Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Liquidatore giudiziale, litisconsorzio necessario e legittimazione ad impugnare

03 Ottobre 2017 | di Alessandro Lendvai

Cass. Civ.

Liquidatore giudiziale

In caso di intervenuta ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni, la qualità del liquidatore giudiziale di litisconsorte necessario in un giudizio concernente domande idonee ad influire sul riparto lo legittima, nel caso in cui sia stato indebitamente pretermesso, a far valere le ragioni della società in concordato preventivo soltanto attraverso l’opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c. oppure con l’intervento volontario ex art. 105 c.p.c., ma non tramite autonoma impugnazione della sentenza alla quale è rimasto estraneo, dato che a ciò sono legittimate unicamente le parti tra le quali risulta essere formalmente emessa la sentenza da impugnare.

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Legittimazione del P.M. all’istanza di fallimento in mancanza di un procedimento penale

26 Settembre 2017 | di Chiara Ravina

Cass. Civ.

Pubblico ministero

La “ratio” dell’art. 7 l.fall., una volta venuto meno il potere del tribunale di dichiarare officiosamente il fallimento, è chiaramente nel senso di estendere la legittimazione del P.M. alla presentazione della richiesta, in tutti i casi nei quali l’organo abbia istituzionalmente appreso la “notitia decoctionis”.

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Non assoggettabili a fallimento le S.T.P.

19 Settembre 2017 | di Andrea Paganini

Tribunale di Forlì

Società tra professionisti

Le S.T.P. costituite per l'esercizio in via esclusiva di attività professionale (nello specifico attività di commercialista con iscrizione nell'apposita sezione dell'albo) e che abbiano effettivamente svolto in via esclusiva tali prestazioni, non possono essere assimilate alle altre società commerciali (non esercitando un'attività di carattere commerciale e non rivestendo la qualità di imprenditore) e non sono pertanto assoggettabili a fallimento.

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I compensi dei professionisti nel concordato: natura delle prestazioni e disciplina applicabile

12 Settembre 2017 | di Luigi Amerigo Bottai

Cass. Civ.

Concordato preventivo: disciplina generale

Il pagamento di crediti dei professionisti nominati dall’imprenditore per la predisposizione della domanda di concordato preventivo ovvero in occasione della relativa proposta, effettuato, a seguito del deposito del ricorso ex art. 161, comma 6, l.fall., senza autorizzazione del tribunale, non comporta, necessariamente, la declaratoria di inammissibilità del concordato, ai sensi dell’art. 173 l.fall., in ragione dell’automatica classificazione di tali pagamenti tra gli atti di straordinaria amministrazione, quali crediti non prededucibili in mancanza del decreto di ammissione al concordato suddetto.

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Il dictum delle S.U. sull'impugnabilità dei provvedimenti emessi nella procedura di concordato

04 Settembre 2017 | di Vincenzo Palladino

Cass. Civ. – Sez. Un.

Concordato preventivo: disciplina generale

Il decreto con cui il tribunale dichiara l’inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi dell’art. 162, comma 2, l.fall. (anche eventualmente a seguito della mancata approvazione della proposta, ai sensi dell’art. 179, comma 1) ovvero revoca l’ammissione alla procedura di concordato, ai sensi dell’art. 173, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, non è soggetto a ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost. non avendo carattere decisorio.

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Ricorso abusivo al credito e concorso esterno della banca nell’illecito contrattuale degli amministratori

28 Agosto 2017 | di Ivan Fossati

Tribunale di Milano

Abusivo ricorso al credito

Il curatore fallimentare è legittimato ad agire ai sensi dell’art. 146 l.fall. in correlazione con l’art. 2393 cc nei confronti della banca, ove la posizione a questa ascritta sia di terzo responsabile solidale del danno cagionato alla società fallita per effetto dell’abusivo ricorso al credito da parte degli amministratori della società stessa. Alla responsabilità delle banche a titolo di concorso in atti di mala gestio degli amministratori è applicabile...

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Subentro del curatore nel preliminare e operatività dell'art. 108 l.fall.

21 Agosto 2017 | di Pasqualina Farina

Cass. Civ.

Subentro del curatore

Il provvedimento con il quale il tribunale rigetta il reclamo avverso il decreto del giudice delegato che ordina la cancellazione delle ipoteche ai sensi dell’art. 108, comma 2, l.fall., è ricorribile ex art. 111, comma 7, Cost., stante la sua incidenza sui diritti reali di garanzia, che altrimenti verrebbero sacrificati in via definitiva, non essendo detto provvedimento altrimenti impugnabile.

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Concordato liquidatorio: condizioni legali di ammissibilità e principio di atipicità della proposta

11 Agosto 2017 | di Antonio Di Iulio

Tribunale di Bergamo

Concordato preventivo: disciplina generale

Il rispetto della disposizione dettata dall’ultimo comma dell’art. 160 l.fall. costituisce una condizione di ammissibilità della proposta di concordato e, pertanto, nell’ipotesi in cui dovesse ritenersi certa l’inidoneità del piano concordatario ad assicurare il pagamento del ceto chirografario nella percentuale minima di legge del venti per cento, la procedura deve essere revocata per l’acclarata mancanza di una condizione di ammissibilità della proposta di concordato. Il tema del valore dei beni ceduti alla massa dei creditori incide direttamente sulla..

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Aggiudicazione irrevocabile in pendenza del deposito di un piano del consumatore

08 Agosto 2017 | di Elena Pompeo

Tribunale di Potenza

Sovraindebitamento: piano del consumatore

Non è omologabile un piano del consumatore quando la situazione di sovraindebitamento (giunta ad una fase non più reversibile), è conseguenza di comportamenti manifestamente imprudenti dei ricorrenti che hanno continuato a far ricorso ad altre fonti di prestito e quindi ad accumulare ingiustificatamente ulteriori debiti nonostante la situazione patrimoniale...

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Dichiarazione di fallimento: la Cassazione riconosce la funzione di condizione oggettiva di punibilità

31 Luglio 2017 | di Niccolò Bertolini Clerici

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Nell’ambito dei reati fallimentari, la dichiarazione di fallimento ha funzione di mera condizione oggettiva di punibilità ai sensi dell’art. 44 c.p., determinando anche il dies a quo della prescrizione e radicando la competenza per territorio.

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