Focus

Insolvenza e negoziazione in Italia: uno sguardo al passato per comprendere il presente e, forse, prevedere un po' del futuro

Sommario

Premessa | Dalla Roma repubblicana allo Stato totalitario del XX secolo | 1942 : Legge Fallimentare | Innovazioni alla Legge Fallimentare, dal 1979 al 2012 | Situazione attuale e prospettive (auspicabili) | Guida all'approfondimento |

 

“Decoctor, ergo fraudator”: questa definizione, attribuita a Baldo degli Ubaldi, giureconsulto del ‘300, è assurta a riferimento per la dottrina e a giustificazione - semplicistica - delle pesanti pene comminate per i falliti nel corso dei secoli, e anche dalla legge italiana del 1942. Il “rigore”, tuttavia, ha prodotto scarsi risultati concreti in termini di soddisfazione dei creditori e di rapidità delle procedure. Di ciò erano ben consapevoli gli antichi: negli statuti comunali dell’Italia centro-settentrionale, dal ‘200 al ‘400, e nella normativa della Repubblica Serenissima di Venezia (che di commerci se ne intendeva!) c’era ampio spazio per le trattative tra debitore e creditori. Altrettanto dovrebbe fare la legislazione concorsuale italiana contemporanea: negoziazione (tempestiva), usufruendo delle moderne tecniche della mediation.

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