Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Crediti professionali maturati nel corso del concordato preventivo

10 Aprile 2012 | di Edoardo Palma Camozzi

Cass. Civ.
Cass. Civ.

Opposizione al passivo

Ai fini dell’opponibilità alla massa del credito del professionista, l'incarico al medesimo conferito dall'imprenditore in concordato preventivo non è da annoverare automaticamente nella categoria degli atti di straordinaria amministrazione e dunque da autorizzarsi dal giudice delegato, ma vanno applicati i seguenti principi: a) escluso che il criterio discretivo utile sia quello del rapporto proporzionale tra spese e condizioni dell'impresa, viene in evidenza il solo criterio per cui è atto di ordinaria amministrazione quello connotato dalla pertinenza e idoneità dell'incarico stesso - anche se di costo elevato - allo scopo di conservare e/o risanare l'impresa; b) il criterio di proporzionalità non va ridotto al vaglio della crisi aziendale, ma deve invece riferirsi al merito della prestazione in termini di rapporto di adeguatezza funzionale (o non eccedenza) della stessa alle necessità risanatorie dell'azienda, con giudizio da formulare "ex ante"; c) si deve escludere comunque l'ammissione tra le passività concorsuali tutte le volte in cui l'incarico sia conferito per esigenze personali e al solo fine di allontanare nel tempo la dichiarazione di fallimento

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Condizioni di ammissibilità delle opposizioni e limiti della revisione di classi già formate

06 Aprile 2012 | di Francesco Cappello, Margherita Corrado

Tribunale di Milano

Omologazione della proposta di concordato

È ammissibile l’opposizione all’omologa di un concordato presentata oltre il termine di dieci giorni prima dell’udienza di cui all’art. 180, comma 1, l.fall. attesa la non perentorietà del termine (massima).

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Sindacato del Tribunale sull’attuabilità del programma di risanamento o prosecuzione dell’attività d’impresa

04 Aprile 2012 | di Giannino Bettazzi

Tribunale di Roma

Amministrazione straordinaria: disciplina generale

L’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al D.Lgs. n. 270/1999 presuppone la possibilità di conservazione dell’impresa, conseguibile attraverso la cessione di complessi aziendali o il suo risanamento economico-finanziario. Non può farsi luogo all’apertura della procedura allorquando, dalla relazione del commissario giudiziale, non emerga la concreta attuabilità del programma di risanamento o di prosecuzione dell’attività d’impresa, e laddove sussista il rischio della indisponibilità dei mezzi finanziari occorrenti alla gestione dell’impresa sino alla cessione, giacché i diritti dei creditori sociali possono comprimersi solo a fronte della realizzazione degli obiettivi di risanamento e della salvaguardia dei livelli occupazionali.

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Le cause di non imputabilità del ritardo nell’insinuazione ultratardiva

03 Aprile 2012 | di Simona Brambilla

Tribunale di Treviso

Ammissione al passivo: forma e contenuto della domanda

Il rimedio previsto dal legislatore per l’impugnazione delle decisioni adottate in sede di verifica dei crediti (tempestiva o tardiva) è sempre, anche nel caso in cui il Giudice Delegato dichiari l’inammissibilità del ricorso, quello disciplinato dall’art. 98 e ss. l. fall. e non il reclamo di cui all’art. 26 l. fall. relativo ai provvedimenti assunti dal Giudice Delegato nell’ambito delle attività amministrative di autorizzazione e controllo.

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Forma e termini del giudizio di omologa del concordato fallimentare e poteri del tribunale

30 Marzo 2012 | di Antonio Di Iulio

Tribunale di Piacenza

Concordato fallimentare

Il termine per la richiesta di omologazione e quello per le eventuali opposizioni alla omologazione del concordato fallimentare sono stabiliti dall’art. 26 l. fall. in forza del rinvio operato dall’art. 129, comma 3, l. fall. e, pertanto, ai sensi dell’art. 36-bis l. fall., essi non sono soggetti alla sospensione feriale dei termini processuali.

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Sulla nomina del coadiutore per l’esecuzione degli adempimenti fiscali

28 Marzo 2012 | di Maria Grazia Sirna

Tribunale di Milano

Coadiutore del curatore

La redazione delle dichiarazioni fiscali relative all’attività d’impresa, per la sua forte connotazione specialistica, richiede una particolare competenza che, come tale, non può considerarsi ricompresa nella comune competenza in possesso della generalità dei professionisti nominati curatori fallimentari. Ne discende che, per l’esecuzione di detti adempimenti, il curatore può avvalersi di un coadiutore.

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Aspetti del principio dispositivo nella formazione dello stato passivo

22 Marzo 2012 | di Giorgio Jachia

Tribunale di Treviso

Opposizione al passivo

Il creditore opponente, perché escluso o ammesso parzialmente al passivo, deve provare i fatti costitutivi del proprio diritto, non riconosciuto dal giudice delegato, precisando nel ricorso i mezzi di prova ed allegando fisicamente i documenti di cui vuole avvalersi. (massima)

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Proposta di concordato con cessione parziale dei beni del debitore con e senza continuità

21 Marzo 2012 | di Mauro Vitiello

Tribunale di Arezzo

Concordato con cessione dei beni

Nel concordato di natura liquidatoria non è ammissibile che il soddisfacimento dei creditori sia realizzabile con una proposta di cessione meramente parziale dei beni del debitore, essendo tale forma di proposta riservata alle ipotesi in cui il piano preveda che le attività non cedute possano servire per proseguire l'attività di impresa e quindi generare risorse per il soddisfacimento dei creditori.

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Limiti della legittimazione attiva della Procura ad esercitare l’azione ex artt. 6 e 7, n. 1, l. fall.

15 Marzo 2012 | di Dario Spadavecchia

Corte d'Appello di Torino

Pubblico ministero

L’iniziativa del Pubblico Ministero per la dichiarazione di fallimento, qualora l’insolvenza emerga nel corso di un procedimento penale, risulta legittimamente esercitata ai sensi degli artt. 6 e 7 n. 1 l. fall. essendo espressione di un principio generale non circoscritto alle fattispecie di cui alla seconda parte dell’art. 7 n. 1 l. fall.

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Fallimento di società commerciali e legittimazione attiva del P.M. ex artt. 6 e 7, n. 1, l. fall.

15 Marzo 2012 | di Walter Mapelli

Corte d'Appello di Milano

Dichiarazione di fallimento

L’iniziativa del Pubblico Ministero per la dichiarazione di fallimento di una società commerciale risulta legittimamente esercitata ai sensi degli artt. 6 e 7, n. 1, l. fall. qualora l’insolvenza emerga nel corso di un procedimento penale a carico di una persona fisica, non potendo intendersi limitata la sua legittimazione al solo caso in cui vi sia identità soggettiva tra l’imputato di un procedimento penale rispetto al quale emerga lo stato d’insolvenza e la persona fisica (imprenditore individuale) di cui si chieda il fallimento.

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