Giurisprudenza commentata

Non dovuto il compenso all'attestatore se la proposta di concordato è dichiarata inammissibile per violazione di norme imperative di legge

29 Novembre 2021 |

Trib. Alessandria

Attestatore

Sommario

Massima | Il caso | La questione. L'eccezione preliminare della curatela | L'orientamento più restrittivo in tema di prededucibilità del credito dell'attestatore | L'orientamento “più liberale” in tema di debenza del credito dell'attestatore | Osservazioni conclusive |

 

Quella dell'attestatore si configura quale obbligazione di mezzi, e non di risultato. Ad essa, tuttavia, si deve adempiere in modo ex ante astrattamente idoneo al perseguimento del risultato che ci si prefigge, alla luce delle norme di legge che regolano la materia. Ne consegue che, ove la proposta di concordato sia rigettata per manifesta violazione di norme imperative di legge nonché per insanabile incompletezza della stessa, e sia successivamente dichiarato il fallimento del debitore, la curatela ben può eccepire al professionista, che chiede il pagamento del compenso pattuito in prededuzione ex art. 111 l.fall., l'inadempimento al corretto svolgimento dell'incarico ex art. 1460 c.c.

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