Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

L’omologazione degli accordi di ristrutturazione tra rito e merito

09 Febbraio 2012 | di Federico Rolfi

Tribunale di Bologna

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

La società esercente attività di intermediazione finanziaria ai sensi dell’art. 113 d.lgs. n. 385 del 1993 - anche se in Amministrazione Straordinaria - può avvalersi, come strumento di risoluzione della crisi, dell'accordo di ristrutturazione, senza che a ciò osti il disposto di cui all'art. 57 d.lgs. n. 58 del 1998 (o la previsione affine stabilita per le banche dall'art. 80 d.lgs. n. 385 del 1993). Ciò in quanto una molteplicità di caratteri (assenza sia di una fase di ammissione e di un provvedimento di apertura, sia di organi concorsuali, sia dello spossessamento o limitazione dei poteri di direzione e gestione; vincolatività dell'accordo soltanto per i creditori aderenti; disapplicazione del principio di concorsualità e della par condicio creditorum) induce a ritenere che l'accordo di ristrutturazione non sia riconducibile nell'ambito delle procedure concorsuali, ed abbia natura privatistica.

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Consorzi "stabili" e lavori endofallimentari

08 Febbraio 2012 | di Danilo Galletti

Tribunale di Treviso

Consorzi e società consortili

L’impresa consorziata, aderente a consorzio stabile che partecipi ai pubblici appalti, è titolare di un mero credito concorsuale, e non già prededucibile, per i lavori svolti dopo l’apertura del concorso, assegnati alla stessa dal consorzio fallito (massima).

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Estensione di una procedura di insolvenza e competenza giurisdizionale nel Reg. CE n. 1346 del 2000

02 Febbraio 2012 | di Marco Farina

Corte di Giustizia UE

Procedura principale e secondaria

Il regolamento (CE) del Consiglio 29 maggio 2000, n. 1346, relativo alle procedure di insolvenza, deve essere interpretato nel senso che il Giudice di uno Stato membro che ha avviato una procedura principale di insolvenza nei confronti di una società, considerando che il centro degli interessi principali della stessa sia situato sul territorio di tale Stato, può estendere, in applicazione di una norma del suo diritto nazionale, tale procedura ad una seconda società, la cui sede statutaria sia situata in un altro Stato membro, soltanto a condizione che sia dimostrato che il centro degli interessi principali di quest’ultima si trova nel primo Stato membro.

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Revocatoria fallimentare e pagamento nei termini d’uso

31 Gennaio 2012 | di Valentino Lenoci

Tribunale di Milano

Azione revocatoria fallimentare

Ai fini dell’individuazione dei pagamenti nei termini d’uso, che sono esentati dall’azione revocatoria ai sensi dell’art. 67, comma 3, lett. a), l. fall., deve farsi riferimento sia alle modalità solutorie, che ai tempi di pagamento che risultino abitualmente utilizzati - già nei pregressi rapporti - fra il fallito e il convenuto in revocatoria, oppure, in mancanza di una particolare consuetudine invalsa inter partes o in presenza di atti di pagamento unici o sporadici, che risultino abitualmente utilizzati dai comuni contraenti nell’adempimento di rapporti negoziali posti in essere nell’esercizio normale dell'attività d'impresa.

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L’opposizione all’omologa del concordato preventivo e l’accertamento del credito

23 Gennaio 2012 | di Marco Badellino, Nicola Bottero

Tribunale di Torino

Omologazione della proposta di concordato

Il termine per la costituzione nel giudizio di omologa di un concordato preventivo previsto dall’art. 180, comma 2, l. fall. non ha natura perentoria, con la conseguenza che l’opposizione depositata da un creditore dissenziente in sede di udienza dev’essere considerata ammissibile.

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Il sindacato dell’autorità giudiziaria sulla corretta formazione delle classi

17 Gennaio 2012 | di Maurizio Orlando

Tribunale di Messina

Classi e categorie di creditori

Ove all’interno di una classe figurino creditori portatori di interessi non omogenei e di peso economico significativo, i creditori dissenzienti con minor peso economico sono irrimediabilmente pregiudicati dal diritto di contestare in sede omologazione la convenienza della proposta.

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Gli effetti costitutivi della sentenza revocatoria in relazione alla condanna alle restituzioni e ai pagamenti

10 Gennaio 2012 | di Roberto Amatore

Tribunale di Milano

Azione revocatoria fallimentare

Ai sensi del novellato art. 70, commi 2 e 3, l. fall., una volta che l’accipiens convenuto in revocatoria abbia restituito alla massa le somme ricevute, può disporsi l’ammissione al passivo del suo credito, inefficacemente estinto dal pagamento revocato,  con la clausola di riserva, quale credito condizionale, in attesa della definitività della sentenza di revoca.

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Richiesta rimessione a SS.UU. sull’ineffabile ma ineludibile contrasto sulla sindacabilità nel merito del concordato preventivo

09 Gennaio 2012 | di Filippo Lamanna

Cass. Civ.

Omologazione della proposta di concordato

Va rimessa al Primo Presidente della S. Corte di Cassazione la valutazione sull'opportunità di rimettere eventualmente alle SS.UU. la soluzione del contrasto emerso tra alcune sentenze della stessa S. Corte in ordine: a) alla sindacabilità del merito della proposta di concordato (sia preventivo che fallimentare) e quindi della fattibilità del piano, tanto in sede di giudizio di ammissione alla procedura, quanto nella successiva fase del giudizio di omologazione; b) al se, e in quale misura, l'eventuale non fattibilità del piano concordatario si traduca in un'impossibilità dell'oggetto del concordato; c) al se sia necessaria ed impegnativa l'indicazione della percentuale dei creditori chirografari che si prevede possano essere soddisfatti.

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Ambito dell’automatic stay e contenuto essenziale dell’ADR

04 Gennaio 2012 | di Federico Rolfi

Corte d'Appello di Milano

Automatic stay

Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive derivante dalla pubblicazione nel registro delle imprese della proposta di accordo di ristrutturazione (ADR) con contestuale istanza di concessione dell'inibitoria ai sensi dell'art. 182-bis, comma 6, l. fall. non si estende ai procedimenti per dichiarazione di fallimento. La contemporanea pendenza di questi ultimi con un procedimento ex art. 182-bis, comma 6, l. fall., tuttavia, rende opportuna la trattazione congiunta di tutti i procedimenti anche perché la valutazione della proposta di accordo di ristrutturazione può incidere sulla valutazione dello stato di insolvenza. Poiché, però, deve ritenersi radicalmente inammissibile una proposta di accordo che non sia accompagnata dalla documentazione indicata dalla legge, legittimamente il tribunale può procedere alla declaratoria di fallimento dell'impresa, senza neppure convocare il contraddittorio sull'istanza ex art. 182-bis, comma 6, l. fall.

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La modifica sostanziale della proposta, il sovraprezzo come “risorsa esterna” e le regole del suo impiego

22 Dicembre 2011 | di Luigi Amerigo Bottai

Tribunale di Milano

Modifica della proposta di concordato

La modificazione della proposta di concordato preventivo deve essere qualificata come nuova proposta, da sottoporre al Tribunale per tutte le verifiche previste dagli artt. 160 e segg. l. fall., allorché diversi (rispetto all’originario piano concordatario) si presentino i mezzi attraverso i quali soddisfare i crediti o quando si prevedano pagamenti solo parziali dei creditori privilegiati e/o differente suddivisione in classi del ceto creditorio.

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