Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Fallimento in estensione

Il fallimento della “supersocietà” di fatto

11 Febbraio 2021 | di Francesco Spina

Cass. civ., sez. I

Fallimento in estensione

Il focus dell'art. 147, comma 5, l.fall. non appare diretto verso una o altra forma di esercizio dell'attività di impresa (individuale o collettiva), ma è volto piuttosto verso l'ipotesi in cui emerga che, invece, si tratta di una impresa riferibile ad una società.

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Fallibilità in estensione del soggetto che agisce in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta

10 Maggio 2019 | di Andrea Olivieri

Fallimento in estensione

L’estensione del fallimento al soggetto corresponsabile ex art. 38 c.c. trova il suo fondamento nell’art. 147 l.fall., che prevede appunto l’estensione ai soci del fallimento della società con soci illimitatamente responsabili. Una volta stabilito che vi è una responsabilità illimitata concorrente con la responsabilità dell’impresa collettiva in forza dell’art. 38 c.c., seconda parte, è tale illimitata responsabilità a rendere applicabile la previsione dell’art. 147 l.fall. che presuppone e non fonda la responsabilità illimitata del soggetto cui il fallimento deve estendersi.

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L'estensione della dichiarazione di fallimento al socio accomandatario di fatto

08 Marzo 2019 | di Vincenzo Palladino

Tribunale di Busto Arsizio

Fallimento in estensione

Il socio accomandante che, in assenza di una procura speciale per i singoli atti e al di fuori di un rapporto di subordinazione diretto con il socio accomandatario, si ingerisce nella gestione della società, così violando il divieto previsto dall'art. 2320 c.c., risponde solidalmente ed illimitatamente per tutte le obbligazioni sociali, indipendentemente dall'intensità e dalla continuità della sua indebita ingerenza, ed è assoggettabile a fallimento ex art. 147 l.fall.

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Il diritto alla difesa del socio occulto nel processo per la dichiarazione di fallimento in estensione

14 Luglio 2017 | di Simone Marzo

Fallimento in estensione

Il processo per l’estensione del fallimento al socio illimitatamente responsabile la cui esistenza (o la cui assunzione di responsabilità illimitata) sia venuta alla luce dopo la dichiarazione di fallimento della società, ai sensi dell’art. 147, comma 4, l.fall., ha ad oggetto esclusivamente i presupposti per la dichiarazione del fallimento del socio, senza alcuna possibilità di riaprire la discussione sui presupposti per la dichiarazione di fallimento della società.

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La dichiarazione di fallimento della c.d. supersocietà di fatto

12 Ottobre 2015 | di Barbara Rovati

Corte Costituzionale

Fallimento in estensione

Nel sollevare la questione di legittimità costituzionale dell’art. 147 l. fall., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui sarebbe consentita l’estensione del fallimento dichiarato nei confronti dell’imprenditore individuale risultato successivamente socio di una società di fatto, mentre un’analoga possibilità non sarebbe prevista nell’ipotesi in cui il fallimento sia originariamente dichiarato nei confronti di una società di capitali socia di una società di fatto, deve essere preliminarmente accertato con riferimento al disposto del comma 2 dell’art. 2361 c.c. – secondo cui nei casi di assunzione di partecipazioni comportanti la responsabilità illimitata è stabilito che essa debba essere deliberata dall’assemblea dei soci e che gli amministratori ne diano specifica informazione della nota integrativa del bilancio – se l’assunzione di partecipazioni in società di persone sia efficace, rilevando solo sul piano interno della società ai fini della responsabilità degli amministratori oppure se tale mancanza precluda la stessa possibilità per la società per azioni di partecipare ad una società di fatto e se la conclusione valida per la società per azioni possa estendersi anche alla società a responsabilità limitata per la quale manca una previsione espressa.

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Fallimento del socio illimitatamente responsabile in estensione del fallimento implicito della società

28 Aprile 2015 | di Chiara Ravina

Cass. Civ.

Fallimento in estensione

Ove una società personale, nella specie società in accomandita semplice, si sia sciolta ex art. 2272 n. 4 c.c., per il venir meno della pluralità dei soci (non ricostituita nel termine di sei mesi), ma non sia ancora estinta ed il socio superstite abbia continuato l’impresa già sociale come imprenditore individuale, la dichiarazione di fallimento di questi implica la dichiarazione di fallimento della società.

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Fallimento in estensione: la Consulta non scioglie i dubbi e rimette in discussione principi consolidati

22 Dicembre 2014 | di Filippo Rasile, Antonio Di Rubba

Corte Costituzionale

Fallimento in estensione

Nel sollevare la questione, il rimettente (ndr: il Tribunale di BARI) non si è preliminarmente interrogato sulla possibilità per una società di capitali di partecipare ad una società di fatto a fronte del disposto dell’art. 2361, comma 2, codice civile. Questo, infatti – a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative, in attuazione della L. 3 ottobre 2001, n. 366) – nel consentire alle società per azioni di assumere partecipazioni in imprese comportanti la responsabilità illimitata, stabilisce che tale assunzione sia deliberata dall’assemblea dei soci e che gli amministratori ne diano specifica informazione nella nota integrativa del bilancio.

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Estensione del fallimento di un imprenditore collettivo: incostituzionalità?

11 Giugno 2014 | di Luca Jeantet

Tribunale di Bari
Tribunale di Milano

Fallimento in estensione

L’art. 147, comma 5, l. fall. deve ritenersi incostituzionale, per contrasto con gli artt. 3, comma 1, e 24, comma 1, Cost., nella parte in cui non consente di estendere la dichiarazione di fallimento di una società di capitali alla società di fatto esistente tra l’ente collettivo originariamente fallito ed altri soci di fatto, siano essi persone giuridiche oppure persone fisiche. L’art. 147, comma 5, l. fall. può essere applicato, secondo una lettura costituzionalmente orientata, a tutte le ipotesi in cui, fallito un imprenditore individuale o collettivo, emerga che l'attività imprenditoriale svolta in concreto sia riferibile ad una società di fatto partecipata anche da altri soggetti fisici o giuridici, essendo dunque irrilevante che la prima dichiarazione di fallimento interessi una società e non un imprenditore individuale

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Limite temporale per il fallimento in estensione del socio illimitatamente responsabile

04 Marzo 2014 | di Federica Commisso

Corte d'Appello di Bari

Fallimento in estensione

La decorrenza del limite temporale per il fallimento in estensione del socio illimitatamente responsabile, ex art. 147 l. fall., coincide con il momento in cui il socio ha osservato le formalità per rendere noto ai terzi il suo recesso, e quindi con la relativa pubblicazione nel registro delle imprese.

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