revoca dell'ammissione al concordato preventivo

L’omessa comunicazione di fatti di mala gestio, giustificanti l’esercizio di azioni risarcitorie, non costituisce ai sensi dell’art. 173 l. fall. atto di frode in assenza di un danno effettivo alle ragioni della società e/o dei terzi creditori e qualora il risarcimento da responsabilità gestoria sia qualificabile solo come attività potenziale.

Leggi dopo

Decorrenza del termine annuale ex artt. 137 e 186 l. fall. per la richiesta di risoluzione del concordato

07 Marzo 2012 | di Roberto Amatore

Cass. Civ.

Risoluzione e annullamento del concordato

Nel caso in cui non sia stata fissata, nel concordato, la data di scadenza dell'ultimo pagamento, costituente, ai sensi degli artt. 137 e 186 l. fall, il dies a quo della decorrenza del termine annuale entro cui può richiedersi la risoluzione del concordato, questo termine decorre dall'esaurimento delle operazioni di liquidazione, che si compiono non soltanto con la vendita dei beni dell'imprenditore, nonché con la predisposizione e comunicazione del piano di riparto, ma anche con gli effettivi pagamenti, compresi quelli conseguenti ad eventuali sopravvenienze attive.

Leggi dopo

Note minime sul regresso nel fallimento

05 Marzo 2012 | di Giorgio Lener

Tribunale di Messina

Regresso

Il credito di regresso tra i fallimenti dei soci sorge per effetto del pagamento in eccedenza rispetto alla quota di partecipazione alla società ed è credito concorsuale, secondo il combinato disposto degli artt. 148, comma 3, e 61, comma 2, l. fall.

Leggi dopo

Competenza a decidere sulla domanda di ATP proposta verso il fallito e i suoi garanti

01 Marzo 2012 | di Filippo Lamanna, Giorgio Jachia

Tribunale di Napoli

Giudice delegato

L’istanza di accertamento tecnico preventivo proposta ai sensi dell’art. 696 c.p.c. verso un imprenditore già dichiarato fallito è di competenza del Giudice fallimentare anche quando non sia stata ancora depositata dal ricorrente una domanda di insinuazione al passivo, se tale accertamento possa comunque considerarsi funzionale a quest’ultima. Tale competenza attrae anche la richiesta di ATP proposta verso i garanti del fallito, che sia funzionale alla proposizione di successive domande ordinarie (extraconcorsuali) nei loro confronti.

Leggi dopo

Bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte

29 Febbraio 2012 | di Massimiliano Lanzi

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Tra le fattispecie di bancarotta fraudolenta ex art. 216 l. fall. e di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ex art. 11 D. Lgs. 74 del 2000 non sussiste rapporto di specialità, né può applicarsi la disciplina del reato complesso ex art. 84 c.p. Ne consegue che, qualora un medesimo fatto integri entrambe le fattispecie, non si verifica un conflitto apparente di norme, bensì un concorso di reati (massima).

Leggi dopo

Pagine