Focus

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Speciale Decreto Sviluppo-bis: l'ammissione al procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento: un primo commento

06 Febbraio 2013 | di Nicola Bottero, Francesco Mazzi

Sovraindebitamento

Il c.d. "Decreto Sviluppo-bis" ha apportato rilevanti modifiche anche alla disciplina della procedura iniziale della composizione della crisi da sovraindebitamento come si desume dall’art. 10, che fornisce chiarimenti sulla scansione temporale della fase di ammissione e sul contenuto essenziale del decreto.

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L’Enterprises bankruptcy law cinese: la “terza via” cinese per la risoluzione dei casi di insolvenza delle imprese

31 Gennaio 2013 | di Laura Limido

Insolvenza

i costi di procedura e i compensi dell'Administrator;i crediti dei lavoratori dipendentii crediti previdenziali che non siano già ricompresi nel punto 3 ed i crediti fiscali;tutti i rimanenti crediti.

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Speciale Decreto Sviluppo-bis: la redazione e l'attestazione del piano di risanamento nelle procedure di soluzione negoziale delle crisi d'impresa

28 Gennaio 2013 | di Giuseppe Savioli

Piani di risanamento

La nuova legge fallimentare, dopo le recenti riforme, si connota per un mutamento di prospettiva nella gestione della crisi d’impresa, passando da una logica liquidatoria ad una finalizzata alla conservazione dell’azienda. Assume sempre più rilevanza il ruolo del professionista chiamato ad attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di risanamento: l’Autore analizza le attività dell’attestatore e i parametri economici ai quali deve fare riferimento nella formulazione del suo giudizio prognostico.

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Speciale Decreto Sviluppo-bis: composizione delle crisi da sovraindebitamento: il profilo della fattibilità nell'accordo e nel piano

25 Gennaio 2013 | di Federico Rolfi

Sovraindebitamento

La composizione delle crisi da sovraindebitamento, nella nuova disciplina introdotta dal c.d. Decreto Sviluppo-bis, che ha significativamente modificato la l. n. 3/2012, offre una diversificazione degli strumenti per affrontare distinte situazioni di crisi, a seconda che si tratti di consumatore o di debitore civile non fallibile. L’Autore si sofferma sull’attestazione di fattibilità del piano o dell’accordo, ad opera dell’organismo di composizione della crisi, che costituisce la fase centrale in entrambe le procedure.

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Concordato preventivo «in continuità» e autorizzazione allo scioglimento dei contratti pendenti: un binomio spesso inscindibile

23 Gennaio 2013 | di Cesare Cavallini

Concordato con continuità aziendale

La nuova tipologia di concordato preventivo in continuità aziendale, introdotta dalla recente riforma operata per mezzo del c.d. “Decreto Sviluppo”, presuppone, in molti casi, lo scioglimento o la sospensione dai contratti pendenti. L’Autore analizza questo binomio tra nuovi istituti, soffermandosi sulla prospettiva di risanamento e sui profili di dubbio che possono emergere.

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Brevi (e scettiche) considerazioni sul concordato preventivo con continuità aziendale

21 Gennaio 2013 | di Mauro Vitiello

Concordato con continuità aziendale

Nell'introdurre una normativa specifica del concordato preventivo caratterizzato dalla prosecuzione dell'attività d'impresa, il Legislatore si è ispirato all'idea della separazione delle discipline, a seconda che il concordato abbia finalità esclusivamente liquidatorie o, piuttosto, di prosecuzione dell'attività d'impresa.

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L'equo indennizzo nel contratto di leasing: un approccio finanziario

17 Gennaio 2013 | di Luciano Quattrocchio

Leasing

La Legge Fallimentare - con riferimento al tema oggetto della presente trattazione - prende in considerazione il contratto di leasing nell'ambito sia dell'accertamento del passivo fallimentare, sia della quantificazione del passivo concordatario.

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Brevi note sul blocco delle misure esecutive e cautelari nel concordato preventivo: problemi esegetici e novità della riforma

16 Gennaio 2013 | di Simonetta Ronco

Misure cautelari reali

Con la recente approvazione del c.d. Decreto Sviluppo (D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito in L. 7 agosto 2012 n. 134), il Legislatore ha apportato alcune rilevanti modifiche al testo della legge fallimentare. Si tratta, in particolare, di aggiustamenti e integrazioni relativi, prevalentemente alla disciplina del concordato preventivo, degli accordi di ristrutturazione dei debiti e dei piani di risanamento, che hanno comportato anche conseguenze sulla disciplina del procedimento fallimentare.

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I poteri del giudice delegato nell'amministrazione straordinaria

15 Gennaio 2013 | di Antonio Caiafa

Giudice delegato

Il provvedimento adottato dai giudici delegati alle società del “Gruppo Alitalia”, in considerazione dell'unicità del programma di cessione dei complessi aziendali e delle correlate problematiche la cui risoluzione è volta al raggiungimento dell'obiettivo di una gestione unitaria della procedura, impone una attenta riflessione in ordine alla effettiva possibilità di considerare l'intervento di tale organo, di raccordo tra il tribunale ed il commissario straordinario, necessario quante volte vengono individuate criticità in relazione al corretto andamento della procedura, ovvero se non debba riconoscersi al giudice delegato un ben più limitato potere di prendere atto di quegli accadimenti collegati alla predisposizione del programma - redatto secondo uno degli indirizzi alternativi indicati dell'art.27, comma 2, d.lgs. n.270/1999 - per quel che attiene agli adempimenti conseguenti la trasmissione dello stesso al tribunale, per l'adozione, da parte del giudice delegato, del decreto volto ad assicurare il deposito dello stesso in cancelleria, con esclusione delle parti in relazione alle quali siano ravvisabili esigenze di riservatezza, a norma dell'art.50, comma 1, d.lgs. n. 270/1999.

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Il fallimento dell'appaltatore e la solidarietà del committente per il pagamento dei debiti contributivi

11 Gennaio 2013 | di Maurizio Irrera, Anna Gaglioti, Michele Vigna

Appalto

i pagamenti effettuati dal committente pubblico in favore degli enti previdenziali (lavoratori) nei sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento sono revocabili nel caso in cui la curatela possa provare che la stazione appaltante conosceva lo stato di insolvenza dell'appaltatore;per quanto corrisposto successivamente alla dichiarazione di fallimento, tanto la stazione appaltante, quanto l'Ente Previdenziale, sono tenuti a restituire le somme alla massa, trattandosi di pagamento inefficace ex art. 44 l. fall.

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