Giurisprudenza commentata

Domanda di concordato preventivo rinunciata e successivo fallimento. Consecuzione di procedure?

Sommario

Massima | Il caso | Il contesto di riferimento ed i principi giuridici esplicitati dalla Cassazione | Osservazioni | Conclusioni |

 

L'art. 168, comma 3, l. fall., che dispone l'inefficacia delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni anteriori all'iscrizione nel registro delle imprese del ricorso per concordato preventivo rispetto ai creditori anteriori al concordato, non si applica qualora, rinunciata la domanda di concordato preventivo prima dell'ammissione al concordato medesimo, sia stato in un momento successivo dichiarato il fallimento dell'imprenditore, trovando l'inefficacia degli atti nell'ambito della proceduta fallimentare la propria disciplina nell'art. 69 bis l. fall. La rinuncia al deposito del piano nel concordato con riserva nel termine di novanta giorni concesso dal Tribunale fa venir meno la consecuzione di procedure nel caso di successivo fallimento, indipendentemente dal fatto che tra le due procedure concorsuali non intercorra un lasso temporale rilevante o che permanga lo stesso stato di crisi. Pertanto, risulta efficace nel fallimento dichiarato dopo l'emissione di decreto di estinzione della domanda di concordato l'ipoteca giudiziale iscritta da una banca nei 90 giorni anteriori all'iscrizione nel registro delle imprese del ricorso per concordato preventivo e il suo credito va ammesso allo stato passivo in via...

Leggi dopo

Le Bussole correlate >