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News su Atti di frode

Concordato e atti in frode: il silenzio del debitore legittima il fallimento

27 Giugno 2018 | di La Redazione

Cass. Civ.

Atti di frode

Integra un atto in frode il silenzio serbato dal debitore nella proposta di concordato e nei suoi allegati in ordine ad operazioni suscettibili di assumere rilievo per il soddisfacimento dei creditori in caso di fallimento, quale certamente è un’operazione di scissione patrimoniale realizzata dal debitore che sia già insolvente.

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Fattibilità del piano concordatario e atti in frode

23 Settembre 2017 | di La Redazione

Cass. Civ.

Atti di frode

Gli atti di frode vanno intesi, sul piano oggettivo, come le condotte volte ad occultare situazioni di fatto idonee ad influire sul giudizio dei creditori, aventi valenza potenzialmente decettiva per l’idoneità a pregiudicare il consenso informato degli stessi sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione, inizialmente ignorate dagli organi della procedura e dai creditori e successivamente accertate nella loro sussistenza o anche solo nella loro completezza ed integrale rilevanza, a fronte di una precedente rappresentazione del tutto inadeguata, purchè siano caratterizzati, sul piano soggettivo, dalla consapevole volontarietà della condotta, di cui, invece, non è necessaria la dolosa preordinazione.

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Proposta di concordato e atti in frode

07 Marzo 2017 | di La Redazione

Cass. Civ.

Atti di frode

In tema di atti in frode nella proposta di concordato, il dolo del proponente consiste anche nella mera consapevolezza di aver taciuto nella proposta circostanze influenti sulla formazione del consenso dei creditori che siano state successivamente accertate dal commissario giudiziale.

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Concordato preventivo e atti distrattivi del patrimonio

30 Novembre 2016 | di La Redazione

Cass. Pen. – Sez. V - 29 novembre 2016, n. 50675, sent.

Atti di frode

Il carattere frodatorio del piano di concordato va accertato in concreto e deve consistere in una chiara e indiscutibile manipolazione della realtà aziendale, tale da falsare il giudizio dei creditori e orientarli in materia presumibilmente diversa rispetto a quella che sarebbe conseguita alla corretta rappresentazione della situazione aziendale.

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Gli atti in frode che legittimano il diniego dell’omologazione del concordato

23 Febbraio 2016 | di La Redazione

Cass. Civ.

Atti di frode

Nel concordato preventivo, l’atto in frode ai creditori, rilevante ex art. 173 l. fall. ai fini della revoca o del diniego dell’omologazione, presuppone l’esistenza di un dato di fatto occultato, afferente al patrimonio del debitore, tale da alterare la percezione dei creditori e, sul piano soggettivo, un comportamento assunto con dolo. Non basta, invece, un’operazione potenzialmente pregiudizievole per i creditori, ma conosciuta dal commissario giudiziale e approvata dagli stessi creditori. È il principio affermato dalla Cassazione, nella sentenza n. 3409 del 22 febbraio.

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Ancora sugli atti in frode che legittimano il diniego dell’omologazione del concordato

23 Febbraio 2016 | di La Redazione

Cass. Civ.

Atti di frode

Nel concordato preventivo, l’atto in frode ai creditori, rilevante ex art. 173 l. fall. ai fini della revoca o del diniego dell’omologazione, presuppone l’esistenza di un dato di fatto occultato, afferente al patrimonio del debitore, tale da alterare la percezione dei creditori e, sul piano soggettivo, un comportamento assunto con dolo. Non basta, invece, un’operazione potenzialmente pregiudizievole per i creditori, ma conosciuta dal commissario giudiziale e approvata dagli stessi creditori. È il principio affermato dalla Cassazione, nella sentenza n. 3409 del 22 febbraio.

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La Cassazione prosegue nell’opera di definizione dei confini degli atti in frode rilevanti per la revoca del concordato

24 Aprile 2014 | di La Redazione

Cass. Civ.

Atti di frode

L’art. 173, comma 1, l. fall. non esaurisce il suo contenuto precettivo nel richiamo al fatto “scoperto” perché ignoto nella sua materialità, ma può ricomprendere anche il fatto non adeguatamente e compiutamente esposto nella proposta concordataria, e che quindi può dirsi accertato dal commissario, in quanto individuato, nella sua completezza e rilevanza ai fini della corretta informazione ai creditori, solo successivamente. È il principio, in tema di atti in frode rilevanti ai fini della revoca del concordato preventivo, affermato dalla Cassazione, con la sentenza n. 9050 del 18 aprile.

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