Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

In caso di omesso versamento IVA la crisi di liquidità non esclude la punibilità tributaria

19 Gennaio 2022 | di Fabio Gallio

Cass. pen.

Crisi d'impresa e insolvenza

La Corte di Cassazione ha sancito che, relativamente al reato di omesso versamento dell'IVA ex art. 10 ter, D.Lgs. n. 74/2020, è necessario e sufficiente che il debitore di imposta ometta volontariamente il versamento dell'imposta dovuta nella consapevolezza della sussistenza dell'obbligo e della inutile scadenza del termine previsto per il pagamento

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Offerta unica sottosoglia e potere discrezionale del giudice delegato ex art. 572, c. 3, c.p.c. nella liquidazione fallimentare

13 Gennaio 2022 | di Mariacarla Giorgetti

Cass. civ.

Vendite nelle procedure concorsuali

In caso di vendita coattiva immobiliare effettuata direttamente dal giudice delegato del fallimento, è valida anche l'offerta ribassata per non oltre un quarto rispetto al prezzo fissato nella relativa ordinanza, potendo allora il predetto giudice, in caso di unicità di offerta, aggiudicare il bene a tale offerente, ove sussistano i presupposti di cui all'art. 572, c.p.c., comma 3 novellato, applicabile ratione temporis, in particolare dando conto che non ricorre seria possibilità di conseguire un prezzo superiore per effetto di una nuova vendita, secondo i limiti di compatibilità dell'istituto, che costituisce un elemento normativo integrante il provvedimento.

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Contratto pubblico di appalto: fallimento dell'appaltatore, richiesta di corrispettivo del curatore ed eccezione di inadempimento dell'appaltante

05 Gennaio 2022 | di Beatrice Armeli

Cass. civ.

Appalto pubblico

Intervenuto lo scioglimento del contratto di appalto, anche di opera pubblica, per effetto della dichiarazione di fallimento dell'appaltatore, ai sensi dell'art. 81 l.fall., l'appaltante può rifiutarsi di procedere al pagamento dei lavori eseguiti se sia fondata l'eccezione d'inadempimento ai sensi dell'art. 1460 c.c.

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Il compenso del liquidatore è sempre assoggettabile a revocatoria fallimentare se effettuato nel periodo sospetto

30 Dicembre 2021 | di Flavia Silla

Cass. civ

Azione revocatoria fallimentare

La Cassazione, sesta sezione civile, con l’ordinanza n. 26244 dello scorso 28 settembre 2021, ha escluso l’esenzione in base all’art. 67, comma 3, lett. a) e lett. f). Motivando il proprio rigetto, la Corte di legittimità respinge le richieste avanzate, ricordando che nel nostro sistema la revocabilità è la regola, mentre le deroghe rappresentano l’eccezione.

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Continuità tra la procedura concordataria e la procedura fallimentare e individuazione del “periodo sospetto” per l'azione revocatoria

24 Dicembre 2021 | di Daniele Fico

App. Milano

Consecuzione di procedure

La continuità tra la procedura concordataria e la procedura fallimentare ben può realizzarsi anche nel caso in cui sia intervenuto il decreto di omologa, sempre che sia stata pronunciata una sentenza dichiarativa di fallimento contestuale alla risoluzione del concordato omologato. In tale situazione, il periodo sospetto di sei mesi per l'esercizio dell'azione revocatoria ex art. 67, comma 2, l. fall., deve essere fatto decorrere dalla data di iscrizione della domanda di concordato preventivo nel registro delle imprese.

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Concordato in continuità: nulla osta al rilascio del DURC nonostante il mancato versamento di contributi pregressi

20 Dicembre 2021 | di Luigi Andrea Cosattini

Trib. Bergamo

Concordato con continuità aziendale

Il mancato versamento dei contributi previdenziali dovuti per il periodo antecedente al deposito della domanda di concordato con previsione di continuità aziendale, anche in caso di ricorso ai sensi dell'art. 161, comma 6, L.F., non preclude la possibilità di ottenere da parte degli enti previdenziali il rilascio del DURC “regolare” in relazione a tale periodo.

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La prima decisione sulle misure protettive: per la convalida occorrono pubblicazione e accettazione

15 Dicembre 2021 | di Fabio Cesare

Trib. Brescia

Sovraindebitamento

E’ inammissibile la domanda di conferma delle misure protettive ex artt. 6-7 D.L. 118/2021 qualora l’istanza di composizione negoziata non sia stata pubblicata nel Registro delle imprese, l’esperto non abbia accettato l’incarico e la domanda di concordato sia stata rinunciata senza che il Tribunale ne abbia dichiarato l’improcedibilità.

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Il socio illimitatamente responsabile tra diritto di difesa e “interesse” all'impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento della società

09 Dicembre 2021 | di Monica Selvini

Cass. civ.

Dichiarazione di fallimento

Nel procedimento prefallimentare non vi è litisconsorzio necessario tra società e soci illimitatamente responsabili, non potendo questi ultimi contestare il fondamento della dichiarazione di fallimento della società, ma unicamente opporsi alla estensione del fallimento nei loro confronti, facendo valere l'eventuale estraneità alla compagine sociale. La sentenza dichiarativa di fallimento della società con soci illimitatamente responsabili va notificata dal cancelliere alla società e ai soli soci dichiarati falliti secondo la decisione assunta nella pronuncia stessa, non potendo la nozione di debitore, nella lettura corrente della l. fall., artt. 17 e 18, includere altri soci illimitatamente responsabili, i quali, sebbene destinatari delle istanze di fallimento nel corso dello stesso procedimento, non siano stati dichiarati falliti all'esito, per essi pertanto decorrendo il termine d'impugnazione della sentenza, quali interessati, dalla iscrizione della stessa nel registro delle imprese.

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Concordato con continuità aziendale: utili d'impresa e rispetto delle cause legittime di prelazione

03 Dicembre 2021 | di Remo Tarolli, Laura Riondato

Trib. Verona

Concordato con continuità aziendale

Nel concordato con continuità aziendale, gli utili generati dalla prosecuzione dell'attività vanno considerati alla stregua della finanza esterna, liberamente distribuibile ai creditori. Tali flussi possono essere destinati al pagamento di crediti chirografari, anche in caso di falcidia dei crediti privilegiati per incapienza dei beni su cui sussiste la prelazione a norma dell'art. 160, comma 2, l. fall.

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Non dovuto il compenso all'attestatore se la proposta di concordato è dichiarata inammissibile per violazione di norme imperative di legge

29 Novembre 2021 | di Diego Corrado

Trib. Alessandria

Attestatore

Quella dell'attestatore si configura quale obbligazione di mezzi, e non di risultato. Ad essa, tuttavia, si deve adempiere in modo ex ante astrattamente idoneo al perseguimento del risultato che ci si prefigge, alla luce delle norme di legge che regolano la materia. Ne consegue che, ove la proposta di concordato sia rigettata per manifesta violazione di norme imperative di legge nonché per insanabile incompletezza della stessa, e sia successivamente dichiarato il fallimento del debitore, la curatela ben può eccepire al professionista, che chiede il pagamento del compenso pattuito in prededuzione ex art. 111 l.fall., l'inadempimento al corretto svolgimento dell'incarico ex art. 1460 c.c.

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