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Ordine delle prelazioni ed intangibilità del credito erariale

Non altera l’ordine legale delle prelazioni la proposta di concordato preventivo che preveda, mediante lo strumento della transazione fiscale, il pagamento integrale e dilazionato dei crediti per IVA e ritenute, operate e non versate, non essendo questi falcidiabili, ancorché i crediti privilegiati di grado superiore vengano soddisfatti in misura inferiore.

 

L’art. 182-ter, comma 1, l. fall. introduce il principio di “intangibilità” del credito IVA (cui è assimilabile quello delle ritenute operate e non versate), secondo il quale la proposta di concordato preventivo che contenga una transazione fiscale può prevederne soltanto un pagamento dilazionato, essendo intangibile l’importo in linea capitale. Secondo l’orientamento della S. Corte la regola vale anche quando la transazione fiscale non sia prevista, stante l’intangibilità di questi crediti in sede concorsuale (Cass. 22932/2011; Cass. 14447/2014 e Cass. 7667/2012).

La ratio è quella di evitare che il mancato pagamento dell’IVA o delle ritenute comporti “un’indebita appropriazione da parte dell’imprenditore di risorse proprie dell’Erario nel momento in cui le stesse, verificatosi il presupposto impositivo, avrebbero dovuto essere tempestivamente versate” (Trib. Padova, 30 maggio 2013; Trib. Monza, 2 ottobre 2013; Trib. Milano, 22 novembre 2012).

L’art. 182-ter, comma 1, l. fall. rappresenta però una norma di carattere eccezionale, che introduce un trattamento peculiare ed inderogabile a favore del credito IVA e del credito per ritenute operate e non versate.

La portata sostanziale di questa norma deve quindi essere intesa quale deroga al principio dell’ordine legale delle prelazioni, senza tuttavia incidere sulle regole generali sui privilegi stabilite dal codice civile e nella legge fallimentare (Trib. Roma, 16 dicembre 2009; App. Genova, 28 luglio 2015).

Secondo un recente orientamento della giurisprudenza di merito, in particolare, l’art. 182-ter l. fall., attribuendo al credito IVA ed al credito per ritenute operate e non versate, nell’ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, un trattamento peculiare ed inderogabile dall’accordo delle parti,non produrrebbe“(…) l’effetto di incidere sul trattamento di tutti gli altri crediti (per i quali continua a valere l’ordine di graduazione), ma sul solo trattamento di quel credito, in quel particolare contesto procedurale” (App. Genova, 28 luglio 2015, in questo portale).

Alla stregua di tale orientamento sarebbe dunque ammissibile una proposta di concordato preventivo che preveda, da un lato, il pagamento integrale e dilazionato del credito IVA e del credito per ritenute operate e non versate, e, dall’altro, la falcidia dei creditori privilegiati di grado superiore, non comportando queste previsioni alcuna alterazione dell’ordine delle legittime cause di prelazione (Trib. Massa Carrara, 4 febbraio 2016).

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