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Dopo un anno dalla trasformazione di una s.a.s. in s.r.l. è precluso il fallimento in estensione del socio

21 Novembre 2013 | di La Redazione

Cass. Civ.

Fallimento in estensione

Dopo la trasformazione di una società di persone in società di capitali, delle nuove obbligazioni sociali risponde soltanto la società, non essendo prevista un’ultrattività della responsabilità illimitata del socio. Ne consegue che, decorso un anno dall’iscrizione della trasformazione nel registro delle imprese, non può essere dichiarato il fallimento in estensione del socio già illimitatamente responsabile. E’ questo il principio espresso dalla Cassazione, con la sentenza n. 25846 dell’11 novembre.

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Revocatoria di rimesse bancarie: lo scoperto del conto non basta per provare la scientia decoctionis della Banca

20 Novembre 2013 | di La Redazione

Cass. Civ.

Scientia decoctionis

Ai fini della revocatoria di rimesse bancarie ex art. 67, comma 2, l. fall., la prova della scientia decoctionis della Banca, incombente sul curatore, non può considerarsi raggiunta solo sulla base della costante scopertura del conto corrente della fallita, perché si tratta di circostanza equivoca, che potrebbe indicare una fiducia della banca nelle capacità economiche del proprio cliente. È il principio espresso dall’ordinanza n. 25952 della Cassazione, depositata il 19 novembre.

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Decreto di convocazione del debitore: in attesa della Pec, le invalidità nel vecchio sistema delle notificazioni

19 Novembre 2013 | di La Redazione

Cass. Civ.

Comunicazioni PEC nelle procedure concorsuali

La Cassazione si è più volte occupata, negli anni, delle problematiche relative alla validità della notifica del decreto di convocazione del debitore e dei creditori istanti per il fallimento, ex art. 15 l. fall.

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L.c.a.: il rimedio contro il silenzio del commissario sulle istanze dei creditori è l’opposizione al passivo

13 Novembre 2013 | di La Redazione

Cass. Civ.

Liquidazione coatta amministrativa

Nella procedura di liquidazione coatta amministrativa la presentazione, da parte del preteso creditore, di domande ai sensi dell'art. 208 l. fall., o di osservazioni o istanze, ai sensi dell'art. 207 l. fall., comporta l'obbligo del commissario liquidatore di provvedere su di esse; ne consegue che, nel caso in cui il credito non sia contemplato, in tutto o in parte, nell'elenco dei crediti ammessi o respinti, il "silenzio" assume il valore di implicito rigetto, contro il quale, per evitare il formarsi di una preclusione, il creditore deve proporre opposizione allo stato passivo. E’ questo il principio di diritto enunciato dalla Cassazione, con la sentenza n. 25301, dell’11 novembre.

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Per evitare la revocatoria il cessionario di un credito IVA deve provare l’inscientia decoctionis

12 Novembre 2013 | di La Redazione

Cass. Civ.

Azione revocatoria fallimentare

La cessione di un credito in funzione solutoria costituisce un mezzo anormale di pagamento, come tale soggetto a revocatoria fallimentare ex art. 67, comma 1, l. fall.: la conoscenza dello stato di insolvenza si presume, e per vincere tale presunzione il cessionario deve provare circostanze tali da far ritenere che l’imprenditore versasse in una situazione di normale esercizio dell’impresa. Questo  principio di diritto, più volte ribadito dalla Cassazione, è stato ora riferito in particolare alla cessione di crediti IVA con la sentenza n. 25284, depositata l’11 novembre.

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Spesometro: c’è tempo fino al 31 gennaio 2014 per comunicare le operazioni rilevanti IVA

11 Novembre 2013 | di La Redazione

Agenzia delle Entrate

Operazioni esenti IVA

Operazioni rilevanti IVA con Pos: proroga al 31 gennaio 2014. L’Agenzia delle Entrate, con Provvedimento direttoriale n. 130406 del 7 novembre, proroga al 31 gennaio 2014 il termine entro cui gli operatori finanziari devono inviare all’Anagrafe tributaria la comunicazione dei dati rilevanti ai fini IVA, di importo pari o superiore a € 3.600, nei casi in cui i pagamenti siano stati effettuati via Pos, con carte di credito, di debito e prepagate.

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Dilazione e falcidia dell’Iva, con o senza transazione fiscale: il punto della Cassazione penale e gli orientamenti dei tribunali

07 Novembre 2013 | di La Redazione

Cass. Pen.

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

Nel concordato preventivo il debito IVA deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale ex art. 182-ter l. fall., perché la norma che lo stabilisce va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale. E’ questo il principio che anche la Cassazione penale riafferma con la sentenza n. 44283, depositata il 31 ottobre scorso.

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Il curatore negligente risponde del danno cagionato da una procedura troppo lunga

04 Novembre 2013 | di La Redazione

Corte dei Conti

Curatore fallimentare: ruolo e funzioni

Se l’eccessiva durata della procedura fallimentare è dovuta alla negligenza del curatore questi, quale organo deputato alla gestione del fallimento, ne dovrà rispondere personalmente.

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Ritardata richiesta di fallimento: per la bancarotta va provata la colpa grave

29 Ottobre 2013 | di La Redazione

Cass. Pen.

Bancarotta semplice

La condotta di ritardata richiesta di fallimento è punibile, ai sensi dell’art. 217 l. fall., solo quando connotata da colpa grave: l’elemento soggettivo non si può presumere, ma va accertato in concreto, non essendo sufficiente il dato oggettivo del ritardo nella richiesta di dichiarazione di fallimento che abbia accentuato il dissesto societario. E’ questo il principio espresso dalla V Sezione Penale della Cassazione, con la sentenza n. 43414 del 24 ottobre.

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Il fallimento della capogruppo fa risolvere il mandato per un contratto d’appalto

24 Ottobre 2013 | di La Redazione

Cass. Civ.

Gruppi di società

In caso di fallimento di una società capogruppo, costituita quale mandataria di un gruppo di società per eseguire un appalto di lavori pubblici, il mandato si risolve automaticamente ex art. 78 l. fall. e la fallita è legittimata a riscuotere dal committente solo la quota corrispondente a quella parte dei lavori la cui esecuzione era di sua spettanza. Lo ha affermato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23894 del 22 ottobre.

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