Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Risvolti fallimentari della partecipazione di s.r.l. in società di persone

09 Maggio 2016 | di Francesca Laura Stoppa

Cass. Civ.

Società di fatto

La partecipazione di una società a responsabilità limitata in una società di persone, anche di fatto, non richiede il rispetto delle condizioni dettate dall'art. 2361, comma 2, c.c. per le società per azioni e costituisce un atto di gestione rientrante nella competenza dell'organo amministrativo, che non presuppone la previa autorizzazione dei soci ai sensi dell'art. 2479, comma 2, c.c., sempre che l'assunzione della partecipazione non comporti un significativo mutamento dell'oggetto sociale.

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Decreto di esecutività dello stato passivo e opposizione: incompatibilità del giudice

03 Maggio 2016 | di Rosaria Giordano

Cass. Civ.

Opposizione al passivo

L'incompatibilità del giudice delegato, che ha pronunciato il decreto di esecutività dello stato passivo, a far parte del collegio chiamato a decidere sulla conseguente opposizione, non determina una nullità deducibile in sede di impugnazione, ove la parte interessata non abbia proposto istanza di ricusazione, nelle forme e nei termini di cui all’art. 52 c.p.c.

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Il carattere definitivo del provvedimento di inammissibilità del concordato preventivo

26 Aprile 2016 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin

Cass. Civ.

Inammissibilità della proposta di concordato

Il problema che qui viene posto è se, in base alla normativa attualmente vigente conseguente alla riforma operata dal d.lgs. n. 169/07, il diniego di ammissione al concordato preventivo, senza che sia intervenuta contemporanea o successiva dichiarazione di fallimento, sia ricorribile o meno per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.

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La responsabilità solidale delle società risultanti dalla scissione in caso di concordato in continuità

21 Aprile 2016 | di Mario Furno

Tribunale di Ravenna

Scissione d'azienda

L’inserimento all’interno di un piano di concordato in continuità aziendale di un’operazione di scissione parziale proporzionale non rende di per sé solo non operativa la norma di cui all’art. 2506-quater, ultimo comma, c.c., che prevede la responsabilità patrimoniale solidale delle società coinvolte nella scissione.

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Nessun beneficio speciale per i creditori strategici vincolati da contratto

15 Aprile 2016 | di Alessandro Lendvai

Tribunale di Modena

Concordato con continuità aziendale

La possibilità di pagare i crediti pregressi con modalità diverse rispetto agli altri creditori concorsuali, prevista dall’art. 182-quinquies l. fall., presuppone non solo che si tratti di crediti per prestazioni di beni o servizi ritenuti essenziali per la prosecuzione di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione della massa dei creditori, ma anche che i fornitori in questione abbiano piena libertà di fornire o no la loro prestazione e non siano invece vincolati da un rapporto contrattuale in essere. In tale evenienza, infatti, il loro obbligo deriverebbe dal contratto e per l’adempimento non sarebbe necessaria la prospettiva di alcun particolare beneficio.

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Negozi giuridici contrari all’ordine pubblico economico

12 Aprile 2016 | di Giorgia Russo

Tribunale di Salerno

Ammissione al passivo: forma e contenuto della domanda

La stipula di un contratto di fornitura di prodotti molitori, poi mai effettuata pur a fronte di cospicue anticipazioni del prezzo effettuate nell’arco di un anno e in presenza di una critica situazione economica della concedente, infine apparentemente risolto in via consensuale, integrano condotte contrarie a norme imperative, particolarmente di natura penale, che vietano di aggravare il dissesto dell’impresa, e ai principi generali dell’ordine pubblico economico, che impongono la realizzazione di dinamiche contrattuali corrette ed in buona fede, in consonanza con i valori fondamentali dell’ordinamento secondo una equilibrata interpretazione dell’art. 41, comma 2, Cost., nella parte in cui vieta l’iniziativa privata in danno dei terzi, dovendo, inoltre, ricondursi, secondo la dottrina, i negozi contrari all’ordine pubblico economico - quali, tra gli altri, i contratti di turbativa d’asta, i patti limitativi della concorrenza, i negozi usurari, i patti volti a ledere il regolare svolgimento dei rapporti tra privati quali i contratti a danno dei terzi e dei soci - all’ambito del buon costume, inteso quale complesso dei principi etici costituenti la morale sociale corrente.

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Rinuncia alla domanda di concordato e difetto di legittimazione del PM a chiedere il fallimento

06 Aprile 2016 | di Luigi Amerigo Bottai

Corte d'Appello di Milano

Rinuncia all'ammissione

Deve ritenersi venuta meno la speciale legittimazione del PM a presentare la richiesta di fallimento all’udienza di cui all’art. 173 l. fall. qualora risulti depositato in data precedente un atto di rinuncia alla domanda di concordato da parte del debitore.

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Revoca del concordato preventivo e rapporto con il fallimento

29 Marzo 2016 | di Lia Campione, Valentina Armaroli

Cass. Civ.

Revoca dell'ammissione al concordato preventivo

In caso di proposta di concordato preventivo presentata nell’ambito di un procedimento prefallimentare, il contraddittorio tra creditore istante e debitore deve ritenersi già correttamente instaurato in tale sede, essendo necessaria e sufficiente ai fini del sub-procedimento di revoca della procedura concordataria e dell’eventuale dichiarazione di fallimento, la sola convocazione del rappresentante legale della società.

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Rapporti tra procedura di concordato pendente e istanze di fallimento

23 Marzo 2016 | di Paolo Bosticco

Tribunale di Bologna
Tribunale di Venezia

Domanda di concordato

Anche volendo aderire alla tesi che ipotizza che la presentazione della domanda volta ad avviare la procedura concordataria precluda l’accoglimento dell’istanza di fallimento presentata dal creditore, tale prevalenza postula che la procedura concordataria possa avere corso, di modo che ben può essere dichiarato il fallimento se il concordato risulti inammissibile o subisca un arresto a norma degli artt. 162, 173 o 180 l. fall. Può essere dichiarata fallita l’impresa che presenti una domanda di concordato omettendo di evidenziare fatti passibili di sanzione ai sensi dell’art. 173 l. fall. e depositi una relazione ai sensi dell’art. 161 l. fall. che non assuma una autonoma posizione sulla fattibilità del piano proposto, ma si limiti a riportarne i contenuti.

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Avviso di accertamento verso il fallimento consegnato al debitore in bonis

15 Marzo 2016 | di Simone Marzo

Cass. Civ.

Contenzioso tributario

La norma sulla presa in consegna da parte del curatore della documentazione aziendale del fallito consente di presumere, fino a prova contraria, che il processo verbale di constatazione consegnato al debitore in bonis sia conosciuto dal curatore medesimo, cosicché l’avviso di accertamento notificato al curatore e motivato per rinvio al suddetto p.v.c. è legittimo fintanto che il curatore non dimostri di non aver potuto prendere in consegna il p.v.c. in questione.

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