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Bankitalia comunica le nuove classificazioni per qualità dei crediti verso aziende in concordato

24 Febbraio 2014 | Banca d’Italia

Banca d'Italia Comunicazione del 7 febbraio 2014 – Le novità in tema di concordato preventivo. Riflessi sulla classificazione per qualità del credito dei debitori.

 

Bankitalia ha reso noto il resoconto della consultazione riguardante le novità in tema di concordato preventivo e i riflessi di tali modifiche sulla classificazione della qualità del credito dei debitori (vedi la news: Bankitalia mette in consultazione una classificazione per qualità dei crediti verso aziende in concordato, in questo portale).
I criteri esposti nel documento si applicano a partire dalle rilevazioni riferite al 31 dicembre 2013.
Le modifiche legislative intervenute con le leggi n. 134/2012 (legge di conversione del d.l. n. 83/2012, c.d. “Decreto Sviluppo”) e n. 98/2013 (legge di conversione del d.l. n. 69/2013, c.d. Decreto del Fare) hanno reso necessario rivedere la classificazione per qualità del credito verso i soggetti che accedono all’istituto del concordato preventivo.
Il documento ha ad oggetto le segnalazioni di vigilanza e di bilancio e le segnalazioni alla Centrale dei Rischi. La Banca d’Italia ha poi fornito chiarimenti sui criteri di classificazione per qualità del credito da adottare nelle fattispecie in argomento e come detti criteri si raccordino con le nuove definizioni di non - performing exposures e di forbearance, pubblicate lo scorso 21 ottobre dall’EBA.

Domanda di concordato “in bianco” - Nel caso in cui il debitore decida di presentare domanda di concordato secondo quando disposto dall’art. 161 comma 6 l. fall, le relative esposizioni, dalla data di presentazione della domanda sino a quando non si venga a conoscenza dell’evoluzione dell’istanza, devono essere classificate nell’ambito delle partite incagliate, questo al fine di non rischiare di frapporre ostacoli al processo di risanamento del debitore. Ovviamente, qualora vengano in essere nuovi elementi che conducano gli intermediari a ritenere che le esposizioni debbano essere classificate tra le sofferenza, si procederà alla loro riclassificazione, così come nel caso in cui risulti, solo successivamente, che le esposizioni si trovavano già in sofferenza quando è stata proposta la domanda.
Nel caso in cui invece la domanda di concordato si trasformi in Accordo di ristrutturazione dei debiti, ex art. 182 bis l. fall., le esposizioni dovranno essere spostate tra quelle ristrutturate.

Concordato con continuità aziendale – Ricorrendo all’istituto del concordato con continuità aziendale si presume che lo “stato di crisi” del debitore possa essere superato grazie alla prosecuzione dell’attività d’impresa, in capo al debitore stesso o ad un soggetto terzo.
Pertanto, per evitare che si creino ostacoli all’accesso a tale istituto, le esposizione dovranno esser classificate come incagliate, fatte salve sempre le eccezioni già dette per la classificazione delle esposizioni in caso di domanda di concordato in bianco.
Sia che la domanda di concordato con continuità aziendale abbia come esito il giudizio di omologazione che la mancata approvazione, le esposizioni dovranno poi essere classificate nuovamente seguendo le regole ordinarie segnaletiche e di bilancio.
Nello specifico caso in cui la continuità aziendale venga in essere attraverso una cessione dell’azienda in esercizio ovvero il suo conferimento in una o più società, siano anche di nuova costituzione, l’esposizione dovrà essere riclassificata come attività in bonis. A tale regola fa eccezione la circostanza in cui la cessione o il conferimento avvenga nei confronti di una società che appartiene al medesimo gruppo economico del debitore, nel qual caso la classificazione dovrà essere eseguita secondo le ordinarie regole di segnaletica e di bilancio. La ratio di tale differenziazione sta “nella presunzione che nel processo decisionale che ha portato tale ultimo a presentare istanza di concordato vi sia stato il coinvolgimento della capogruppo/controllante nell’interesse dell’intero gruppo.”

Definizioni EBA di non – performing exposures e di forbearance - In merito alla domanda di concordato in bianco, si precisa nel documento, la complessiva esposizione del debitore classificata tra gli incagli ovvero tra le sofferenze deve essere rilevata tra le non – performing exposures; nel caso in cui la domanda si trasformi in Accordo di ristrutturazione le esposizioni saranno rilevate anche nella categoria forbearance non - performing.
Per quanto riguarda invece le esposizione relative alla domanda con continuità aziendale, si chiarisce che la complessiva esposizione del debitore, classificata tra gli incagli ovvero tra le sofferenze, deve essere rilevata tra le non - performing exposures.
Qualora intervenga l’omologazione della domanda le esposizioni saranno rilevate anche nella categoria forbearance non – performing, fatta sempre eccezione per il caso di cessione di cessione dell’azienda in esercizio oppure di conferimento in una o più società non appartenenti al gruppo economico del debitore.

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