Quesiti Operativi

Quesiti Operativi su Fallimento: disciplina generale

La prova del diritto di proprietà nei procedimenti relativi a domande di rivendica e restituzione

20 Giugno 2018 | di Andrea Rosati

Fallimento: disciplina generale

“Un creditore ha depositato domanda di rivendica per «tettoie in legno» costruite su terreno di proprietà della società fallita ed inserite nell'inventario fallimentare; a tale istanza sono state allegate copia fatture, copia scrittura privata con società fallita (ante sentenza di fallimento) priva di data certa e copia SCIA presentata al comune. L'amministratore della società fallita...

Leggi dopo

Contratto di permuta e fallimento del permutante inadempiente

20 Dicembre 2017 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin

Fallimento: disciplina generale

Contratto di permuta di immobile per immobile, entrambi già esistenti, ma uno dei due non ancora nella piena disponibilità giuridica di uno dei contraenti. Il contratto di permuta prevede un termine entro il quale dovrà essere conseguita la disponibilità giuridica piena dell'immobile, il cui possesso viene materialmente trasferito con la sottoscrizione dell'atto di permuta. Il termine viene a maturazione e la condizione giuridica non si verifica, sicchè il permutante adempiente...

Leggi dopo

La competenza del Tribunale fallimentare nel giudizio di divisione

15 Giugno 2017 | di Mariacarla Giorgetti

Fallimento: disciplina generale

Nel fallimento per il quale sono curatore, sono stati inventariati alcuni beni facenti parte di una comunione indivisa; rilevato che la modifica disposta dal D.L. n. 35/2005, convertito nella legge n. 80/2005, ha modificato l'art. 181 disp. att. c.p.c., può essere considerato competente il Tribunale fallimentare per il procedimento divisionale, considerando che, con la suddetta modifica, la divisione di beni indivisi nell'ambito di una procedura espropriativa è sempre promossa davanti al Giudice assegnatario della procedura esecutiva?

Leggi dopo

Il privilegio ipotecario sugli interessi nel fallimento

23 Febbraio 2017 | di Giuseppe Limitone

Fallimento: disciplina generale

Equitalia si insinua in un fallimento per un importo comprensivo di sorte, interessi per ritardata iscrizione a ruolo, aggi, ecc., richiedendo il privilegio ipotecario. Nella nota di iscrizione ipotecaria, viene riportato solo l'importo capitale senza fare cenno alcuno alla voce interessi. Il curatore, vista la mancanza di richiesta della tutela ipotecaria nella nota di iscrizione della stessa, esclude...

Leggi dopo

Il rinvio dell'udienza pre-fallimentare su istanza congiunta del creditore procedente e del debitore

08 Febbraio 2017 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin

Fallimento: disciplina generale

È ammissibile ed accoglibile un'istanza di rinvio dell'udienza pre-fallimentare su istanza congiunta del creditore procedente e del debitore?

Leggi dopo

Fallimento dell'agenzia di somministrazione e saldo delle retribuzioni

25 Gennaio 2017 | di Riccardo Girotto

Fallimento: disciplina generale

Quando il fallimento ha fatto seguito al concordato preventivo, come ci si deve comportare in caso di intervento sostitutivo del somministratore da parte dell’utilizzatore per quanto riguarda il saldo delle retribuzioni, nonché dei debiti previdenziali e fiscali scaturenti dal rapporto di somministrazione intercorso?

Leggi dopo

Deposito del piano di riparto a "zero" e successiva istanza di chiusura della procedura

27 Dicembre 2016 | di Daniele Fico

Fallimento: disciplina generale

Qualora in un fallimento, una volta approvato il conto della gestione e pagato il compenso al curatore, non via sia ulteriore attivo da distribuire, è necessario formalizzare un riparto a “zero”? In ogni caso l’istanza di chiusura è da richiedere a norma dell’art. 118 n. 3?

Leggi dopo

Nuove modalità telematiche di notifica e rispetto dei principi costituzionali

15 Aprile 2015 | di Lucio Di Nosse

Fallimento: disciplina generale

La mia opinione - sulla quale chiedo un confronto – è che l'art. 15, comma 3, l. fall. (come modificato dall'art. 17,  comma 1, lett. a), del D.L. n. 179/12, conv., con mod., nella L. n. 221/2012) sia incostituzionale per la violazione dei principi di cui agli artt. 3, 24 e 111 Cost. La disposizione dell'art. 15 relativa alle modalità di notificazione del ricorso di fallimento, infatti, sembra trattare in modo differente situazioni giuridiche eguali. Il che, in primis, appare palesemente irragionevole, giacché la norma incriminata, a fronte del generale diritto, costituzionalmente garantito, di conoscenza effettiva e concreta degli atti giudiziari, solo in caso di notificazione di ricorso per la dichiarazione di fallimento omette l'adempimento, da parte dell'ufficiale giudiziario, delle formalità di cui all'art. 140 c.p.c., colpendo l'imprenditore incolpevole, con conseguenze gravi dal punto di vista sia economico che patrimoniale, talvolta irreparabili.

Leggi dopo

Fallimento del condòmino, crediti condominali e attività dell’amministratore di condominio

12 Gennaio 2015 | di Maria Grazia Sirna

Fallimento: disciplina generale

Nell’ipotesi in cui a fallire sia un condòmino, il recupero delle spese condominiali maturate anteriormente alla dichiarazione di fallimento dovrà avvenire mediante una domanda di insinuazione al passivo e secondo quanto dispone la legge fallimentare. I crediti condominiali però, continuano a formarsi anche dopo la dichiarazione di fallimento, trattandosi di spese per la gestione dell’immobile nel periodo in cui questo si trova nella disponibilità della massa fallimentare. In riferimento a tali ultimi crediti, quale è la loro natura? Quale trattamento viene loro applicato? Cosa accade in caso di inerzia dell’amministratore rispetto alla presentazione della domanda di ammissione al passivo? Il singolo condòmino può presentare egli da solo domanda di insinuazione? E nel caso, per il credito dell’intero condomino o per la sua sola parte? Infine, l’amministratore inerte incorre in qualche responsabilità?

Leggi dopo

Rapporti tra preliminare di compravendita e fallimento

19 Maggio 2014 | di Mariacarla Giorgetti, Matteo Lorenzo Manfredi

Fallimento: disciplina generale

“A” acquista da “B” due immobili, con corrispettivo versato e mai consegnati. Prima della formalizzazione della vendita degli immobili, “B” cede il ramo d’azienda, comprensivo di detti beni, escludendo nelle passività il debito verso “A”. “A” in mancanza della restituzione del prezzo versato o del trasferimento degli immobili, iniziava l’azione revocatoria che, in sede di decisione, venne interrotta per la richiesta di fallimento in proprio di “B”, che, come fallimento, subentrò nel procedimento di revocatoria, con l’estromissione di “A”, restando in giudizio “C” beneficiario della cessione del ramo d’azienda, che singolarmente fallisce con istanza in proprio. La sentenza del Tribunale di Firenze accoglie la proposta revocatoria, riconoscendo la lesione del diritto di “A”, dichiarando inefficace la cessione del ramo d’azienda a “C”, nei confronti di “A”. Sempre la sentenza esclude l’acquisizione dei beni immobili alla massa fallimentare di “B” per tardiva domanda. La sentenza è passata in giudicato.

Leggi dopo

Pagine