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Anche i crediti prededucibili assoggettati ai meccanismi concorsuali

IL CASO - Un professionista, ricevuto un incarico dal Commissario liquidatore di una liquidazione coatta amministrativa, otteneva, per il pagamento dei propri compensi, un decreto ingiuntivo nei confronti della procedura.

L'ingiunzione veniva opposta dalla liquidazione coatta amministrativa, e il Tribunale adito revocava il decreto ingiuntivo, ritenendo il credito, di natura concorsuale (sebbene sorto in ragione di un incarico svolto a favore della procedura di liquidazione) temporaneamente non azionabile, e da farsi valere in seno alla procedura stessa. In sede di gravame la sentenza di primo grado (e il ragionamento giuridico ivi applicato) veniva confermata dalla Corte territoriale.
Il creditore ricorreva dunque per Cassazione avverso la sentenza di appello, contestando la dichiarata improcedibilità della domanda di accertamento del proprio credito in via ordinaria rispetto a quella concorsuale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16884 del 13 agosto 2015 ha respinto il ricorso.

LA PROCEDURA DI ACCERTAMENTO -  La Cassazione ha infatti affermato che, nell'ambito della liquidazione coatta amministrativa, anche i crediti prededucibili si devono far valere esclusivamente secondo la procedura di cui agli artt. 201, 207 e 209 l. fall., ed è dunque preclusa ogni altra forma di tutela che esuli dall'accertamento endoconcorsuale.
Per respingere le deduzioni del ricorrente, ed in supporto al principio sopra richiamato, già oggetto di alcune precedenti pronunce, la Corte ha analizzato la portata della norma di interpretazione autentica di cui all'art. 111 bis l. fall., introdotta dal d. lgs. 5/2006 e modificata dal decreto correttivo n. 169/2007: secondo quanto disposto dall'art. 111 bis infatti, devono ritenersi esclusi dalla meccanismo di accertamento del passivo solo i crediti prededucibili non contestati (in punto esistenza, ammontare o rango creditorio), posto che i crediti sorti in favore degli incaricati della procedura (per compensi professionali) comportano in ogni caso un provvedimento di liquidazione da parte del Giudice Delegato, così come disposto dall'art. 25 l. fall. (e, in caso di contestazione, potranno essere accertati secondo il procedimento ex art. 26 l. fall.).
Tali procedure, dunque, comportano un accertamento, se non necessariamente giudiziale, quantomeno endoconcorsuale, da parte del Giudice Delegato. L'iter della tutela dichiarativa dei crediti prededucibili, nella procedura fallimentare, è dunque così connotato da elementi di specialità (soprattutto per la natura giudiziale dell'organo preposto alla tutela delle posizioni soggettive), da doversi escludere una sua applicazione in via analogica nell'ambito della liquidazione coatta amministrativa, ove l'individuazione dei crediti ammessi viene effettuata dal Commissario Giudiziale (organo della P. A.), attraverso un atto che non ha carattere giurisdizionale bensì negoziale, e che, se oggetto di contestazione, dovrà essere accertato da un organo giudiziale secondo il procedimento indicato dall'art. 99 l. fall.

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