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News su Risoluzione e annullamento del concordato

La risoluzione del concordato e il potere di dichiarare d’ufficio il fallimento al vaglio della Corte Costituzionale

26 Ottobre 2017 | di La Redazione

Corte Costituzionale

Risoluzione e annullamento del concordato

La Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 222 dello scorso 27 settembre, ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 137 e 186 l.fall. e la manifesta infondatezza in relazione all’art. 186 sollevata, in riferimento agli artt. 35, comma 1, 38, comma 2 e 41, comma 1 della Costituzione, dal Tribunale di Reggio Emilia.

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Basta un atto di frode per annullare un concordato omologato

15 Settembre 2016 | di La Redazione

Cass. Civ. – Sez. I , 14 settembre 2016, n. 18090, sent.

Risoluzione e annullamento del concordato

Il concordato preventivo omologato può essere annullato, ex art. 186 l. fall., quando l’approvazione dei creditori si sia fondata su un’indotta rappresentazione erronea circa la sua fattibilità e convenienza. Infatti, l’annullamento è disposto quando l'errore dei creditori è da ricondurre ad un’alterazione dell’effettiva situazione patrimoniale della società debitrice, realizzata da quest’ultima non solo attraverso le condotte citate dall’art. 138, comma 1, l. fall., ma anche tramite qualsiasi atto di frode posto in essere a tal fine. Questo il principio di diritto affermato dalla S.C. con la sentenza n. 18090/2016, depositata ieri.

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Il fallimento non può (più) essere dichiarato d’ufficio con la risoluzione del concordato

19 Maggio 2015 | di La Redazione

Cass. Civ.

Risoluzione e annullamento del concordato

L’abrogazione espressa dell’istituto dell’automatica dichiarazione di fallimento, ad opera del c.d. decreto correttivo n. 169/2007, che ha modificato l’art. 186 l. fall., rileva come ricognizione dell’abrogazione implicita introdotta dal d.lgs. n. 5/2006 che ha riformulato l’art. 6 l. fall, con la sua immediata applicazione, in difetto di diversa disposizione transitoria, alle fattispecie di concordato preventivo in corso di esecuzione al momento della sua entrata in vigore. Ne deriva che, a partire dal 1° gennaio 2008, l’imprenditore ammesso al concordato, in ipotesi di sua risoluzione, non può essere dichiarato fallito d’ufficio.

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