Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Ammissibile l'esdebitazione del debitore incapiente indebitatosi a seguito di una grave malattia

25 Marzo 2022 | di Laura Bonati

Trib. Milano

Esdebitazione

E' ammissibile la dichiarazione di definitiva inesigibilità, ex art. 14 quaterdecies L. 3/2012, dei debiti contratti dal debitore incapiente, benché rappresentati da rilevanti debiti tributari dovuti ad una gestione disordinata delle proprie entrate, qualora l'impossibilità di adempiere alle obbligazioni contratte nasca da una sopravvenuta grave malattia che, compromettendo le sue condizioni di salute, abbia ridotto sensibilmente la sua capacità lavorativa, determinando una modificazione a lui non imputabile della capacità patrimoniale che, al momento dell'indebitamento, avrebbe invece consentito il rientro dall'esposizione debitoria.

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Composizione negoziata della crisi: misure protettive

24 Marzo 2022 | di Chiara Mariani, Margherita Rizzuto, Maria Alessia Di Gioia

Crisi d'impresa e insolvenza

Una prima ricognizione delle pronunce emesse dai Tribunali in materia di misure protettive nella composizione negoziata della crisi d'impresa, nonché delle questioni di maggiore interesse ad oggi emerse nell'ambito del procedimento giudiziale di conferma delle misure protettive e di adozione di provvedimenti cautelari.

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Composizione negoziata e perimetro delle misure protettive del patrimonio

23 Marzo 2022 | di Remo Tarolli

Trib. Padova

Crisi d'impresa e insolvenza

Quando le misure protettive vengono richieste dall'imprenditore in crisi in forma generale ed estesa, nell'ambito del procedimento di composizione negoziata, ritenuta l'assenza di controindicazioni da parte dell'esperto incaricato, esse vanno confermate dal Tribunale (erga omnes), perché altrimenti le trattative sarebbero inevitabilmente pregiudicate, se i creditori potessero agire individualmente in via esecutiva o potessero risolvere i contratti pendenti, precludendo così il piano di risanamento dell'impresa.

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Pagamenti spropositati al professionista e reato di bancarotta

18 Marzo 2022 | di Ciro Santoriello

Cass. civ.

Bancarotta fraudolenta

Anche il pagamento da parte di società fallita di compensi spropositati ed ingiustificati ad un professionista può integrare il delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale ed in tal caso l'estraneità dell'atto alla ragionevolezza imprenditoriale, come indice di fraudolenza rilevante per la prova della distrazione, può discendere dalla manifesta incongruità del compenso previsto, allorquando, nel quadro degli elementi valorizzati dal giudice di merito, essa denunci il carattere pretestuoso e strumentale della copertura formale data alla concreta distrazione delle risorse.

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La sottile linea rossa tra continuità diretta, liquidazione, competitività obbligatoria e migliore soddisfazione dei creditori concordatari

10 Marzo 2022 | di Antonio Auricchio, Luca Jeantet, Paola Vallino

Trib. Rimini

Concordato con continuità aziendale (nella legge fallimentare)

In tema di concordato preventivo in continuità aziendale, se fondato su di un contratto di management alberghiero, deve essere revocato il decreto di ammissione ai sensi dell'art. 163 qualora risulti che il regolamento negoziale partecipa delle caratteristiche proprie del contratto di affitto di azienda, non sia aperto alla competizione ai sensi dell'art. 163 bis l. fall., veda una prevalenza di flussi liquidativi a servizio del debito concordatario, a seguito della vendita con successiva retrocessione in locazione dell'immobile strumentale, manchi il rispetto della soglia minima di soddisfazione prevista dall'art. 160, comma 2, l. fall., e l'attestatore non si sia espresso sulla quantificazione dei flussi ricavabili nello scenario alternativo concretamente praticabile.

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Tenuità anche per la bancarotta semplice, con un occhio al danno patrimoniale

01 Marzo 2022 | di Ciro Santoriello

Cass. pen.

Bancarotta semplice

Nel valutare l'eventuale tenuità del fatto di una condotta di bancarotta semplice documentale, il primo elemento che il giudice deve considerare è l'esistenza ed il quantum del danno patrimoniale conseguente al fatto, determinato nella quota di attivo oggetto di riparto tra i creditori, danno da ricostruire in relazione all'impossibilità di ricostruire totalmente o parzialmente la situazione contabile dell'impresa fallita o di esercitare le azioni revocatorie o altre azioni a tutela dei creditori, sia in relazione alla diminuzione che all'omessa tenuta dei libri contabili. Tuttavia, questa valutazione circa il danno patrimoniale derivante dal fatto di bancarotta, non risolve ex se la questione dell'applicazione della causa di non punibilità, che invece postula, necessariamente, ai sensi dell'art. 133, comma 1, c.p., un apprezzamento complessivo, anche se ciò non impone al giudice di procedere alla disamina di tutti gli elementi di valutazione previsti dagli artt. 131 bis e 133 c.p.¬, ben potendo limitarsi ad indicare quelli reputati rilevanti per la sua decisione, purché dia conto, con adeguata motivazione, delle ragioni ritenute preponderanti nel giudizio sulla tenuità dell'offesa.

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Il fallimento della super-società di fatto e dei soci occulti

25 Febbraio 2022 | di Lorenzo Gambi

Trib. Ivrea

Fallimento in estensione

La configurazione di una super-società di fatto richiede la prova, ricadente su chi la invochi, di un comune intento societario, percepibile all'esterno, al fine di esercitare un'attività economica volta alla produzione e distribuzione di utili. L'apertura del fallimento nei confronti della super-società di fatto presuppone l'accertamento, oltreché della cd. affectio societatis, dello stato d'insolvenza della medesima società, in ipotesi ricavabile anche in via presuntiva dall'insolvenza dei singoli soci occulti. Ai fini del fallimento della super-società di fatto non occorre accertare il superamento delle soglie di fallibilità e procedibilità dei singoli soci occulti, ex artt. 1-15 l. fall., trattandosi di estensione di procedura già aperta nei confronti della società.

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Competenza della sezione specializzata in caso di impresa assoggettabile ad amministrazione straordinaria: la risposta negativa della Cassazione

22 Febbraio 2022 | di Luca Jeantet, Paola Vallino

Cass. civ.

Concordato preventivo: disciplina generale

In tema di concordato preventivo del debitore che abbia i requisiti per l'ammissione all'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, resta ferma la competenza del tribunale nel cui circondario si trova il suo centro degli interessi principali, poiché ai sensi dell'art. 27, comma 1, del Codice della crisi d'impresa, la competenza dell'ufficio sede della sezione specializzata in materia di imprese è riservata ai soli procedimenti di regolazione della crisi o dell'insolvenza delle imprese che siano già state ammesse all'amministrazione straordinaria.

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Anche la liquidazione del patrimonio di cui all'art. 14 ter L. 3/2012 può essere richiesta dai familiari conviventi

18 Febbraio 2022 | di Francesco Spina

Trib. Mantova

Sovraindebitamento

La disciplina sulle procedure familiari prevista dall'art. 7-bis L. n. 3/2012, come introdotto dal D.L. n. 137/2020, convertito dalla L. 176/2020, è applicabile non solo agli accordi di composizione e al piano del consumatore, ma anche alla liquidazione del patrimonio del soggetto sovraindebitato.

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Liquidazione coatta amministrativa e dies a quo di decorrenza degli interessi moratori sui crediti professionali

15 Febbraio 2022 | di Girolamo Lazoppina

CAss. civ.

Liquidazione coatta amministrativa (nella legge fallimentare)

In ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, nel caso di insinuazione al passivo di un credito relativo a compensi professionali, il dies a quo di decorrenza degli interessi moratori sul credito professionale coincide con la data di costituzione in mora relativa alla richiesta di partecipazione al concorso per lo stesso credito in linea capitale. La prestazione principale insinuata attiene dall'origine ad un debito di valuta, con generazione degli interessi moratori in ragione dell'inadempimento ex art. 1282 c.c., con computo in misura legale ex art. 1224 c.c., sin dalla messa in mora costituita dalla domanda di ammissione al passivo.

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