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Compensi avvocati: applicazione dei nuovi parametri

18 Ottobre 2012 |

Cass. Civ.

Parametri professionali

I nuovi parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi professionali si applicano a tutte le cause ancora in corso al momento dell’entrata in vigore della nuova normativa ex art. 41 d.m. 20 luglio 2012, n. 140, anche con riferimento a prestazioni iniziate e in parte svolte in epoca precedente, quando ancora vigevano le tariffe. A stabilirlo è una pronuncia a Sezioni Unite della Corte di Cassazione: sentenza n. 17406 depositata il 12 ottobre.

Liquidazione giudiziale dei compensi: i nuovi parametri. In tema di compensi professionali, a seguito dell’abrogazione delle tariffe, la nuova normativa di cui all’art. 41 d.m. 20 luglio 2012, n. 140 (che ha dato attuazione all’art. 9, comma 2, d.l. 1/12, convertito in l. n. 276/2012), deve essere applicata quando la liquidazione è operata dal giudice in epoca successiva all’entrata in vigore del medesimo decreto.
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno precisato che, in base ad un’interpretazione logico-sistematica dell’art. 41 e quindi coerente con i principi generali, i nuovi parametri sono da applicare ogniqualvolta la liquidazione intervenga in un momento successivo all’entrata in vigore del decreto, se le prestazioni, iniziate e in parte svolte in epoca precedente, quando ancora erano in vigore le tariffe professionali abrogate, a quella data non siano ancora concluse.
Il corrispettivo è unico, per l’opera complessivamente prestata. La Corte precisa, infatti, che il compenso “evoca la nozione di un corrispettivo unitario, che ha riguardo all’opera professionale complessivamente prestata”. Non può essere condivisa perciò la pretesa di segmentare le prestazioni giudiziali nei singoli atti compiuti o di suddividere le varie fasi, applicando in modo frazionato la normativa precedente e quella attuale.
Anche perché un tale sistema sarebbe difficilmente conciliabile con le modalità indicate dal decreto citato per la liquidazione del compenso: il giudice, infatti, deve tenere conto di alcuni elementi - complessità delle questioni, pregio dell’opera, risultati conseguiti - valutabili solo se riferiti all’intera attività prestata dal professionista, e non a singoli atti o fasi.
Rilevano i parametri vigenti al momento in cui la prestazione si è esaurita. La normativa di riferimento, quindi, non può che essere quella vigente nel momento in cui la prestazione professionale si è esaurita, anche se essa abbia avuto inizio e si sia in parte svolta in epoca precedente, sotto la vigenza delle tariffe. Tale conclusione, peraltro, è coerente con la prassi abitualmente utilizzata in passato, quando si è dovuto liquidare onorari maturati in cause durante le quali si sono succedute tariffe diverse: in tali ipotesi si è sempre fatto riferimento all’ultima tariffa, quella vigente alla chiusura dell’attività professionale e al momento della liquidazione.

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