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Impugnazione dei crediti ammessi

Sommario

Inquadramento | Legittimazione | Motivi di impugnazione | Procedimento | Ricorso per Cassazione | Riferimenti |

 

L’impugnazione dei crediti ammessi è il mezzo di gravame, previsto dal nuovo art. 98 l. fall., con il quale il curatore, il creditore o il titolare di diritti su beni mobili o immobili possono contestare l’accoglimento della domanda di un creditore. Rispetto al sistema previgente, la riforma ha previsto: a) la legittimazione attiva del curatore e non solo la sua partecipazione al giudizio; b) la possibilità che oggetto dell’impugnazione possa essere anche la statuizione relativa a diritti reali e personali su beni immobili oltre alle statuizioni relative ai crediti o ai diritti reali e personali su beni mobili; c) un procedimento uniforme per tutti i rimedi impugnatori dello stato passivo (opposizione, impugnazione dei crediti ammessi e revocazione). L’impugnazione si propone con ricorso avanti il tribunale fallimentare entro 30 giorni dal deposito dello stato passivo per il curatore, o dal ricevimento dell’avviso ex art. 97 l. fall. per il creditore. Le parti resistenti devono costituirsi almeno 10 giorni prima dell’udienza di comparizione e il procedimento è disciplinato dall’art. 99 l. fall. Il collegio, o il giudice relatore delegato dal presidente, provvede all’ammissione e all’espletamento dei mezzi istruttori. Il tribunale provvede in via definitiva sull’impugnazione co...

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