Quesiti Operativi

Quesiti Operativi

Concordato preventivo e apporto di finanza esterna

12 Febbraio 2014 | di Daniele Fico

Nuova finanza

Una società pone in essere una scissione parziale proporzionale trasferendo parte del patrimonio ad una newco; dopo qualche anno la società scissa, incapiente ed insolvente, presenta un ricorso per concordato preventivo prevedendo per tutti i crediti ante scissione, che non trovano capienza nel proprio patrimonio, l'apporto della beneficiaria nei limiti del patrimonio netto trasferito ai sensi dell'art. 2506-quater c.c. (coobbligata solidale) e, per i crediti maturati post scissione, che non trovano alcuna capienza nel patrimonio della società in concordato, l'apporto di finanza esterna in regime di neutralità rispetto allo stato patrimoniale della società in concordato. Vi è una norma della legge fallimentare o un principio di matrice giurisprudenziale che imponga un eguale trattamento dei crediti ante e post scissione e quindi un apporto del terzo non liberamente utilizzabile?

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Azione sociale di responsabilità della s.r.l. e delibera assembleare

10 Febbraio 2014 | di Ivan Libero Nocera

Azioni di responsabilità verso amministratori e soci di s.r.l.

Malgrado l'assenza di uno specifico parametro normativo, si tende ad ammettere la legittimazione attiva della società a responsabilità limitata rispetto all'azione sociale di responsabilità di cui all'art. 2476 c.c.. È comunque necessaria una deliberazione autorizzativa dell'assemblea dei soci, come richiesto dall'art. 2393 c.c. in tema di società per azioni, o gli attuali amministratori possono agire autonomamente?

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Riparto finale e crediti condizionati

05 Febbraio 2014 | di Giuseppe Limitone

Ripartizione dell’attivo

Il Commissario Giudiziale di un Concordato Preventivo, a seguito della liquidazione di tutti i beni, ha predisposto il rendiconto finale nonché il piano di ripartizione finale che prevede il pagamento di una certa percentuale a favore dei creditori chirografari (senza prevedere accantonamenti) nonostante sia pendente una opposizione a stato passivo, presso la Corte d'Appello, promossa da un creditore chirografario escluso in primo grado di giudizio (il ceditore era originariamente stato ammesso alla procedura in forza di un decreto ingiuntivo. Il decreto ingiuntivo è poi stato opposto e quindi revocato in primo grado. Il creditore ha proposto appello chiedendo di confermare il decreto ingiuntivo. Nel frattempo il Concordato Preventivo ha venduto tutti gli attivi e sta predisponendo un piano di ripartizione finale senza accantonare alcunchè a favore del creditore). Con tale riparto finale la procedura libera tutte le risorse disponibili ed il creditore opponente, qualora dovesse poi essere ammesso, non potrebbe ricevere alcunché dalla procedura. In questo caso il Commissario non deve procedere quantomeno all'accantonamento delle somme da riconoscere al potenziale creditore? Se non predispone l'accantonamento ed il creditore potenziale viene ammesso, come fa a soddisfare le sue pretese creditorie? Il Commissario ed il Liquidatore hanno delle responsabilità in questa circostanza?

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Accertamento con adesione nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria: atto di ordinaria o straordinaria amministrazione?

03 Febbraio 2014 | di Mariacarla Giorgetti, Matteo Lorenzo Manfredi

Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione

Sull’obbligo di autorizzazione alla proposizione dell’istanza di accertamento con adesione avanti all’Amministrazione finanziaria da parte di un imprenditore ammesso alla procedura di concordato preventivo. L'istanza di accertamento con adesione, ex art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 218 del 19 giugno 1997, proposta da un’impresa ammessa alla procedura di concordato preventivo, necessita dell’autorizzazione da parte del Giudice Delegato?

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Iniziativa del liquidatore per il fallimento in proprio di società e autorizzazioni assembleari

30 Gennaio 2014 | di Maria Grazia Sirna

Liquidazione di società di capitali

Il co-liquidatore di una società, dopo un breve periodo di tentativi di risanamento, decide di adire il tribunale per il fallimento in proprio. C'è bisogno secondo voi di una sorta di avallo della assemblea, oppure, come sostengo io, poteva agire di sua iniziativa? E poi, prima del deposito, egli si è sentito in dovere di avvertire i creditori con i quali aveva stabilito un contatto al fine di rendere costoro partecipi dei tentativi di risanamento. Secondo voi ha operato correttamente?

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Concordato: partecipazione al voto dei creditori ipotecari non soddisfatti integralmente

27 Gennaio 2014 | di Mariacarla Giorgetti, Matteo Lorenzo Manfredi

Soddisfazione dei crediti

Una proposta di concordato preventivo prevede il soddisfacimento dei creditori ipotecari nel limite del valore del bene oggetto del privilegio ipotecario, come identificato nella relazione giurata redatta ai sensi dell'art. 160, comma 2, l.fall., al netto delle spese di gestione e di quelle generali della procedura pro quota. Il perito stimatore nominato ai sensi dell'art. 172, comma 2, l. fall. ha attribuito al bene un valore di stima notevolmente inferiore a quello indicato nella proposta. Poiché l'articolo 160 prevede che i crediti muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede la soddisfazione non integrale sono equiparati ai chirografari per la parte residua del credito, si chiede se, per la quota di cui non si prevede la soddisfazione in privilegio, tali crediti debbano essere ammessi alla votazione. In caso affermativo, il conteggio del credito da ammettere va fatto con riferimento al valore indicato nella relazione giurata ex art. 160, comma 2, l.fall, o a quello attribuito dal perito nominato dal Giudice Delegato? E qualora l'effettivo realizzo fosse poi superiore, come verrebbe soddisfatto il credito per il quale il creditore ipotecario avesse eventualmente espresso il voto?

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Fallimento transnazionale non comunitario aperto in Italia: alternative di tutela per i creditori

23 Gennaio 2014 | di Beatrice Armeli

Insolvenza transfrontaliera

Un debitore con sede principale in Italia e sede dipendente in Stato extra-UE viene dichiarato fallito in Italia: quali implicazioni per i creditori nazionali e stranieri?

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Il compenso dell’amministratore giudiziario nel caso di fallimento della società

20 Gennaio 2014 | di Daniele Fico

Fallimento: disciplina generale

Nell’ambito di una procedura di amministrazione giudiziaria ex art. 2409 c.c. il tribunale civile autorizza, successivamente alla sentenza di fallimento, il pagamento in prededuzione dei compensi spettanti all’amministratore giudiziario, alla società di consulenza cha ha operato la revisione dei bilanci della società poi fallita e dei legali  richiamando nella sostanza l'art. 111, comma 2, l. fall. Il curatore fallimentare, 4 anni dopo, contesta  all'istituto bancario l'inefficacia dei pagamenti ex art. 44 l. fall. e comunica ai professionisti che saranno tutti ammessi tra i privilegiati previa domanda di insinuazione tardiva (tranne che per l'I.V.A., che dovrà essere restituita) ad eccezione della  società di consulenza che, in quanto tale, dovrà essere declassata  a creditore chirografario restituendo il totale dei compensi percepiti. Ritenete giusta o errata la richiesta del curatore che non considera né il nuovo comma dell'art. 111 l. fall., né l'autorizzazione dei giudici civili (che ne hanno tenuto conto ponendo in essere un ragionamento proprio sulla funzionalità di tale operato da parte dei professionisti)?

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Ripartizione parziale in favore dei creditori irreperibili

15 Gennaio 2014 | di Marco Terenghi

Ripartizione dell’attivo

In caso di ripartizione parziale a favore del creditore irreperibile, il cui importo di spettanza sia stato accantonato dal curatore, quest’ultimo deve procedere  alla costituzione del deposito ai sensi dell’art. 117, comma 4, l. fall. ovvero sulla somma così accantonata concorrono, in sede di riparto finale ed in via supplementare, gli altri creditori?

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Pagamenti su conto corrente effettuati dalla società in concordato preventivo

13 Gennaio 2014 | di Giuseppe Limitone

Concordato preventivo: disciplina generale

Il pagamento ricevuto sul conto corrente da società ammessa al concordato preventivo, con bonifico non riferito a debitore ceduto, può essere trattenuto o deve essere restituito al commissario giudiziale? In realtà l'art. 169 l. fall. non richiama l'art. 44 l.fall.

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