Quesiti Operativi

Licenziamento intimato dal curatore e indennità sostitutiva del preavviso

31 Marzo 2021 | Indennità sostitutiva del preavviso

In caso di licenziamento del dipendente intimato dal curatore fallimentare successivamente alla data del fallimento, al lavoratore stesso spetta l'indennità sostitutiva del mancato preavviso? E quale grado di privilegio deve essere riconosciuto? E in caso, il preavviso può essere prestato?

 

È qui in primo luogo necessario richiamare le disposizioni di cui al vigente art. 2119, c. 2 c.c., secondo il quale “non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto il fallimento dell'imprenditore o la liquidazione coatta amministrativa dell'azienda”.

Pertanto, il contratto non si risolve in modo automatico per effetto del fallimento, ma rimane sospeso fino a quando il curatore decide di sciogliersene o subentrarvi.

Quando il curatore decide di sciogliersi dal contratto, intima il licenziamento, da considerare quale licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Conseguentemente, a favore del lavoratore stesso dovrà essere riconosciuta la prevista indennità sostitutiva del preavviso secondo le disposizioni del CCNL in concreto applicabile.

Non dimeno, deve distinguersi tra il caso in cui non vi sia stata prestazione lavorativa dopo la dichiarazione di fallimento, e quello in cui vi sia stata.

Nel primo, secondo Cass. 7.7.2008, n. 18565, "il diritto all'indennità sostitutiva del preavviso in favore del lavoratore dipendente, il cui rapporto di lavoro si è risolto "ex lege" a seguito della dichiarazione del fallimento dell'impresa, sua datrice di lavoro, senza continuazione con l'amministrazione fallimentare per le esigenze del fallimento, non può essere soddisfatto in prededuzione, ai sensi dell'art. 111 numero 1, l.fall., potendo il relativo credito, che trova la sua unica causale nel rapporto lavorativo, essere soddisfatto invece - in ragione della sua natura di credito privilegiato - nella liquidazione dell'attivo fallimentare come ogni altro credito di lavoro (art. 2751 bis, comma 1 n. 1, c.c.)".

Nel secondo caso, invece, il suddetto credito dovrebbe essere soddisfatto in prededuzione.

Tale distinzione non avrà però modo didi essere applicata dopo il 31 agosto 2021.

Difatti, a decorrere dal 1° settembre 2021 entreranno in vigore le disposizioni di cui all'art. 189 c. 8 CCI, che stabilisce che l'indennità sostitutiva di preavviso va sempre ammessa al passivo, per ogni ipotesi di cessazione del rapporto lavorativo, con il privilegio ex art. 2751-bis c.c.

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