Focus

I criteri per stabilire la natura del concordato preventivo: la normativa attuale, le novità del Codice della crisi e l'analisi di alcuni casi pratici

Sommario

La disciplina attuale del concordato preventivo in continuità: l'art. 186 bis l. fall. | Le diverse nature del concordato preventivo: il criterio della “prevalenza” quale criterio discretivo tra concordato “liquidatorio” e in “continuità” | La disciplina del concordato preventivo contenuta nell'art. 84 CCII. Analisi del cosiddetto criterio quantitativo attenuato | I criteri di soddisfacimento dei creditori all'interno del CCII | Alcuni casi pratici che anticipano l'applicazione dei criteri stabiliti dal CCII |

 

L'attuale disciplina dettata dalla legge fallimentare lascia irrisolti alcuni temi, il più rilevante dei quali è il criterio per stabilire, ai fini della determinazione della natura della proposta concordataria, se via sia un'effettiva continuità aziendale. Ciò in quanto la legge fallimentare stabilisce che nel concordato in continuità, sia diretta che indiretta, sia possibile prevedere la liquidazione di beni non strategici e, quindi, non funzionali all'attività d'impresa (c.d. concordato “misto”).

Leggi dopo