Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Responsabilità della banca da abusiva concessione del credito: solidale con la responsabilità degli amministratori o autonoma?

28 Settembre 2021 | di Monica Selvini

Cass. civ.

Abusiva concessione di credito

La Suprema Corte, con l'ordinanza in commento, afferma la legittimazione del curatore fallimentare ad agire contro le banche per la concessione abusiva del credito, in quanto egli non aveva fatto valere una pretesa di risarcimento del danno patito dal singolo creditore, come tale non di pertinenza del curatore, ma la lesione della garanzia patrimoniale della società posta a vantaggio indistinto di tutti i creditori, come tale azione di massa che spetta naturalmente al curatore.

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Liquidatore della società che subentra all'amministratore e responsabilità per omesso versamento IVA

21 Settembre 2021 | di Niccolò Bertolini Clerici

Cass. pen.

Liquidazione di società di capitali

Risponde del reato di omesso versamento IVA, quantomeno a titolo di dolo eventuale, il soggetto che, subentrando ad altri nella carica di amministratore, nonché, come nella specie, di liquidatore, di una società di capitali dopo la presentazione della dichiarazione di imposta e prima della scadenza del versamento, ometta di versare all'Erario le somme dovute sulla base della dichiarazione medesima, senza compiere il previo controllo di natura puramente contabile sugli ultimi adempimenti fiscali, in quanto, attraverso tale condotta, lo stesso si espone volontariamente a tutte le conseguenze che possono derivare dalle pregresse inadempienze.

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Il socio non è legittimato a opporsi all’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti

17 Settembre 2021 | di Francesco Spina

Trib Napoli 3-5-21.pdf

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

La questione giuridica sottesa al decreto del Tribunale di Napoli, che si commenta, verte nello stabilire se il socio che vanti un credito nei confronti di una società che ha predisposto un accordo di ristrutturazione dei debiti e relativa transazione fiscale sia o meno legittimato ad opporsi all’omologa del relativo accordo.

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L'art. 44 Legge Fallimentare: una norma da “maneggiare con cura”

14 Settembre 2021 | di Marco Terenghi

Corte App.

Appello Bari 24.4.2020 n. 573.pdf

Azioni che derivano dal fallimento

La Corte d'appello d i Bari, con la pronuncia oggetto di commento, individua i limiti di applicabilità dell'art. 44 l.fall. in un caso piuttosto particolare, dove vengono in rilievo entrambi gli aspetti contemplati dalla norma: da un lato il pagamento in favore del fallito (art. 44, comma 2, L.F.) eseguito da un debitore attraverso l'emissione e la consegna di alcuni assegni bancari tratti a suo nome, e dall'altro l'atto solutorio inefficace compiuto dal fallito stesso (art. 44, comma 1, L.F:), consistito nell'avere girato ad un terzo quegli stessi assegni ricevuti senza averli previamente versati sul proprio conto corrente, evitando così che le relative somme transitassero in conto e potessero venire apprese dalla curatela fallimentare.

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Il pagamento dei debiti di imposta in caso di fallimento

10 Settembre 2021 | di Giovambattista Palumbo

Cass. civ.

Dichiarazione di fallimento

Tutti gli atti compiuti dal fallito ed i pagamenti da lui effettuati dopo la dichiarazione del fallimento sono sanzionati come inefficaci rispetto ai creditori. Nell'alveo dei pagamenti inefficaci rientra ogni atto estintivo di un debito riferibile al soggetto fallito. Le ragioni di tutti i creditori - nessuno escluso – vengono infatti soddisfatte paritariamente attraverso l'amministrazione del patrimonio del fallito da parte del curatore, sicché nessuna interferenza del fallito è ammissibile, dato che essa vanificherebbe le finalità stesse della procedura di salvaguardia della concorsualità. In questa cornice, sono inefficaci, pertanto, pure i pagamenti relativi a debiti di imposta o contributivi operati dal fallito in favore dell'erario, o dell'agente esattore dopo la sentenza dichiarativa di fallimento.

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Preliminare di compravendita immobiliare nel concordato preventivo e inapplicabilità della procedura competitiva

07 Settembre 2021 | di Giovanni Gerbini

Trib. Massa

Offerte concorrenti di concordato

Non si applica la procedura competitiva prevista dall'art. 163 bis l. fall. nel caso di cessione, da parte di una società in concordato, di un immobile destinato a costituire la sede principale dell'attività di impresa dell'acquirente e già oggetto di un preliminare trascritto ex art. 2465 bis c.c., atteso che il diritto del promissario acquirente ad ottenere il bene è pienamente opponibile al concordato e non può dunque essere assoggettato all'esito infruttuoso della suddetta procedura.

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Natura del giudizio di opposizione allo stato passivo e inapplicabilità dell'art. 347 c.p.c.

03 Settembre 2021 | di Marco Culmone

Cass. civ.

Stato passivo

Non costituisce causa di improcedibilità del giudizio di opposizione allo stato passivo la mancata produzione della copia autentica del provvedimento impugnato del giudice delegato.

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Sulla competenza in tema di esecuzione del concordato preventivo

31 Agosto 2021 | di Giuseppe Fichera

Procura gen. Cass.

Cass. Procura Generale 23-3-21.pdf

Concordato preventivo: disciplina generale

Sul regolamento di competenza sollevato da due società in concordato preventivo, il P.G. nella requisitoria del 23 marzo 2021 afferma che è l'ufficio giudiziario individuato secondo gli ordinari criteri della competenza per territorio a doversi pronunciare sulla domanda di accertamento proposta dal debitore concordatario, restando esclusa qualsivoglia competenza funzionale anche solo “residuale” del tribunale fallimentare, innanzi al quale è intervenuta l'omologa del concordato medesimo.

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Il difetto di legittimazione del contribuente dichiarato fallito all'impugnazione dei crediti fiscali

26 Agosto 2021 | di Pasqualina Farina

CTR Bologna

CTR Bologna 21-4-21.pdf

Effetti della chiusura del fallimento

È inammissibile, per difetto di legittimazione ad agire ex art. 43, comma 1, L.fall., l'impugnazione del contribuente concernente crediti fiscali i cui presupposti siano stati verificati prima della dichiarazione del suo fallimento, ove il curatore abbia omesso di promuovere detto ricorso non per inerzia, ma in seguito ad una esplicita presa di posizione negativa circa la sua utilità per la massa dei creditori.

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Domanda di concordato preventivo rinunciata e successivo fallimento. Consecuzione di procedure?

17 Agosto 2021 | di Giorgio Cherubini

Cass. civ.

Consecuzione di procedure

L'art. 168, comma 3, l. fall., che dispone l'inefficacia delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni anteriori all'iscrizione nel registro delle imprese del ricorso per concordato preventivo rispetto ai creditori anteriori al concordato, non si applica qualora, rinunciata la domanda di concordato preventivo prima dell'ammissione al concordato medesimo, sia stato in un momento successivo dichiarato il fallimento dell'imprenditore, trovando l'inefficacia degli atti nell'ambito della proceduta fallimentare la propria disciplina nell'art. 69 bis l. fall. La rinuncia al deposito del piano nel concordato con riserva nel termine di novanta giorni concesso dal Tribunale fa venir meno la consecuzione di procedure nel caso di successivo fallimento, indipendentemente dal fatto che tra le due procedure concorsuali non intercorra un lasso temporale rilevante o che permanga lo stesso stato di crisi. Pertanto, risulta efficace nel fallimento dichiarato dopo l'emissione di decreto di estinzione della domanda di concordato l'ipoteca giudiziale iscritta da una banca nei 90 giorni anteriori all'iscrizione nel registro delle imprese del ricorso per concordato preventivo e il suo credito va ammesso allo stato passivo in via ipotecaria.

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