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Nella bozza del DL Investment Compact nuove modifiche in vista per il concordato preventivo

Il Consiglio dei Ministri esaminerà questa settimana il decreto legge sull’Investment Compact, contenente bonus e agevolazioni per PMI e start up, nonché misure per l’attrazione di investimenti. 

Si annunciano novità anche in materia di procedure concorsuali: la bozza del decreto contiene, infatti, all’art. 12, una revisione della legge fallimentare.

 

Piano concordatario e offerte concorrenti: introduzione dell’art. 163-bis l. fall. Quando il piano concordatario prevede la cessione dell’azienda, o anche di un solo ramo, anche mediante fusione, scissione ovvero conferimento, a una o più parti correlate, il nuovo art. 163-bis l. fall. consente al Tribunale di fissare un termine, non superiore a 60 giorni, in cui possono essere presentate offerte concorrenti - irrevocabili - per l’acquisto dell’azienda o del ramo d’azienda: queste offerte verrebbero poi sottoposte all’adunanza dei creditori. Qualora pervengano offerte migliorative rispetto a quella contenuta nel piano, il tribunale autorizza il debitore a sciogliersi dagli impegni contrattuali assunti verso il cessionario, e ad accettare l’offerta migliorativa.
La volontà di questa misura, come si legge nella relazione illustrativa, è quella di massimizzare la recovery dei creditori concordatari.

 

Finanziamenti interinali nel preconcordato: il nuovo art. 182-quinquies l. fall. Il decreto legge fornisce un chiarimento ai dubbi emersi, negli ultimi anni, alla luce di un’applicazione restrittiva dell’art. 182-quinquies, comma 1, l. fall. Quasi un’interpretazione autentica da parte del legislatore, il quale chiarisce, con questa nuova formulazione della norma, che il debitore può essere autorizzato a contrarre finanziamenti prededucibili funzionali “anche prima del deposito della documentazione di cui all’art. 161, commi secondo e terzo”.
In altre parole, viene specificato che per ottenere l’autorizzazione de qua non occorre anche il deposito del piano e della proposta, come invece veniva richiesto da alcuni tribunali nella pratica: “tale interpretazione”, si legge nella relazione illustrativa, oltre a non essere prevista dalla norma originale, ne “limita in misura molto significativa l’utilità pratica”, pregiudicando anche le concrete prospettive di risanamento dell’impresa in crisi.

 

Nuovi finanziamenti urgenti. La norma introduce un nuovo comma all’art. 182-quinquies, il comma 2-bis, che consente al debitore di ottenere finanziamenti d’urgenza anche nella fase prenotativa, prima che siano disponibili il piano, la proposta e l’attestazione dell’esperto: il debitore che presenta una domanda di ammissione al concordato preventivo in bianco, anche in assenza del piano, o di una domanda di omologazione di accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis, comma 1, o una proposta di accordo ex art. 182-bis, comma 6, “può chiedere al tribunale di essere autorizzato in via d’urgenza a contrarre finanziamenti prededucibili ai sensi dell’art. 111, funzionali a urgenti necessità” relative all’esercizio dell’attività aziendale fino alla scadenza dei termini fissati dal tribunale.
Con la precisazione che il ricorso deve specificare la destinazione dei finanziamenti e attestare che il debitore non può reperire aliunde le risorse necessarie, e che senza di essi vi sarebbe un pregiudizio imminente e irreparabile per l’azienda.

 

Pagamento di crediti anteriori. L’art. 182-quinquies comma 4 consente al tribunale di autorizzare il pagamento di crediti sorti prima del deposito della domanda, così derogando al principio della par condicio creditorum. Il decreto legge specifica che tale pagamento può – e non deve – avvenire anche integralmente, anche nella fase interinale: secondo alcune interpretazioni, l’articolo consentiva di autorizzare una deroga solo temporale al principio della par condicio, mentre l’importo di tale pagamento dovrebbe necessariamente essere quello stabilito dalla legge o dalla proposta concordataria. Nella nuova versione della norma, invece, spetta al tribunale decidere se, e in quali termini, autorizzare il pagamento nelle circostanze concrete.

 

Finanziamenti e tassi d’interesse: deroga alla disciplina in tema di usura. Viene introdotto, infine, il nuovo comma 6 dell’art. 182-quinquies, che esclude l’applicabilità della disciplina in tema di usura alle norme sui finanziamenti autorizzati ai sensi dell’art. 182-quinquies o dell’art. 167 l. fall. e concessi da soggetti vigilati.
La norma si pone l’obiettivo di sviluppare un mercato indipendente per il finanziamento dell’impresa in crisi, che consenta al debitore di reperire le risorse necessarie per assicurare la prosecuzione della propria attività. A tal fine, si è inteso consentire agli operatori di praticare tassi d’interesse adeguati rispetto al livello di rischio che tali finanziamenti comportano, anche derogando alle norme interne in materia di usura. Il fatto che il finanziamento venga autorizzato dal tribunale e la soggezione dei finanziatori alla vigilanza della Banca d’Italia o di altra autorità comunitaria, costituiscono per il legislatore garanzie sufficienti.

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