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Il ruolo del curatore nella determinazione del canone di locazione dell’azienda

23 Maggio 2016 | Affitto d’azienda nelle procedure concorsuali

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, con l’Informativa n. 65 pubblicata lo scorso 20 maggio, ha diffuso il Documento “La determinazione del canone congruo di locazione d'azienda nelle procedure concorsuali".

Come noto, l’istituto dell’affitto d’azienda può essere considerato un’operazione di natura straordinaria mediante la quale un’impresa attribuisce ad un’altra  il diritto alla gestione di un’azienda o ramo d’azienda dietro il pagamento di un corrispettivo.

 

Nell’ambito delle procedure concorsuali, l’affitto d’azienda rientra tra gli strumenti a disposizione degli organi della procedura per la tutela del patrimonio dell’impresa insolvente, potendo porsi in essere  nella fase endofallimentare (art. 104-bis l. fall.), mentre nel caso in cui il contratto sia già pendente al momento della dichiarazione di fallimento, il curatore deve verificare se le motivazioni che avevano portato alla stipula dello stesso possano giustificarne una prosecuzione.

 

Nel caso in cui invece il contratto d’affitto intervenga successivamente all’apertura della procedura su proposta del curatore, previa autorizzazione del giudice delegato e parere favorevole del comitato dei creditori, il curatore assume un ruolo centrale nella scelta dell’affittuario, oltre che nella quantificazione del canone d’affitto. Proprio il tema della determinazione del canone è stato oggetto di numerose trattazioni che hanno cercato di dare risposta all’interrogativo relativo alla convenienza dell’affitto rispetto alla gestione diretta dell’impresa. Il Documento del CNDCEC approfondisce il problema e le diverse soluzioni suggerite dalla dottrina per offrire una soluzione operativa per il calcolo del canone che assuma come punto di partenza un approccio pragmatico in grado di considerare la specifica situazione di ogni  caso concreto.

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