Focus

Domanda di ammissione al concordato preventivo e reazione all'inadempimento contrattuale del richiedente

Sommario

La risoluzione del contratto nella procedura fallimentare: la non legittimazione del contraente in bonis | La risoluzione del contratto nel concordato preventivo: quando il contraente in bonis può chiederla? | Le obbligazioni pecuniarie sorte prima della domanda di ammissione al concordato | L'applicabilità delle norme civilistiche in sede concordataria  | Conclusioni |

 

La legge fallimentare prevede una disciplina specifica in merito ai rapporti pendenti in sede di procedura fallimentare, stabilendo che il solo legittimato a chiederne la risoluzione (ovvero la sospensione) è il curatore (art. 72 l. fall). Lo stesso non accade in merito al concordato preventivo: se per alcune ipotesi è possibile però affermare senza dubbio la legittimazione il capo al contraente in bonis, questo non è così pacifico a proposito delle obbligazioni pecuniarie divenute esigibili o comunque sorte prime dell'ammissione alla procedura. L'Autore analizza, con riferimento a tale ipotesi dubbia, la questione dell'esperibilità dei rimedi civilistici previsti dagli articoli 1463 e 1464c.c. da parte del contraente in bonis durante una procedura concordataria.

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