Quesiti Operativi

Quesiti Operativi

Rapporti tra procedure concorsuali volontarie

11 Marzo 2016 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

In pendenza di un accordo di ristrutturazione dei debiti, omologato ma non eseguito se non in minima parte, alcuni dei creditori non aderenti, non soddisfatti nei termini di legge, depositano istanza di fallimento. Il debitore, all’ultimo, prima dello scioglimento della riserva assunta in sede prefallimentare, deposita proposta di concordato preventivo liquidatorio. Il tribunale dichiara l’inammissibilità della proposta di concordato, stante la pendenza di altra procedura volontaria di soluzione della crisi (accordi di ristrutturazione omologati) e dichiara il fallimento.

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Conseguenze del fallimento del socio accomandatario sulla s.a.s.

03 Marzo 2016 | di Daniele Fico

Soci accomandatari e accomandanti nella s.a.s.

Tizio è socio accomandatario di Alfa s.a.s. e Gamma s.a.s. Alfa viene dichiarata fallita a seguito di istanza di un creditore e, quindi, in estensione, fallisce anche Tizio. Cosa succede a Gamma, peraltro in stato di insolvenza, e con una domanda di concordato in bianco con ampie probabilità di non essere performata con il deposito del piano nel termine assegnato?

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Sovraindebitamento: quale procedimento in caso di natura mista dei crediti?

25 Febbraio 2016 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin

Sovraindebitamento

Sovraindebitamento: quando un soggetto ha contratto dei debiti come consumatore e questi sono prevalenti rispetto ad altri debiti (ad esempio erario e/o fideiussioni) assunti per attività imprenditoriali già cessate, si applica l'accordo di composizione o il piano del consumatore?

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Insinuazione al passivo fondata su decreto ingiuntivo non definitivo

18 Febbraio 2016 | di Matteo Lorenzo Manfredi, Antonio Granelli

Decreto ingiuntivo

Se per un credito di una banca, insinuata nel fallimento, viene fornito come documento probatorio un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, è necessario per l'ammissione che si fornisca anche, per quello stesso credito, il contratto da cui è originato il credito e l'eventuale atto di risoluzione e messa in mora?

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La falcidia del credito IVA nel concordato fallimentare

11 Febbraio 2016 | di Matteo Lorenzo Manfredi, Federico Almini

Concordato fallimentare

Qual è la disciplina applicabile al concordato fallimentare relativamente alla falcidiabilità del credito IVA?

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Fallimento ed esercizio provvisorio di ramo d’azienda: quale disciplina per l’impianto fotovoltaico?

18 Gennaio 2016 | di Matteo Lorenzo Manfredi, Antonio Granelli

Esercizio provvisorio dell’impresa

In caso di fallimento, la presenza di un impianto fotovoltaico non rientrante nell'oggetto principale della società fallita ma accessorio, di sua proprietà (impianto installato sul tetto dell'immobile condotto in locazione e finalizzato a utilizzo diretto dell'energia prodotta e immissione in rete per la quota residuale), dovendo cedere l'energia prodotta alla rete, comporta esercizio provvisorio in quanto identifica un ramo di attività della società fallita? È evidente l'interesse della procedura a proseguire nel contratto cedendo l'energia prodotta e non più utilizzata al fine di incassare quanto derivante dalla convenzione con il gestore. La domanda è posta nell'ottica di comprendere quali provvedimenti autorizzativi richiedere, se del caso, e quali attività porre in essere.

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Procedimento sommario di cognizione e recupero di un credito relativo ad un preliminare sciolto

11 Gennaio 2016 | di Ivan Libero Nocera

Rapporti giuridici preesistenti nel fallimento

È possibile procedere con ricorso ex art. 702-bis c.p.c per il recupero di un credito relativo all’acconto di un contratto preliminare sciolto ex art. 72 l. fall.?

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Il privilegio processuale dell’istituto di credito fondiario nella disciplina fallimentare

22 Dicembre 2015 | di Mariacarla Giorgetti, Sergio Nadin

Credito fondario

A mio avviso il potere degli istituti di credito fondiario di proseguire l'esecuzione individuale sui beni ipotecati, pur in pendenza di una procedura fallimentare a carico del mutuatario inadempiente, non preclude alla curatela di disporre la vendita degli stessi beni, dovendo il concorso dei due procedimenti espropriativi risolversi in base all'anteriorità del provvedimento che dispone la vendita (così, Cass. n. 1025/1993; Cass. n. 18436/2011; Cass. n. 4399/2015). Tale orientamento conserva senza ombra di dubbio la sua validità anche nel diverso regime venutosi ad instaurare con l'approvazione del T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia (D.Lgs. n. 385/1993).

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Prededucibilità dei canoni di locazione maturati dopo la domanda di concordato

16 Dicembre 2015 | di Ivan Libero Nocera

Prededuzione

In un contratto di locazione stipulato quando il conduttore era in bonis, rimane inadempiuta l’obbligazione di pagamento inerente alcuni canoni mensili. Successivamente, il conduttore presenta domanda di concordato preventivo, omologata dal Tribunale. Nel frattempo il conduttore continua a non pagare i canoni di locazione. La domanda è la seguente: può riconoscersi al credito del locatore maturato successivamente alla domanda di concordato preventivo il carattere della prededucibilità richiamandosi al criterio temporale cui all’art. 111, comma 3, l. fall.?

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Concordato con cessione di beni e atto di vendita in presenza di ipoteche e iscrizioni

10 Dicembre 2015 | di Martina Masciullo

Concordato con cessione dei beni

Nel decreto di omologa di un concordato preventivo con cessione dei beni, la vendita dei beni immobili è autorizzata anche a trattativa privata o con procedure competitive. In virtù del disposto dell’art. 8 d.lgs. n. 122/2005, il notaio rogante non può procedere alla stipula dell'atto di compravendita anteriormente alla cancellazione dei pesi che gravano sullo stesso. L’art. 8 del d.lgs. n. 122/2005 è altresì applicabile ad un concordato con cessione di beni?

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