Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il difetto di legittimazione del contribuente dichiarato fallito all'impugnazione dei crediti fiscali

26 Agosto 2021 | di Pasqualina Farina

CTR Bologna

CTR Bologna 21-4-21.pdf

Effetti della chiusura del fallimento

È inammissibile, per difetto di legittimazione ad agire ex art. 43, comma 1, L.fall., l'impugnazione del contribuente concernente crediti fiscali i cui presupposti siano stati verificati prima della dichiarazione del suo fallimento, ove il curatore abbia omesso di promuovere detto ricorso non per inerzia, ma in seguito ad una esplicita presa di posizione negativa circa la sua utilità per la massa dei creditori.

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Domanda di concordato preventivo rinunciata e successivo fallimento. Consecuzione di procedure?

17 Agosto 2021 | di Giorgio Cherubini

Cass. civ.

Consecuzione di procedure

L'art. 168, comma 3, l. fall., che dispone l'inefficacia delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni anteriori all'iscrizione nel registro delle imprese del ricorso per concordato preventivo rispetto ai creditori anteriori al concordato, non si applica qualora, rinunciata la domanda di concordato preventivo prima dell'ammissione al concordato medesimo, sia stato in un momento successivo dichiarato il fallimento dell'imprenditore, trovando l'inefficacia degli atti nell'ambito della proceduta fallimentare la propria disciplina nell'art. 69 bis l. fall. La rinuncia al deposito del piano nel concordato con riserva nel termine di novanta giorni concesso dal Tribunale fa venir meno la consecuzione di procedure nel caso di successivo fallimento, indipendentemente dal fatto che tra le due procedure concorsuali non intercorra un lasso temporale rilevante o che permanga lo stesso stato di crisi. Pertanto, risulta efficace nel fallimento dichiarato dopo l'emissione di decreto di estinzione della domanda di concordato l'ipoteca giudiziale iscritta da una banca nei 90 giorni anteriori all'iscrizione nel registro delle imprese del ricorso per concordato preventivo e il suo credito va ammesso allo stato passivo in via ipotecaria.

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Concordato preventivo in bianco e gare pubbliche: i principi di diritto dell'adunanza plenaria del Consiglio di Stato

12 Agosto 2021 | di Beatrice Armeli

Cons. Stato

Concordato con riserva

Viene esaminata la pronuncia dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 27 maggio 2021, n. 9 che contiene alcuni principi di diritto in tema di partecipazione a gare pubbliche di imprese cha abbiano presentato domanda di concordato preventivo in bianco.

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È possibile cedere il credito d'imposta derivante dall'ultima dichiarazione di una società in liquidazione coatta amministrativa

05 Agosto 2021 | di Fabio Gallio

Cass. civ.

Liquidazione coatta amministrativa

In tema di circolazione del crediti delle procedure concorsuali, posto che il credito IRES da eccedenza d’imposta versata a titolo di ritenuta d’acconto nasce in esito e per l’effetto del compimento delle attività di liquidazione, di modo che la dichiarazione concernente il maxiperiodo concorsuale comporta soltanto la rilevazione di un credito già sorto, valida ed efficace tra cedente e cessionario è la cessione di quel credito operata da commissario liquidatore di una società sottoposta a liquidazione coatta amministrativa antecedente alla cessazione della procedura, benché non rispondente ai requisiti formali stabiliti dal regolamento sulla contabilità generale dello Stato; laddove il contratto stipulato dopo la cessazione della procedura, che risponda a quei requisiti, si traduce in una riproduzione contrattuale, la quale costituisce un adempimento dovuto, funzionale a consentire al cessionario di far valere nei confronti del fisco il credito che gli è stato ceduto.

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L'accordo di composizione della crisi con transazione fiscale è omologabile anche in caso di voto erariale contrario

30 Luglio 2021 | di Lorenzo Gambi

Trib. Napoli

Sovraindebitamento: accordo di composizione della crisi

Il Tribunale omologa l'accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento contenente la proposta di trattamento del credito fiscale anche nel caso in cui l'Erario voti in senso contrario, laddove il voto dell'ufficio sia decisivo ai fini del raggiungimento del 60% e la proposta sia più conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria.

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Questione di costituzionalità sulla cessione del quinto nel sovraindebitamento

26 Luglio 2021 | di Fabio Cesare

Trib. Livorno

Sovraindebitamento

Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 1-bis, L. 3/2012 in relazione all'art. 3, comma 2, Cost., laddove prevede che la cessione del quinto possa rientrare nei debiti di massa nel piano del consumatore, mentre non prevede che possa essere ristrutturato il debito per il quale il creditore abbia già ottenuto l'ordinanza di assegnazione all'esito di una procedura di espropriazione presso terzi.

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Le S.U. assegnano al giudice fallimentare lo scrutinio sull'impugnazione del diniego alla transazione fiscale e contributiva da parte degli Enti pubblici

20 Luglio 2021 | di Enrico Stasi

Cass. civ.

Giurisdizione e competenza

Con l'ordinanza in commento, le Sezioni Unite hanno sancito il principio secondo il quale appartiene alla giurisdizione del tribunale fallimentare il contenzioso nascente dalla impugnazione del diniego dell'Agenzia delle entrate alla proposta di transazione fiscale presentata dal debitore nell'ambito di un accordo di ristrutturazione o di concordato preventivo, risolvendo in tal guisa un altro dei molteplici problemi interpretativi posti dall'art. 182-ter l. fall. e degli aspetti più controversi dell'istituto.

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Revocatoria fallimentare delle rimesse in conto corrente del ricavato dalla vendita di un bene costituito in pegno consolidato

15 Luglio 2021 | di Sergio Sisia

Cass. civ.,

Azione revocatoria fallimentare

Occorre valutare se l'applicazione congiunta degli artt. 67, comma 2, e 70, comma 2, l. fall., nella lettura datane da Cass. nn. 4785/2010 e 24627/2018, non finisca per privare di efficacia una causa di prelazione costituita in forza di un atto non più suscettibile di essere ritenuto pregiudizievole per i creditori, al di là delle stesse esigenze della concorsualità.

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Decorrenza del termine per la riattivazione del processo interrotto per fallimento di una delle parti

08 Luglio 2021 | di Mariacarla Giorgetti

Cass. civ.

Interruzione del processo

Le Sezioni Unite sul contrasto interpretativo circa il momento in cui inizia a decorrere il termine per la riattivazione del processo a seguito del fallimento di una delle due parti processuali hanno affermato che "in caso di apertura del fallimento, ferma l’automatica interruzione del processo (con oggetto i rapporti di diritto patrimoniale) che ne deriva ai sensi dell’art. 43, comma 3, L.F., il termine per la relativa riassunzione o prosecuzione - per evitare gli effetti di estinzione di cui all’art. 305 c.p.c. e al di fuori delle ipotesi di improcedibilità ex artt. 52 e 93 L.F. per le domande di credito - decorre da quando la dichiarazione giudiziale dell’interruzione stessa sia portata a conoscenza di ciascuna parte".

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Risoluzione del concordato preventivo e fallimento “omisso medio”: la parola alle Sezioni Unite

01 Luglio 2021 | di Laura Cacopardi

Cass. civ.,

Concordato preventivo: disciplina generale

Con l'ordinanza interlocutoria in esame queste le questioni di particolare importanza da sottoporre al vaglio delle Sezioni Unite: a) se sia ammissibile l'istanza di fallimento nei confronti di impresa già ammessa al concordato preventivo poi omologato, a prescindere dall'intervenuta risoluzione del concordato; b) se il fallimento debba essere dichiarato solo per insolvenza nuova rispetto al momento dell'omologazione del concordato ovvero anche per inadempimento alle obbligazioni discendenti dall'esecuzione dello stesso concordato omologato e, in caso di ammissibilità del fallimento in tali ipotesi se sia possibile un eventuale fallimento dell'impresa ammessa al concordato omologato, anche prima dello spirare del termine annuale di cui all'art. 186 L.F.

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