Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La richiesta di revoca del concordato per atti di frode e mancata suddivisione dei creditori in classi

09 Marzo 2012 | di Guido Bonfante, Michele Vigna

Tribunale di Milano

Revoca dell'ammissione al concordato preventivo

L’omessa comunicazione di fatti di mala gestio, giustificanti l’esercizio di azioni risarcitorie, non costituisce ai sensi dell’art. 173 l. fall. atto di frode in assenza di un danno effettivo alle ragioni della società e/o dei terzi creditori e qualora il risarcimento da responsabilità gestoria sia qualificabile solo come attività potenziale.

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Decorrenza del termine annuale ex artt. 137 e 186 l. fall. per la richiesta di risoluzione del concordato

07 Marzo 2012 | di Roberto Amatore

Cass. Civ.

Risoluzione e annullamento del concordato

Nel caso in cui non sia stata fissata, nel concordato, la data di scadenza dell'ultimo pagamento, costituente, ai sensi degli artt. 137 e 186 l. fall, il dies a quo della decorrenza del termine annuale entro cui può richiedersi la risoluzione del concordato, questo termine decorre dall'esaurimento delle operazioni di liquidazione, che si compiono non soltanto con la vendita dei beni dell'imprenditore, nonché con la predisposizione e comunicazione del piano di riparto, ma anche con gli effettivi pagamenti, compresi quelli conseguenti ad eventuali sopravvenienze attive.

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Note minime sul regresso nel fallimento

05 Marzo 2012 | di Giorgio Lener

Tribunale di Messina

Regresso

Il credito di regresso tra i fallimenti dei soci sorge per effetto del pagamento in eccedenza rispetto alla quota di partecipazione alla società ed è credito concorsuale, secondo il combinato disposto degli artt. 148, comma 3, e 61, comma 2, l. fall.

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Competenza a decidere sulla domanda di ATP proposta verso il fallito e i suoi garanti

01 Marzo 2012 | di Filippo Lamanna, Giorgio Jachia

Tribunale di Napoli

Giudice delegato

L’istanza di accertamento tecnico preventivo proposta ai sensi dell’art. 696 c.p.c. verso un imprenditore già dichiarato fallito è di competenza del Giudice fallimentare anche quando non sia stata ancora depositata dal ricorrente una domanda di insinuazione al passivo, se tale accertamento possa comunque considerarsi funzionale a quest’ultima. Tale competenza attrae anche la richiesta di ATP proposta verso i garanti del fallito, che sia funzionale alla proposizione di successive domande ordinarie (extraconcorsuali) nei loro confronti.

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Bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte

29 Febbraio 2012 | di Massimiliano Lanzi

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Tra le fattispecie di bancarotta fraudolenta ex art. 216 l. fall. e di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ex art. 11 D. Lgs. 74 del 2000 non sussiste rapporto di specialità, né può applicarsi la disciplina del reato complesso ex art. 84 c.p. Ne consegue che, qualora un medesimo fatto integri entrambe le fattispecie, non si verifica un conflitto apparente di norme, bensì un concorso di reati (massima).

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Sulla qualificazione di finanza esterna nel concordato preventivo

20 Febbraio 2012 | di Giuseppina Ivone

Tribunale di Milano

Finanziamenti nelle procedure concorsuali

Non può qualificarsi finanza esterna al patrimonio del debitore, come tale liberamente allocabile tra i creditori, il prezzo di acquisto offerto da un terzo per un complesso di beni dedotti in concordato nella misura in cui tale prezzo eccede il valore di mercato dei beni medesimi per come stimati dall’attestatore.

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La verifica della fattibilità del piano attraverso l'analisi dei criteri adotatti dall'attestatore ex art. 161 l. fall.

17 Febbraio 2012 | di Giuseppe Bersani

Tribunale di Napoli

Fattibilità

Se il tribunale non può estendere il suo sindacato fino all'autonomo accertamento della veridicità dei dati aziendali sovrapponendo sul punto la sua valutazione in termini di fattibilità o non fattibilità del piano a quella già svolta al riguardo dall’attestatore, ciò non significa che debba limitarsi a un controllo meramente formale della completezza della documentazione, essendo piuttosto chiamato a una valutazione più penetrante che deve avere a oggetto i criteri attraverso i quali il professionista attestatore è giunto ad affermare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano stesso.

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Prededucibilità dei “crediti funzionali” alle procedure concorsuali e agli accordi omologabili disciplinati nella l. fall.

15 Febbraio 2012 | di Fabrizio Di Marzio

Tribunale di Milano

Prededuzione

Il credito maturato dal professionista per l’attività di assistenza alla presentazione della domanda di concordato preventivo non può essere ammesso in prededuzione nello stato passivo del successivo fallimento, limitando l’art. 182-quater, comma 4, l. fall. tale trattamento al solo credito del professionista attentatore.

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L’azione di responsabilità ex art 146 l. fall. tra prescrizione e prova del danno risarcibile

15 Febbraio 2012 | di Pietro Genoviva

Tribunale di Lecce

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Nel caso di fallimento di una s.r.l. il curatore è legittimato a far valere la responsabilità di amministratori e sindaci per violazione dell’art. 2486 c.c. (che prevede che gli amministratori rispondano dei danni indirettamente cagionati ai creditori sociali attraverso atti di gestione non strumentali alla conservazione del patrimonio sociale compiuti dopo il verificarsi della causa di scioglimento) anche attraverso l’azione dei creditori sociali.

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L’omologazione degli accordi di ristrutturazione tra rito e merito

09 Febbraio 2012 | di Federico Rolfi

Tribunale di Bologna

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

La società esercente attività di intermediazione finanziaria ai sensi dell’art. 113 d.lgs. n. 385 del 1993 - anche se in Amministrazione Straordinaria - può avvalersi, come strumento di risoluzione della crisi, dell'accordo di ristrutturazione, senza che a ciò osti il disposto di cui all'art. 57 d.lgs. n. 58 del 1998 (o la previsione affine stabilita per le banche dall'art. 80 d.lgs. n. 385 del 1993). Ciò in quanto una molteplicità di caratteri (assenza sia di una fase di ammissione e di un provvedimento di apertura, sia di organi concorsuali, sia dello spossessamento o limitazione dei poteri di direzione e gestione; vincolatività dell'accordo soltanto per i creditori aderenti; disapplicazione del principio di concorsualità e della par condicio creditorum) induce a ritenere che l'accordo di ristrutturazione non sia riconducibile nell'ambito delle procedure concorsuali, ed abbia natura privatistica.

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