Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Derogabilità dell'art. 2112 c.c. nella cessione d'azienda in crisi

23 Novembre 2021 | di Gianfranco Benvenuto

CAss. civ.

Cessione d'azienda

Ai fini dell'operatività degli effetti previsti dall'art. 47, comma 5, L. n. 428/1990 in caso di trasferimento d'imprese o parti di imprese il cui cedente sia oggetto di una procedura fallimentare, non occorre il requisito della cessazione dell'attività di impresa, di essa costitutivo, da riferire esclusivamente alla procedura di amministrazione straordinaria.

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Inapplicabilità dell'esenzione di cui art. 67, c. 3, lett. a) ai pagamenti dei ratei del mutuo e non revocabilità delle rimesse su un conto corrente attivo

19 Novembre 2021 | di Filippo Rasile, Claudia Passerini

App. Milano

Appello Milano 24-3-21.pdf

Azione revocatoria fallimentare

La sentenza oggetto di commento merita particolare attenzione per la lettura che la Corte milanese fa dell'art. 67, comma 3, lett. a), l.fall., prevedendo che tale norma non sia applicabile al rimborso delle rate di mutuo. Si tratta di una questione abbastanza frequente, risolta in modo non univoco nella giurisprudenza di merito; pertanto la pronuncia in esame può essere considerata un importante precedente a sostegno di una interpretazione "restrittiva" dell'esenzione da revocatoria per i pagamenti dei beni e servizi effettuati nei termini d'uso.

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Regime delle preclusioni e garanzia del contraddittorio nel giudizio di opposizione allo stato passivo

17 Novembre 2021 | di Vincenzo Palladino

Cass. civ.

Opposizione al passivo

Il giudizio di opposizione allo stato passivo, malgrado la sua natura impugnatoria, non è caratterizzato dalla preclusione di cui all'art. 345 c.p.c., in quanto il riesame, a cognizione piena, del risultato della cognizione sommaria propria della verifica, demandato al giudice dell'opposizione, se esclude l'immutazione del thema disputandum e non ammette l'introduzione di domande riconvenzionali della curatela, non ne comprime tuttavia il diritto di difesa, consentendo, quindi, la formulazione di eccezioni non sottoposte all'esame del giudice delegato. Ed altrettanto è a dirsi, ovviamente, posto che il più contiene il meno, anche quanto alla specificazione di eccezioni già solo genericamente proposte. In queste ipotesi, e solo in relazione ai contenuti e ai termini dell'eccezione nuova o – come nella concreta fattispecie – di quella (originariamente generica e solo dopo) adeguatamente specificata, il rispetto del principio del contraddittorio esige che sia concesso termine all'opponente per dispiegare le proprie difese e produrre la documentazione probatoria idonea a supportarle.

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Prededuzione nel successivo fallimento del credito sorto post omologa di un concordato con continuità: il tribunale di Modena fissa i paletti

12 Novembre 2021 | di Alessandro Lendvai

Trib. Modena
Trib. Modena

Trib. Modena 22_09_2020.pdf

Consecuzione di procedure

In caso di consecuzione tra procedure concorsuali, il creditore, che chieda l'ammissione in prededuzione al passivo del successivo fallimento del credito sorto post omologazione di un concordato con continuità, ha l'onere di provare tanto che il credito stesso sia stato espressamente previsto nella proposta omologata o nel piano, o tragga origine da una prestazione necessaria e insostituibile ai fini della prosecuzione stessa dell'attività di impresa, quanto che le due procedure trovino il loro presupposto nel medesimo stato di insolvenza.

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Crediti relativi a trattamenti pensionistici integrativi: natura previdenziale ed esclusione del privilegio ex art. 2751 bis n. 1 c.c.

09 Novembre 2021 | di Alessandro Corrado

CAss. civ.

Contributi previdenziali e assicurativi

I versamenti del datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare hanno natura previdenziale e non retributiva e pertanto non godono del privilegio ex art. 2751 bis n. 1 c.c. Al credito relativo alle contribuzioni datoriali ai fondi in parola non è applicabile il divieto di cumulo di rivalutazione monetaria ed interessi previsto dall'art. 16, comma 6, legge n. 412 del 1991, in quanto non è corrisposto da un ente gestore di forme di previdenza obbligatoria, ma da un datore di lavoro privato.

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Giudizio di opposizione e revocazione per errore di fatto nella verifica dei crediti

29 Ottobre 2021 | di Francesco Dimundo

Trib. Lecce

Opposizione al passivo

Deve dichiararsi inammissibile la domanda di revocazione per errore essenziale di fatto proposta avverso il decreto emesso all’esito del giudizio di opposizione ex art. 98 l.f., quando l’errore denunciato attenga ad un punto controverso sul quale il Tribunale si sia pronunciato e riguardi un documento non ritualmente prodotto nel giudizio di opposizione.

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I (tormentati) rapporti tra pegno irregolare e fallimento

22 Ottobre 2021 | di Remo Tarolli

Trib. Sondrio

Fallimento: disciplina generale

Nel caso in cui un pegno irregolare costituito a favore di una banca su obbligazioni della medesima sia opponibile al fallimento della società garante, deve escludersi l'operatività dell'art. 53 l. fall. Trova applicazione, invece, l'art. 4 del d.lgs. 21 maggio 2004, n. 170, in forza del quale la creditrice pignoratizia può escutere la garanzia finanziaria osservando le formalità previste nel contratto, senza onere di preventiva insinuazione del credito al passivo della procedura fallimentare.

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La prededuzione tra fallimento e procedure di sovraindebitamento

14 Ottobre 2021 | di Astorre Mancini

Trib. Roma

Sovraindebitamento: Liquidazione del patrimonio

Stante la natura concorsuale delle procedure di sovraindebitamento, in ipotesi di fallimento dichiarato estinto cui consegue la liquidazione del patrimonio del debitore, opera la consecuzione delle procedure e pertanto il credito prededucibile nel fallimento mantiene tale natura anche nella successiva procedura di liquidazione.

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Il compenso del professionista/attestatore va sempre commisurato all'effettiva opera prestata

08 Ottobre 2021 | di Fabio Signorelli

Cass. civ.

Attestatore

L'art. 1362 c.c., laddove richiama al comma 1 la lettera della pattuizione, è senz'altro da intendere nel senso che il dato letterale, pur di fondamentale rilievo, non è mai, da solo, decisivo, atteso che il significato delle dichiarazioni negoziali può ritenersi acquisito esclusivamente al termine del processo interpretativo che deve considerare tutti gli ulteriori elementi, testuali ed extratestuali, indicati dal legislatore, anche quando le espressioni appaiano di per sé non bisognose di approfondimenti interpretativi. Costituisce inesatto adempimento il comportamento dell'attestatore il quale, officiato affinché predisponga una relazione ex art. 161 L.F., che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano concordatario, successivamente, rinunci al mandato professionale e si limiti alla redazione di un parere sintetico sulla non attendibilità dei dati e non fattibilità del piano.

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Responsabilità della banca da abusiva concessione del credito: solidale con la responsabilità degli amministratori o autonoma?

28 Settembre 2021 | di Monica Selvini

Cass. civ.

Abusiva concessione di credito

La Suprema Corte, con l'ordinanza in commento, afferma la legittimazione del curatore fallimentare ad agire contro le banche per la concessione abusiva del credito, in quanto egli non aveva fatto valere una pretesa di risarcimento del danno patito dal singolo creditore, come tale non di pertinenza del curatore, ma la lesione della garanzia patrimoniale della società posta a vantaggio indistinto di tutti i creditori, come tale azione di massa che spetta naturalmente al curatore.

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