Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il principio di infrazionabilità del credito e il giudicato endofallimentare

16 Novembre 2012 | di Roberto Amatore

Tribunale di Venezia

Fallimento: disciplina generale

L'ammissione ordinaria e quella tardiva costituiscono due fasi del medesimo accertamento giudiziale, regolate dal regime delle preclusioni processuali, dal che derivano i limiti circa l'ammissibilità della proposizione di domande di ammissione tardiva, prima fra tutti la necessità del carattere di novità, per petitum e causa petendi, della domanda oggetto dell'insinuazione tardiva, esigenza discendente dal valore di giudicato interno delle decisioni assunte in sede di verifica, giudicato che copre tanto il dedotto che il deducibile: ne deriva che è inammissibile la domanda di insinuazione tardiva avente ad oggetto il credito da TFR al lordo delle ritenute, a fronte della presentazione di tempestiva domanda di ammissione al passivo concernente lo stesso credito al netto delle ritenute.

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Concordato: inammissibilità per difetto di attestazione sulla veridicità dei dati e per pagamento dilazionato dei creditori privilegiati

12 Novembre 2012 | di Edoardo Staunovo Polacco

Tribunale di Roma

Inammissibilità della proposta di concordato

In sede di ammissione al concordato preventivo il tribunale non deve limitarsi a verificare la presenza della documentazione richiesta dalla legge e la sua regolarità, ma deve accertare l’idoneità della relazione dell’attestatore allo scopo di certificazione e illustrazione che le è propria; in mancanza di coerenza e completezza della relazione dell’esperto, adeguatamente motivata e con l’indicazione dei metodi e dei criteri seguiti per la conclusione della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano, la domanda di concordato deve essere dichiarata inammissibile (nella specie il tribunale è giunto ad una tale conclusione in quanto la relazione dell’attestatore non conteneva puntuali osservazioni sulla veridicità dei dati aziendali, non riscontrati con sufficienti verifiche esterne, né circa la effettività ed esigibilità dei crediti, anche sotto il profilo della solvibilità dei debitori).

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Illegittimità della domanda di concordato fallimentare: il potere del giudice e l’eterogenesi dei fini

09 Novembre 2012 | di Giuseppe Fauceglia

Tribunale di Milano

Concordato fallimentare

Nel concordato fallimentare, una volta acquisito il parere del curatore, il giudice delegato conserva il potere di arrestare il procedimento, nell’ipotesi in cui rilevi profili di illegittimità della domanda, senza dover dar corso alla comunicazione della proposta ai creditori.

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Esame della proposta di concordato fallimentare e poteri di arresto del procedimento da parte del Giudice delegato

09 Novembre 2012 | di Maria Grazia Sirna

Tribunale di Milano

Concordato fallimentare

Nel concordato fallimentare, una volta acquisito il parere del curatore, il giudice delegato conserva il potere di arrestare il procedimento, nell’ipotesi in cui rilevi profili di illegittimità della domanda, senza dover dar corso alla comunicazione della proposta ai creditori.

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Legittimazione del curatore della società dominata ad agire ex art. 2497 c.c. nei confronti della holding persona fisica

08 Novembre 2012 | di Maddalena Arlenghi

Corte d'appello di Napoli
Tribunale di Nola

Responsabilità da direzione e coordinamento

Il curatore della società dominata può agire, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 2497 c.c., nei confronti del dominante persona fisica, holder di fatto, che, abusando della posizione di dominio, abbia cagionato danno alla società dominata e, in forza del relativo credito risarcitorio, potrà chiederne il fallimento ove ne sussistano i presupposti soggettivo ed oggettivo.

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Insolvenza transfrontaliera e art. 13 Reg. CE 1346/00, eccezione all’applicazione della lex fori concursus in materia di revocatoria

07 Novembre 2012 | di Sara Bernasconi

Tribunale di Busto Arsizio

Insolvenza transfrontaliera

La seconda condizione imposta dall’art. 13 del Regolamento (CE) 1346/2000, relativo alle procedure di insolvenza transfrontaliera, affinché il beneficiario di un atto pregiudizievole alla massa dei creditori possa escludere l’applicazione a detto atto della lex fori concursus, ossia la non impugnabilità dello stesso secondo la legge applicabile, deve essere dimostrata in concreto e limitatamente alle forme di invalidità, nullità o annullabilità previste dalla disciplina delle procedure concorsuali, con esclusione di quelle previste dal diritto comune.

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Un’ipotesi di responsabilità dell’amministratore per abuso di direzione e coordinamento

05 Novembre 2012 | di Mario Furno

Tribunale di Bologna

Responsabilità da direzione e coordinamento

Nella valutazione sull’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento all’interno di gruppi societari occorre applicare il criterio fondato sulla compensazione tra vantaggi e svantaggi ottenuti dalla controllata, valutandosi ex ante la ragionevole probabilità di ristoro, anche futuro, del pregiudizio, tenendo presente che il trasferimento di capitali da una società all’altra è sempre illegittimo, ove non sia rigorosamente giustificato da un corretto rapporto obbligatorio assistito da contropartita.

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Anche il Giudice fallimentare è un Giudice civile e può segnalare l’insolvenza al P.M.

31 Ottobre 2012 | di Manlio Lubrano di Scorpaniello

Cass. Civ.
Tribunale di Palermo

Insolvenza

Il nuovo art. 7 l. fall. va letto nel senso che, ove un giudice civile, nel corso di un procedimento civile, rilevi l'insolvenza di un imprenditore, deve farne segnalazione al Pubblico Ministero, il quale presenta la richiesta di cui al primo comma dell'art. 6 “quando l'insolvenza risulta dalla segnalazione proveniente dal giudice che l'abbia rilevata nel corso di un procedimento civile”. Giudice civile è anche il tribunale fallimentare che abbia rilevato l'insolvenza nel corso di un procedimento ex art. 15 l. fall., anche se definito per desistenza del creditore istante.

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Profili critici sulla questione di costituzionalità dell’art. 2752 c.c. sollevata dal Tribunale di Firenze

26 Ottobre 2012 | di Francesco Vignoli

Tribunale di Firenze

Crediti privilegiati

Va sollevata questione di legittimità costituzionale degli artt. 2752, comma 1, c.c. e 23, commi 37 e 40, l. n. 111/2011, laddove prevedono l’applicazione del privilegio al credito per tributi diretti dello Stato, per imposta sul valore aggiunto e per tributi degli enti locali e sanzioni, anche se sorti antecedentemente alla entrata in vigore della legge e anche laddove il credito erariale sia stato in precedenza ammesso allo stato passivo divenuto definitivo in chirografo, per contrasto con l’art. 3, commi 1 e 2, Cost. e con l’art. 117 Cost. in combinato disposto con l’art 6 CEDU.

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L’infelice sorte dei decreti ministeriali sui compensi agli organi delle procedure minori

25 Ottobre 2012 | di Paolo Bosticco

Tribunale di Terni

Compensi degli organi di procedure concorsuali

E’ illegittimo per disparità di trattamento, e pertanto il Giudice può disapplicarlo, il D.M. 25 gennaio 2012 n. 30 nella parte in cui prevede che il compenso per il Commissario Giudiziale del concordato preventivo venga quantificato - in caso di concordati preventivi liquidatori - sull’attivo realizzato, anziché sul valore dell’attivo risultante dall’inventario redatto ai sensi dell’art. 172 l. fall.

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