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Il curatore è legittimato ad agire contro la banca per la concessione abusiva del credito?

17 Settembre 2021 | di Vincenzo Papagni

Cass. civ.

Abusiva concessione di credito

Il decisum in rassegna pone al centro dell’attenzione la cosiddetta abusiva concessione del credito da parte delle banche. In particolare, si tratta di stabilire se la curatela sia, o meno, legittimata ad agire con riguardo alla domanda di risarcimento del danno cagionato al patrimonio della società, appunto, per l’abusiva concessione del credito.

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Il socio non è legittimato a opporsi all’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti

17 Settembre 2021 | di Francesco Spina

Trib Napoli 3-5-21.pdf

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

La questione giuridica sottesa al decreto del Tribunale di Napoli, che si commenta, verte nello stabilire se il socio che vanti un credito nei confronti di una società che ha predisposto un accordo di ristrutturazione dei debiti e relativa transazione fiscale sia o meno legittimato ad opporsi all’omologa del relativo accordo.

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Procedure in consecuzione: il periodo sospetto decorre dalla data di ammissione alla prima

16 Settembre 2021 | di La Redazione

Cass. civ.

Consecuzione di procedure

Nel caso in cui si susseguano più procedure concorsuali, il computo a ritroso del periodo sospetto ai fini delle azioni revocatorie fallimentari decorre dalla data di ammissione alla prima di esse

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Casi e sentenze Casi e sentenze

Conoscibilità dell’insufficienza patrimoniale e prescrizione dell’azione dei creditori

15 Settembre 2021 | di La Redazione

Trib. Napoli

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

L’azione sociale di responsabilità, anche quando viene esperita dal commissario liquidatore, in seguito all’apertura di una procedura di l.c.a. dell’impresa, resta soggetta per gli amministratori alla prescrizione quinquennale, a decorrere dalla cessazione della carica, come previsto dall’art. 2941, n. 7 c.c..

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La Suprema Corte in tema di fallimento e socio occulto

15 Settembre 2021 | di La Redazione

Cass. civ.

Socio occulto

Al fine dell’applicazione dell’art. 147 L.F., è sufficiente il riscontro, oltre che della situazione normale di una società che esista nella realtà e come tale operi nei rapporti con i terzi, anche delle situazioni anomale costituite dalla società meramente apparente nei confronti dei terzi, pure se inesistente, ma non esteriorizzata. Queste due ultime situazioni, peraltro, in relazione alla diversità di presupposti, si pongono su un piano alternativo; pertanto, l’estensione del fallimento di un imprenditore individuale ad altro soggetto, previo riscontro di una società di fatto, non può essere contraddittoriamente giustificata in base al contemporaneo accertamento, in detto soggetto, della qualità di socio apparente e di socio occulto.

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Bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta preferenziale a confronto

15 Settembre 2021 | di La Redazione

Cass. pen.

Bancarotta fraudolenta

In tema di reati fallimentari, mentre il prelievo di somme a titolo di restituzione di versamenti operati dai soci in conto capitale (o indicati con analoga dizione) integra la fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione, non dando luogo tali versamenti ad un credito esigibile nel corso della vita della società; viceversa, il prelievo di somme quale restituzione di versamenti operati dai soci a titolo di mutuo integra la fattispecie di bancarotta preferenziale

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Quesiti Operativi Quesiti Operativi

Non impugnabilità in Cassazione del decreto emesso dalla Corte d’appello in sede di reclamo ex art. 22 L.F.

15 Settembre 2021 | di Girolamo Lazoppina

Fallimento: disciplina generale

In caso di reclamo alla Corte d’appello avverso il decreto del tribunale di rigetto della richiesta di fallimento, la decisione dei secondi giudici è ricorribile in cassazione?

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

L'art. 44 Legge Fallimentare: una norma da “maneggiare con cura”

14 Settembre 2021 | di Marco Terenghi

Corte App.

Appello Bari 24.4.2020 n. 573.pdf

Azioni che derivano dal fallimento

La Corte d'appello d i Bari, con la pronuncia oggetto di commento, individua i limiti di applicabilità dell'art. 44 l.fall. in un caso piuttosto particolare, dove vengono in rilievo entrambi gli aspetti contemplati dalla norma: da un lato il pagamento in favore del fallito (art. 44, comma 2, L.F.) eseguito da un debitore attraverso l'emissione e la consegna di alcuni assegni bancari tratti a suo nome, e dall'altro l'atto solutorio inefficace compiuto dal fallito stesso (art. 44, comma 1, L.F:), consistito nell'avere girato ad un terzo quegli stessi assegni ricevuti senza averli previamente versati sul proprio conto corrente, evitando così che le relative somme transitassero in conto e potessero venire apprese dalla curatela fallimentare.

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La S.C. in tema di consecuzione delle procedure tra concordato preventivo e fallimento

13 Settembre 2021 | di La Redazione

Cass. civ.

Consecuzione di procedure

Non è precluso al giudice dell’opposizione allo stato passivo fallimentare, ai sensi della l.fall., art. 98, accertare, in concreto, la consecuzione di procedure tra il concordato preventivo ed il successivo fallimento, ai fini dell’ammissione del credito in via meramente chirografaria e non ipotecaria, non rilevando, in contrario, la circostanza che la sentenza dichiarativa di fallimento abbia accertato lo stato di insolvenza quale presupposto del medesimo, senza indagare, altresì, se esso preesistesse alla domanda di concordato preventivo, quale suo specifico presupposto.

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Focus Focus

La composizione negoziata: trattative e gruppo di imprese

13 Settembre 2021 | di Paolo Bosticco

Crisi d'impresa e insolvenza

Nel rinviare l'entrata in vigore del “nuovo” Codice della Crisi , con il D.L. n. 118/2021, il legislatore ha introdotto alcune innovazioni nell'attuale impianto della legge fallimentare, in particolare istituendo una forma di composizione negoziata della crisi, basata su trattative sostanzialmente negoziali tra il debitore ed i suoi creditori, seppure sotto l'egida di una figura di esperto che anticipa alcune funzioni dei futuri OCRI. L'accesso a questo nuovo mezzo di soluzione della crisi per la prima volta - così confermando una volontà chiaramente espressa negli artt. 284 ss. CCI - viene aperto ai gruppi di società che potranno utilizzarlo in forma unitaria, pur se ancora con molti limiti legati ai possibili sbocchi concorsuali del procedimento compositivo.

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