Giurisprudenza commentata

Atti in frode ai creditori e dovere di una compiuta disclosure: alcune riflessioni

11 Ottobre 2022 |

Cass. civ.

Revoca dell'ammissione al concordato preventivo

Sommario

Massima | Il caso | La questione | La soluzione data dalla sentenza in commento | Osservazioni | Conclusioni |

 

La sentenza si pone nel solco della giurisprudenza di legittimità, secondo cui, rientrano tra gli atti di frode rilevanti ai fini della revoca dell'ammissione alla procedura di concordato preventivo i fatti taciuti nella loro materialità o esposti in maniera non adeguata, aventi valenza anche solo potenzialmente decettiva verso i creditori, a prescindere dal concreto pregiudizio arrecato. È legittimo chiedersi se sia, questo, un insegnamento ancora attuale alla luce del CCI.

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