Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Beni concessi in leasing alla fallita e revocazione del provvedimento di accoglimento della domanda di rivendica

04 Maggio 2012 | di Maurizio Irrera

Tribunale di Torino

Revocazione

Decorsi i termini per la proposizione delle opposizioni e dei mezzi d’impugnazione di cui all’art. 98 l. fall., la scoperta di false fatturazioni e dell’identità del bene oggetto di plurimi atti di disposizione integrano causa di revocazione del provvedimento di accoglimento della domanda di rivendica del bene stesso.

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Omologa dell'accordo: requisiti di ammissibilità del ricorso e limiti del sindacato del Tribunale sulla fattibilità

04 Maggio 2012 | di Roberto Amatore

Tribunale di Reggio Calabria

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

L’oggetto dell’indagine giudiziale, in ordine al profilo di ammissibilità del ricorso per la omologazione di un accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell’art. 182-bis l. fall., deve riguardare, tra gli altri, anche la presenza della relazione di un professionista munito dei requisiti di cui all’art. 67, comma 3, lett. d) l. fall. che attesti l’attuabilità dell’accordo con particolare riferimento all’idoneità dello stesso a liberare risorse sufficienti ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei, nonché la veridicità dei dati aziendali, riguardando, invero, l’attestazione del professionista anche il controllo e la conseguente assunzione di responsabilità sulla veridicità dei predetti dati che costituiscono il presupposto logico e fattuale indefettibile della successiva valutazione di attuabilità, con la conseguente responsabilità dell’attestatore per l’eventuale colposa erroneità della verifica stessa ovvero per la dolosa falsificazione dei relativi dati.

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Crediti verso un patrimonio destinato e interruzione del processo per sopravvenuto fallimento della Società costituente

03 Maggio 2012 | di Filippo Lamanna

Tribunale di Torino

Patrimoni destinati ad uno specifico affare

Pur essendo il Patrimonio Separato Destinato ad uno Specifico Affare, ex art. 2447-bis, lett. a), c.c., un complesso di beni e rapporti distinto rispetto al restante patrimonio della Società per Azioni che lo abbia costituito, deve dichiararsi l’interruzione del giudizio civile in cui si controverta di un rapporto obbligatorio riferibile a un Patrimonio Destinato, quando sia dichiarata fallita la Società per Azioni che lo abbia costituito, stante il disposto dell’art. 155 l. fall., a tenore del quale i rapporti prima riferibili al patrimonio separato fanno capo, a partire dal fallimento, alla gestione separata attribuita ex lege al curatore del fallimento, che è chiamato a provvedere a norma dell'art. 107 l. fall. alla cessione del patrimonio a terzi al fine di conservarne la funzione produttiva, o, se la cessione non è possibile, a provvedere alla liquidazione del patrimonio secondo le regole della liquidazione della società in quanto compatibili.

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La sottile distinzione tra falsità contabili e veridicità dei dati aziendali ai fini dell’art. 173 l. fall.

27 Aprile 2012 | di Paolo Bosticco

Tribunale di Bari

Scritture contabili e fiscali

Ai fini della sanzione prevista dall’art. 173 l. fall. non assumono rilevanza le irregolarità delle scritture contabili del debitore anteriori al concordato preventivo se non influiscono sui valori dell’attivo e del passivo.

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Esercizio individuale di attività di impresa utilizzando società-strumento

26 Aprile 2012 | di Michele Sandulli

Corte d'Appello di Milano

Esercizio abusivo di attività commerciale

Assume la qualità di imprenditore commerciale (individuale) e quindi è assoggettabile a fallimento, chi svolga l’attività di agente dello spettacolo artistico o sportivo, da un lato utilizzando società a lui pacificamente riferite e da lui, di fatto, gestite, dall’altro valorizzando la sua notorietà derivante da rapporti, conoscenze e relazioni proprie.

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Ancora sulle azioni revocatorie aventi ad oggetto rimesse bancarie in conto corrente

24 Aprile 2012 | di Marina Cordopatri

Tribunale di Napoli

Azione revocatoria fallimentare

Gli accreditamenti su conto corrente bancario eseguiti nel periodo sospetto sono soggetti alla revocatoria fallimentare solo se eseguiti quando il conto è scoperto - e nei limiti dello scoperto - ovvero dopo la chiusura del conto o la revoca del fido. Non sono, al contrario, soggette alle azioni revocatorie le rimesse in conto corrente eseguite su conto coperto, ancorché passivo. Tale differenza richiede che si determini l’esatto andamento del conto in ogni momento, onde accertare con precisione se lo stesso fosse o meno scoperto. (massima)

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Formazione delle classi e giudizio di “fattibilita’” nel concordato preventivo

20 Aprile 2012 | di Andrea Maria Azzaro

Tribunale di Piacenza

Classi e categorie di creditori

Con ricorso ex art. 160 l. fall. veniva presentata domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo articolata in cinque classi di creditori, per una delle quali, contenente le banche, si prevedeva, oltre che (come per le altre) il pagamento di una percentuale del credito, anche la fornitura di garanzie dell’esatto adempimento dell’obbligo concordatario, senza tuttavia che fossero indicati importo e natura di tali garanzie.

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Conferimento di incarico dopo l’ammissione al concordato preventivo

17 Aprile 2012 | di Marco Farina

Cass. Civ.

Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione

In tema di concordato preventivo, il conferimento di un incarico professionale dopo l’ammissione alla procedura non deve essere autorizzato dal Giudice Delegato, ai sensi dell’art. 167 l. fall., tutte le volte in cui detto incarico possa essere qualificato, con giudizio da formularsi ex ante, come funzionale al fine della preservazione del patrimonio dell’impresa in crisi e della concreta possibilità di utile gestione della procedura di concordato.

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La questione della competenza nel concordato preventivo e la (ir)rilevanza del trasferimento infrannuale della sede principale

13 Aprile 2012 | di Luigi Amerigo Bottai

Tribunale di Napoli

Giurisdizione e competenza

I novellati artt. 9, commi 1 e 2, e 161, comma 1, l. fall. prevedono che la competenza a pronunciarsi sull’istanza (di fallimento o) di ammissione alla procedura del concordato preventivo spetta al tribunale del luogo in cui l’impresa ha la propria “sede principale” e che il trasferimento della sede intervenuto nell’anno antecedente al deposito del ricorso non rileva ai fini dell’individuazione della competenza; la riforma conferma, così, il principio per cui è territorialmente competente a pronunciarsi sulla domanda di apertura della procedura il tribunale nel cui circondario si trova la sede “reale” dell’impresa, intesa come il centro direttivo ed amministrativo dei suoi affari. (massima)

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Considerazioni critiche alla tesi della Cassazione sull’infalcidiabilità dell’IVA

12 Aprile 2012 | di Enrico Stasi

Tribunale di Milano

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

È inammissibile la proposta di concordato preventivo che non preveda alcun soddisfacimento per i creditori chirografari e che chieda pertanto agli stessi di rinunciare integralmente alle loro ragioni di credito. Da ciò l’irrilevanza della pur plausibile questione di costituzionalità, in rapporto agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dell'art.182 ter l. fall. così come interpretato dalla Corte di cassazione con sentenza n. 22931/2011, che, nell'affermare il carattere meramente facoltativo della transazione fiscale, ha tuttavia ritenuto l'intangibilità dell'imposta sul valore aggiunto. (Massima non ufficiale)

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